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Probiotici, quei batteri “amici”

di Martina Donegani, Biologa Nutrizionista

23 aprile 2019

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Latti fermentati e yogurt sono solo alcuni degli alimenti che si possono trovare arricchiti dei batteri cosiddetti “probiotici”, particolarmente utili per la nostra salute… Ma cosa sono esattamente i probiotici e perché sono così importanti?

I batteri “amici”

Ma cosa sono esattamente i probiotici? Con questo termine si fa riferimento ai microrganismi (soprattutto batteri) che una volta ingeriti (tramite alimenti o integratoti) arrivano vivi e vitali all’intestino, lo colonizzano ed esercitano una serie di funzioni benefiche per l’organismo. Bisogna infatti sapere che a livello della mucosa intestinale ci sono miliardi di batteri, che vanno a formare quella che viene chiamata “microflora intestinale”, e costituiscono una barriera contro gli agenti esterni, stimolano il sistema immunitario e alcuni sono anche in grado di produrre vitamine (del gruppo B e la vitamina K). I probiotici, che siano aggiunti agli alimenti o sotto forma di integratori, appartengono proprio a queste tipologie di batteri benefici per l’organismo.

Che caratteristiche devono avere dei microrganismi per essere probiotici?

Per potersi definire davvero probiotico un microrganismo deve presentare un curriculum di tutto rispetto:

  • Deve essere un normale componente della microflora dell’intestino umano in condizioni di salute.
  • Deve resistere all’acidità dello stomaco e all’azione della bile, per arrivare vivo e senza danni nell’intestino.
  • Non soltanto deve sopravvivere nel passaggio attraverso il tratto gastrintestinale, ma deve aderire alle mucose e riprodursi attivamente, in modo da colonizzare le pareti dell’intestino.
  • Deve favorire il riequilibrio della flora intestinale e aiutare lo sviluppo dei batteri “buoni” presenti nell’intestino.
  • Deve essere sicuro. In altre parole, deve essere perfettamente tollerabile e si deve escludere che possa diventare nocivo o dare problemi di tossicità.

Gli effetti sulla salute

Al di là di alcuni effetti comuni ormai comprovati, i diversi ceppi di microrganismi probiotici possono esercitare azioni differenti sull’organismo e con varia efficacia.  Un’azione comunemente riconosciuta è quella di protezione dalle infezioni: possono bastare una cura antibiotica, piuttosto che un banale malanno, o anche solo uno stato di stress, per rompere l’equilibrio della flora intestinale e lasciare campo libero ai germi infettivi. È soprattutto in questi casi che si rivelano preziosi gli alimenti probiotici: i fermenti di cui sono ricchi si moltiplicano nel lume intestinale e danno battaglia ai microbi nocivi:

  • sottraggono loro il nutrimento;
  • si insediano al loro posto nella mucosa intestinale;
  • stimolano il sistema immunitario (concentrato proprio in prossimità delle pareti intestinali);
  • a volte fabbricano essi stessi delle sostanze antimicrobiche, attive contro germi specifici;
  • aiutano a degradare le tossine da loro prodotte.

Il mondo dei probiotici

Gli effetti sulla salute variano poi a seconda del probiotico che si considera, perché esistono tantissimi ceppi diversi e ognuno ha delle caratteristiche peculiari. Alcuni dei ceppi più efficaci e aggiunti agli alimenti appartengono ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus, in particolare:

  • il Lactobacillus casei Shirota e il Lactobacillus LCI stimolano la produzione di anticorpi e sono particolarmente efficace nel riequilibrare la microflora intestinale.
  • il Lactobacillus acidophilus è in grado di ridurre la presenza di alcuni enzimi fecali causa di gonfiore, oltre a contrastare la stitichezza.
  • Il Bifidobacterium bifidum ostacola lo sviluppo di alcuni microrganismi causa di stati infiammatori dell’intestino (colon irritabile, stitichezza) e aiuta a prevenire della diarrea da rotavirus.
  • Il Lactobacillus GG stabilizza la permeabilità intestinale ed è utile nel trattamento della diarrea virale acuta e della diarrea batterica nei neonati.

Una vasta gamma

Al “super” gli alimenti probiotici si trovano concentrati soprattutto nel reparto latticini e il motivo è semplice: i prodotti a base di latte sono quelli che garantiscono l’ambiente migliore perché i batteri aggiunti si mantengano vitali ed efficaci. In particolare i prodotti più diffusi si distinguono in:

  • Latti fermentati proposti nelle tipiche bottigliette monodose: sono indicati per tutte le età. Contengono anche un miliardo di fermenti per flacone e possono rappresentare un’utilissima integrazione alla dieta di tutti i giorni.
  • Yogurt addizionati con altri fermenti probiotici: in commercio esistono diversi yogurt (bianchi e alla frutta) che, a fianco dei batteri tipici dello yogurt (Lactobacillus Bulgaricus e Streptococcus Thermophilus), contengono nuovi fermenti probiotici.

Oltre a questi alimenti, se ne possono trovare altri, ma decisamente meno diffusi: merendine, formaggi e persino prodotti da forno con probiotici liofilizzati, ma ancora vitali. Attenzione però: la sola indicazione “contiene fermenti lattici” non basta a garantire che si tratti effettivamente di fermenti probiotici. In molti formaggi freschi, dalla mozzarella, alla crescenza, alla ricotta, questa frase evidenzia semplicemente la presenza dei batteri normalmente contenuti nel latte usato come materia prima.

 

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