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Influenza a Natale? Anche no! Le accortezze da seguire

di Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano

17 dicembre 2019

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Siamo a dicembre e insieme alle feste, alle decorazioni e agli alberi di Natale sta per arrivare l’influenza, che generalmente colpisce il nostro paese dai primi di gennaio. Naturalmente dovreste già esservi vaccinati. Se ancora non l’avete fatto, procedete immediatamente: è tardi ma potreste ancora riuscire ad arrivare all’incontro con il virus che causa questa fastidiosa malattia con il vostro sistema immune ben attivato.

Purtroppo, nonostante la disponibilità del vaccino, ogni anno nel nostro paese ci sono molti milioni di italiani che ogni anno vengono infettati da questo virus e si prendono l’influenza. Nel caso sfortunato che voi foste uno di questi, cosa fare?

Prima di tutto dovete fare quanto possibile per non rientrare in questo numero. Per prevenire l’influenza, oltre alla vaccinazione, è molto importante lavarsi le mani molto spesso. Avete capito bene, lavarsi le mani: mentre una volta si pensava che la via più importante di contagio fosse attraverso le goccioline sospese nell’aria generate da chi starnutisce o tossisce, studi più approfonditi hanno dimostrato come le mani sporche siano il mezzo di contagio più rilevanti. Quindi dopo avere viaggiato in mezzi pubblici, toccato i pulsanti di un ascensore, stretto le mani dei vostri amici quando possibile lavatevi le mani, va benissimo con acqua e sapone, in alternativa usate i gel che trovate nei supermercati.

Se nonostante tutto questo vi siete presi l’influenza, è importante tenere presente alcune regole, però non spaventatevi: in una persona sana l’influenza generalmente guarisce spontaneamente, a patto di stare riguardati e dare al nostro fisico il tempo di riprendersi.

La prima regola è “non fare l’eroe”. Nel primo giorno di malattia si è estremamente infettivi, e bisogna stare a casa. Se andrete al lavoro, a scuola, all’università infetterete altre persone. Per cui chiamate dicendo che state male e rimanete a riposare nella vostra abitazione, ne beneficerete voi e ne beneficeranno gli altri!

Come si cura l’influenza? Stando a riposo. Oltre a evitare il contatto con altre persone per evitare il contagio è indispensabile tenersi bene idratati: per questo vanno bene latte, brodi, acqua, bibite (specialmente per i bambini), succhi e bevande reidratanti per gli sportivi. L’importante è immettere liquidi dentro al proprio corpo, e gli alcolici non valgono. Tipicamente con l’influenza arriva la febbre (anche alta), che può essere trattata con il paracetamolo o con l’aspirina (negli adulti). Sotto i 12 anni l’aspirina è invece controindicata.

Se avete il naso chiuso potete utilizzare gli spray decongestionanti (senza abusarne e solo per gli adulti) oppure degli antistaminici per ridurre le secrezioni (ma vi faranno sentire un poco rintontiti). Però potete tranquillamente farne a meno, il loro impatto è solo sui sintomi e non cambieranno di molto la situazione.

I farmaci che contrastano il virus dell’influenza non sono indicati se non per pazienti in particolari condizioni: quindi non dovete prendere nulla, in particolare assolutamente niente antibiotici. Integratori, vitamine, medicamenti omeopatici e fitoterapici non servono a nulla se non a sfruttare la vostra suggestione e a farvi spendere inutilmente del denaro. Investite quei soldi in un buon libro. Se vi infastidisce la lettura, ci sono gli audiolibri che vi faranno trascorrere il tempo molto velocemente.

Se tutto va bene, dal terzo giorno in poi starete meglio, ed è prudente attendere un giorno senza febbre prima di tornare al lavoro. In questi casi non è necessario chiamare un medico, basta stare a casa e attendere la guarigione con pazienza.

Quando chiamare un medico? Gli anziani , le donne gravide e i bambini di meno di un anno, così come le persone che hanno altri gravi problemi di salute devono essere visti da un medico subito. Per tutti gli altri, bisogna chiamare un medico se la febbre non passa dopo quattro-cinque giorni, se i sintomi migliorano e poi peggiorano, se si avverte un dolore forte all’orecchio o al petto, se si comincia a vomitare. In queste situazioni potrebbe essere insorta una complicazione che deve essere trattata prontamente.

In alcune situazioni, per fortuna molto rare, bisogna invece andare direttamente al pronto soccorso: difficoltà a respirare, confusione mentale, vomito persistente, sonnolenza inusuale possono essere il segno di un’emergenza e bisogna affrontarla senza perdere tempo. Però non andate al pronto soccorso se non c’è bisogno: si rischia di contrarre malattie, di ostacolare le cure di pazienti gravemente malati e di contagiare gli altri inutilmente.

Insomma, i nonni ci dicevano di curare l’influenza con le tre “L”: lana, latte e letto. Tutto sommato non avevano torto. Possiamo aggiungerci la “a” di aspirina, ma la sostanza è questa. Stare a casa, stare al caldo, bere liquidi e dare al nostro organismo il tempo di riprendersi.

E il prossimo anno, vaccinarsi.

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