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Preziosissimi agrumi: tutte le proprietà di questa famiglia fra falsi miti e realtà

di Martina Donegani,

2 marzo 2020

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Limoni, mandarini, arance, pompelmi, clementine… oltre ad essere gustosi, gli agrumi sono ricchissimi di vitamine e fattori protettivi. Proprio per questo sono anche protagonisti di alcune leggende in campo alimentare, che attribuiscono a questi frutti quasi dei superpoteri. Ecco una breve guida per distinguere quelle che sono le loro vere proprietà da quelli che sono invece i falsi miti…

Ottimi tonici e remineralizzanti, ma non fanno guarire dal raffreddore

Anche se non sono certo i frutti in assoluto più ricchi di vitamina C, è indubbio che gli agrumi ne contengano parecchia, così come apportano alcune vitamine energetiche del gruppo B. Anche il loro contenuto di minerali è degno di nota: sono una buona fonte di potassio e sono poveri di sodio (un aiuto quindi per regolare i livelli pressori e per contrastare la ritenzione idrica) e contengono calcio e fosforo. Ottimi quindi per migliorare il tono dell’organismo e remineralizzarsi, gli agrumi (in particolare le arance) si sono guadagnati anche la fama di essere preziosi nell’accorciare i tempi di guarigione durante l’influenza e il raffreddore, soprattutto grazie al buon contenuto di vitamina C. Purtroppo però si tratta di un mito che la scienza ha definitivamente sfatato, come spiega anche lo studio “Vitamin C for preventing and treating the common cold” condotto da ricercatori del dipartimento di salute pubblica dell’università di Helsinki, in cui si evidenzia come la vitamina C non sia in grado di ridurre sostanzialmente il tempo di decorrenza dei malanni. Può invece avere un ruolo positivo nella prevenzione, grazie alla sua capacità di migliorare il tono generale dell’organismo.

Una famiglia numerosa

Ogni agrume ha poi delle particolari proprietà, che vale la pena approfondire:

  • Le arance possono aiutare a coprire il fabbisogno quotidiano di vitamina C (ne bastano un paio), senza necessità di ricorrere agli integratori. Più che in spremuta si consiglia di consumare il frutto intero (ha un maggiore contenuto di fibra, che favorisce il senso di sazietà e ostacola l’assorbimento dei grassi e del colesterolo), possibilmente a spicchi e senza eliminare completamente l’albedo, cioè quella parte bianca sottostante la buccia, perché è ricchissima di esperidina, sostanza ad azione antiossidante che aiuta a rinforzare i capillari e quindi a migliorare la circolazione.
  • Il mandarino è più zuccherino degli altri agrumi (un etto di mandarini contiene 17.6g di zuccheri, contro i 9.9g che fornisce un etto di arance) e apporta preziose sostanze antiossidanti. Contiene sali di bromo, che lo rendono un blando calmante del sistema nervoso. Chi ha difficoltà a prendere sonno può provare a consumare due o tre mandarini alla sera prima di dormire, si riveleranno un valido aiuto per favorire sonni tranquilli.
  • I mandaranci e le clementine sono ottenuti dall’incrocio tra l’arancia e il mandarino. Il succo abbondante, la scarsità di semi e la buccia che si stacca facilmente hanno contribuito al loro successo, ma dal punto di vista nutrizionale sono simili al resto della famiglia: contengono vitamina C e sali minerali in abbondanza. Una particolarità è il loro contenuto inositolo, sostanza che ostacola l’accumulo dei grassi nelle arterie e nel fegato.
  • Il limone è ricco di vitamina C e soprattutto di acido citrico, presente in quantità molto maggiore che negli altri agrumi, che conferisce al succo di limone proprietà disinfettanti ed esercita un lievissimo effetto alcalinizzante. Proprio da qui nasce una “bufala” molto diffusa, cioè che bere acqua e limone il mattino abbia effetto depurativo e alcalinizzante sull’organismo. In realtà l’effetto depurativo è dato dall’acqua (l’aggiunta del limone è ininfluente) e dal buon funzionamento di reni e fegato, e il succo di limone non è in grado di alterare sostanzialmente il pH ematico alcalinizzandolo (il nostro organismo ha dei sistemi tampone che lo mantengono costante). Se non è il caso di aggiungerlo all’acqua al mattino (si rischiano problemi di reflusso e allo smalto dentale), il succo di limone è invece ottimo per condire i vegetali: la vitamina C che contiene aiuta ad assorbire meglio il ferro delle verdure. Un’altra proprietà da considerare è il suo effetto astringente: l’acido citrico quando arriva nell’intestino reagisce con le proteine e forma una sorta di membrana protettiva sulle pareti intestinali, riducendone i movimenti e le secrezioni.
  • Il pompelmo è caratterizzato da un piacevole retrogusto amarognolo che, complice il fatto che apporta poche calorie e non contiene grassi, gli ha fatto guadagnare la fama di alimento dimagrante e “bruciagrassi”. Purtroppo, si tratta solo di un mito che non ha le minime basi scientifiche: l’utilità del pompelmo è da correlare al suo buon contenuto di vitamina C, alla sua ricchezza di fibra (se consumato intero, senza scartare la parte bianca, e non in succo) e di acidi organici (citrico e malico). Un’unica attenzione: se si assumono farmaci è bene assicurarsi con il proprio medico che non interagiscono con il pompelmo; spesso è bene consumarli a distanza di tempo per evitare potenziali interazioni pericolose.

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