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Coronavirus: adolescenti prudenti e rispettosi delle regole sulla prevenzione

di Maurizio Tucci, Presidente Laboratorio Adolescenza

30 marzo 2020

2116 Views

Adolescenti prudenti e rispettosi delle regole sulla prevenzione. E’ questo il dato più confortante che emerge dall’indagine online avviata da Laboratorio Adolescenza e diffusa attraverso la collaborazione degli stessi ragazzi e degli insegnanti.  In 12 giorni già superate le 3200 risposte, che arrivano da tutta Italia. La possibilità di monitorare quotidianamente il flusso delle risposte consente anche di analizzare come stia cambiando il vissuto dei ragazzi rispetto a questa grave emergenza.

La metodologia del lavoro

“Dal punto di vista metodologico – afferma Carlo Buzzi, professore senior di Sociologia all’Università di Trento, Direttore scientifico dell’area ricerca di Laboratorio Adolescenza e membro del Comitato Scientifico di Istituto IARD – il questionario è stato veicolato attraverso un link diffuso spontaneamente da chat e da gruppi informali giovanili. Essendo le risposte indotte da processi autoselettivi, l’indagine non può essere considerata rappresentativa dal punto di vista strettamente statistico. Tuttavia i risultati, considerando anche il numero dei rispondenti in continua crescita [al momento in cui scriviamo hanno superato i 3200] misurano certamente delle tendenze, fornendo importanti indicazioni su come il fenomeno del Coronovirus sia vissuto dai giovani in età adolescenziale (il 93% delle risposte provengono da giovani con meno di 20 anni)”.

La veicolazione del questionario è partita da Milano grazie alla collaborazione, non a caso, di un adolescente, Riccardo Senatore, studente del quinto anno del Liceo Marconi di Milano, e da gruppi di studenti – prevalentemente del Liceo Berchet e dell’Istituto Varalli, sempre di Milano – e poi si è estesa a tutta Italia grazie anche alla preziosa collaborazione di tanti insegnanti e dirigenti scolastici con i quali Laboratorio Adolescenza è in contatto per la propria attività di ricerca.

I dati

E’ altissimo ed in costante crescita il consenso degli adolescenti verso le misure di sicurezza indicate dal Governo e dal Ministero della Sanità (distanza tra le persone, nessun contatto fisico, igiene accurata, specie delle mani…). Se già nei primi giorni in cui è partito il rilevamento superava l’86%, negli ultimi quattro giorni è arrivato addirittura al 93%.  Ma il dato più importante è che sia aumentato moltissimo il rispetto di queste norme. E’ passata, col trascorrere dei giorni, dal 48,9% al 78,9% la percentuale di chi afferma di seguirle rigorosamente sempre e si annulla di fatto la percentuale di chi le rispetta raramente o mai (dal 3,3% allo 0,4%). In questo caso i più prudenti risultano essere i più giovani (studenti delle scuole medie) e gli over 19. Così come le femmine sono più prudenti dei maschi.

Il timore nei confronti del virus c’è ed aumenta, ma senza panico. Isolando le risposte arrivate tra il 5° e l’8° giorno dall’inizio dell’indagine, gli “abbastanza preoccupati” sommati ai “molto preoccupati” sono passati dal 63,9% al 70,8%, ma il dato è rimasto pressoché costante, anzi ha fatto registrare una leggera flessione, nei successivi quattro giorni di rilevazione (70,6%).

“Appare evidente – sottolinea ancora Carlo Buzzi – che dopo il primo comprensibile incremento (che ha coinciso in gran parte con l’entrata in vigore delle restrizioni su tutto il territorio nazionale), anche la nuova situazione viene metabolizzata rientrando in una sorta di “normalità”.

Il timore, comunque, aumenta con l’età del campione (molto preoccupato l’11,9% dei 14-16enni, il 13,3% dei 17-19enni e il 31,5% degli over 19enni) e in base al genere (molto preoccupato il 18,3% delle femmine vs l’8,3% dei maschi). Doppia, inoltre, la preoccupazione dei giovani nel centro sud rispetto ai loro coetanei del centro nord (22,2% vs 11,1%). Questo dato probabilmente si spiega –per il fatto che mentre al nord l’emergenza si sta già vivendo in pieno, al sud l’incognita sul futuro che li attende genera una paura maggiore”.

Ciò che colpisce – ancora una volta favorevolmente – è come i giovanissimi appaiano responsabili e in grado di ricostruire, senza grossi drammi, le abitudini e la rete sociale anche stando a casa. La loro vita è cambiata drasticamente dall’oggi al domani – come quella di tutti – ma il timore che l’emergenza sanitaria potesse diventare, specie per gli adolescenti, anche una “emergenza sociale” per il momento sembra scongiurato.

Grande aiuto, ovviamente, arriva dalla scuola che si è organizzata per far proseguire le lezioni online, ma anche, una volta tanto in luce positiva, da Internet e dalle piattaforme social. Ma anche il modo di utilizzare i social – a quello che riferiscono gli stessi ragazzi – sembra essere cambiato: meno messaggi scritti o vocali, ma tantissime videochiamate, per recuperare, finalmente, il piacere del dialogo e, soprattutto, per continuare a vedersi”.

Cambiamento abitudini di vita – periodo intervista

  9-12 marzo 13-16 marzo 17-20 marzo
Molto 44,7% 58,4% 52,1%
Parzialmente 41,3% 31,4% 33,0%
Poco 10,8% 7,9% 12,7%
Per niente 3,2% 2,3% 3,1%

A soffrire di più della situazione sembrano comunque essere i maschi. Oltre un quarto del campione maschile (26,6%) lamenta, a causa dell’isolamento forzato, di aver contratto le proprie relazioni sociali con gli amici, mentre ad affermare la stessa cosa è meno di un quinto delle ragazze (19,3%). Conseguenza del fatto che da un lato, a quell’età, la socialità maschile (dalla partita di calcio in giù) si è sempre sviluppata maggiormente “outdoor” rispetto a quella femminile, ma perché molti passatempi casalinghi che possono aiutare a distrarsi (pensiamo soltanto alla lettura) sono molto più frequentati dalle ragazze che dai ragazzi.

Questo desiderio di “normalità” lo si registra anche dal fatto che mentre nei primi giorni dell’emergenza per il 60,8% il coronavirus era l’argomento di discussione principale con gli amici, oggi questa percentuale è scesa al 37%. Situazione differente nel dialogo con i genitori con i quali l’emergenza coronavirus resta l’argomento principale di conversazione per circa l’80% del campione.

Marina Picca, pediatra, membro del Consiglio Direttivo di Laboratorio Adolescenza e Presidente della Sezione Lombardia della Società Italiana di cure primarie pediatiche (SICuPP), che ha collaborato alla stesura del questionario, commenta: “Faremo certamente tesoro di queste indicazioni provenienti dai ragazzi che cercheremo di approfondire ulteriormente. Siamo di fronte ad un evento nuovo per tutti e destinato a lasciare un segno nelle nostre abitudini di vita. Innanzi tutto dovremo iniziare a far comprendere agli adolescenti l’importanza della prevenzione, che oggi si concretizza nel rispetto di specifiche indicazioni, ma che è un prezioso valore in qualunque momento e circostanza”.

Da questo punto di vista la risposta degli adolescenti sembra ottima e conferma che se opportunamente sensibilizzati non è vero che rifiutino a priori il concetto di prevenzione. E con questa convinzione il lavoro di Family Heath prosegue e si intensifica.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

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