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Novità dichiarazione dei redditi persone fisiche

di Cristina Rigato, commercialista e revisore legale

4 giugno 2020

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L’emergenza Coronavirus ha portato a rivedere il calendario fiscale del 2020: le nuove scadenze per la presentazione del 730 da parte di CAF e professionisti abilitati sono:

  • entro il 15 giugno per le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 31 maggio;
  • entro il 29 giugno per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
  • entro il 23 luglio per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
  • entro il 15 settembre per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
  • entro il 30 settembre per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 30 settembre.

Questo calendario diventerà strutturale dal 2021.. Il rinvio della scadenza del 730 non modificherà tuttavia i termini per il rimborso Irpef, che sarà erogato in considerazione della tempistica di presentazione della dichiarazione dei redditi e a partire da luglio.

Con la circolare n. 9/E del 13 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che “Al fine di evitare che i contribuenti debbano spostarsi dalle proprie abitazioni, le Entrate precisano che l’autorizzazione all’accesso alla dichiarazione precompilata 730/2020 può essere trasmessa, anche in forma libera, in via telematica, ad esempio, tramite e-mail o sistemi di messaggistica istantanea o mediante il deposito nel cloud del Caf o del professionista abilitato”.

I Caf e i professionisti abilitati potranno gestire a distanza l’attività di assistenza fiscale e di assistenza per la predisposizione del modello 730. A tal fine gli intermediari abilitati acquisiranno: la delega sottoscritta dal contribuente con modalità telematica, copia della documentazione a supporto della dichiarazione e copia del documento di identità.

L’Agenzia delle Entrate il 15 gennaio ha pubblicato il provvedimento numero 8945, con cui sono state approvate le istruzioni ufficiali per la compilazione del modello 730/2020. Le istruzioni pubblicate contengono molte novità per la dichiarazione dei redditi di quest’anno:

  • da quest’anno inizia l’addio al modello cartaceo: dal 2020, istruzioni e modelli per il 730 saranno disponibili solo online.
  • Estensione dell’utilizzo del 730 all’erede: per la dichiarazione dei redditi relative all’anno d’imposta 2019 delle persone decedute nel 2019 o entro il 23 luglio 2020, gli eredi potranno utilizzare il modello 730 per la dichiarazione per conto del contribuente deceduto avente i requisiti per utilizzare tale modello semplificato. Il modello 730 in tal caso non potrà essere consegnato al sostituto d’imposta né del contribuente né dell’erede
  • dall’anno d’imposta 2019, per i figli di età non superiore a ventiquattro anni, il limite di reddito complessivo per essere considerati a carico è elevato a 4.000 euro
  • impatriati: per i contribuenti che hanno trasferito la residenza in Italia dal 30 aprile 2019, i redditi da lavoro dipendente e assimilati concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 30 per cento, ridotta al 10 per cento se trasferiti in: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. Tali redditi, se percepiti dagli sportivi professionisti concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50 per cento purché sia effettuato il versamento di un contributo dello 0,5 per cento della base imponibile (secondo le modalità individuate con apposito DPCM);
  • Detrazione per comparto sicurezza e difesa: al personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, titolare di reddito complessivo di lavoro dipendente non superiore, in ciascun anno precedente, a 28.000 euro, è riconosciuta sul trattamento economico accessorio, comprensivo delle indennità di natura fissa e continuativa, una riduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali
  • Detrazione per spese di istruzione: per l’anno 2019 l’importo massimo annuo delle spese per cui si può fruire della detrazione è pari a 800 euro (prima 786 euro)
  • i lavoratori residenti a Campione d’Italia potranno usufruire dell’agevolazione fiscale a loro riservata grazie all’istituzione di due nuovi codici tributo;
  • Detrazione per riscatto dei periodi non coperti da contribuzione (c.d. “pace contributiva”): l’onere sostenuto per il riscatto degli anni non coperti da contribuzione, può essere detratto dall’imposta lorda nella misura del 50% con una ripartizione in 5 quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento della spesa e in quelli successivi.
  • Detrazione per infrastrutture di ricarica: per le spese sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 per l’acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica è previsto che l’onere sostenuto possa essere detratto dall’imposta lorda nella misura del 50% dell’ammontare delle spese sostenute, di ammontare comunque non superiore a 3.000 euro, con una ripartizione in 10 rate annuali di pari importo.
  • Sport bonus: contribuenti identificati con il numero seriale indicato nella tabella A, allegata al decreto del 23 dicembre 2019, possono fruire di un credito d’imposta. Il credito d’imposta è pari al 65% delle somme erogate in favore degli enti gestori o proprietari di impianti sportivi pubblici ed è riconosciuto nel limite del 20% del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo.
  • Credito d’imposta per bonifica ambientale: per le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi su edifici e terreni pubblici, sulla base di progetti presentati dagli enti proprietari, ai fini della bonifica ambientale, compresa la rimozione dell’amianto dagli edifici, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di proprietà pubblica, spetta un credito d’imposta, nella misura del 65% delle erogazioni effettuate. Il credito d’imposta è riconosciuto nei limiti del 20% del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo.
  • Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille dell’IRPEF: il contribuente può destinare l’otto per mille dell’Irpef allo Stato indicando una specifica finalità tra cinque distinte opzioni.
  • eliminazione della colonna 5 “Quota Tfr” del rigo C14 a causa della mancata proroga per il 2019 delle disposizioni che prevedevano l’erogazione in busta paga della quota di Tfr maturata nel periodo.
  • per le erogazioni liberali in favore di Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, nel rigo E36 è stata inserita la colonna denominata “Residuo precedente dichiarazione” per l’indicazione dell’importo deducibile non utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al 2018.
  • chi impartisce lezioni private deve indicare il codice “5” se sceglie la tassazione ordinaria, oppure deve presentare anche il quadro RM insieme al modello Redditi PF 2020; infatti la legge di bilancio 2019 ha previsto, con decorrenza dall’1/01/2019 una tassazione sostitutiva nella misura del 15% (nella nuova sezione del quadro RM) sull’attività di lezioni private e di ripetizioni svolte da docenti titolari di cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado (i dipendenti pubblici sono tenuti a comunicare all’amministrazione d’appartenenza l’esercizio di attività extra-professionale didattica ai fini della verifica di eventuali incompatibilità)
  • una novità che riguarda i contribuenti residenti in Friuli Venezia Giulia, appartenenti alla minoranza slovena: Dal 2020 potranno presentare i documenti attestanti spese mediche redatti in lingua slovena, senza dover allegare anche la traduzione in italiano.
  • L’agevolazione per il 2019 relativa ai redditi dominicali e agrari prevista per i coltivatori diretti e IAP si applica anche per i familiari coadiuvanti del coltivatore diretto a condizione che: appartengano allo stesso nucleo familiare e siano iscritti nella previdenza agricola in qualità di coltivatori diretti  e partecipino in modo attivo all’esercizio dell’impresa familiare
  • Investimenti nel capitale sociale di start up innovative, la detrazione d’imposta per l’anno 2019: è riconosciuta nella misura del 40% (L. 145/2018, c. 218); e l’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun anno, l’importo di € 1.000.000. La medesima legge di bilancio 2019 ha subordinato l’efficacia della suddetta disposizione all’autorizzazione della Commissione UE.
  • Cani guida: la misura della detrazione forfetaria relativa alle spese sostenute dai non vedenti per il mantenimento dei cani guida aumenta da € 516,46 ad € 1.000.
  • non opera più la detrazione per acquisto di alimenti ai fini medici speciali, mentre per quanto riguarda la detrazione per canoni di locazione di universitari “fuori sede” tornano gli ordinari vincoli (di distanza e di situazione in regione diversa) della sede universitaria rispetto al luogo di residenza dello studente
  • Dal 2019 le cessioni di partecipazioni qualificate hanno il medesimo trattamento in passato riservato alle partecipazioni non qualificate: con applicazione dell’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza realizzata e indicazione di quest’ultima nella Sez. II del quadro RT (dunque non più nella successiva Sez. III, che va utilizzata solo per le cessioni di partecipazioni qualificate effettuate fino al 31/12/2018, con corrispettivo incassato nel 2019).

 Spese medico-sanitarie

Per usufruire delle detrazioni è necessario, anzitutto, indicare le spese nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono state sostenute e documentarle adeguatamente.

I giustificativi delle spese devono essere conservati per tutto il tempo in cui l’Agenzia delle entrate può effettuare un accertamento (31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione). Per la verifica del sostenimento della spesa, i documenti rilevanti sono costituiti unicamente dalle fatture, dalle ricevute fiscali e dagli scontrini “parlanti”. Il contribuente, pertanto, non è tenuto a esibire la prova del pagamento.

Le spese per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef (19%) sono quelle relative a (lista aggiornata):

  • prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle di medicina omeopatica)
  • acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco o con ricetta medica
  • prestazioni specialistiche
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie
  • prestazioni chirurgiche
  • ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici
  • trapianto di organi
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno)
  • acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese le protesi sanitarie).

Inoltre, sono detraibili, nella stessa misura del 19%, le seguenti spese di assistenza specifica:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, eccetera)
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale
  • prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Tutte queste spese possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi per l’importo eccedente 129,11 euro. Se sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale la detrazione spetta per l’importo del ticket pagato.

Non possono essere indicate nel modello 730/2020 le spese sanitarie sostenute nel 2019 che nello stesso anno sono state rimborsate. >>Novità Con la risposta a interpello n. 285 del 19 luglio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che sulle spese sanitarie sostenute dal lavoratore e rimborsate dal datore di lavoro, quest’ultimo è tenuto ad operare all’atto del pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa. Al lavoratore, invece, è attribuita la detrazione spettante ai dipendenti stessi in occasione del conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

Non andranno inserite, pertanto:

  • le spese risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto, nel caso di danni alla persona arrecati da terzi;
  • le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o ente pensionistico o dal contribuente a enti o casse con fine esclusivamente assistenziale, sulla base di contratti, accordi o regolamenti aziendali, e che, fino all’importo complessivo di 3.615,20 euro, non hanno contribuito a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente.

Il contribuente è tenuto a compilare il quadro E del modello 730/2020 ove trovano spazio le spese mediche sostenute dal contribuente. Ai fini della detrazione, le spese sanitarie devono essere indicate dal contribuente che presenta il modello 730 nei righi compresi tra E1 ed E5. In caso di Spese Sanitarie superiori a € 15.493,71 annui, è possibile ripartile la detrazione in 4 quote annuali di pari importo.

Tuttavia le novità più rilevanti in merito alle spese mediche riguardano la dichiarazione dei redditi del 2021 (periodo di imposta 2020); infatti, come anticipato a fine 2019, La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto l’obbligo di tracciabilità nei pagamenti per ottenere le detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi del 2021. A partire dal 1° gennaio 2020 (la proroga fino al 1 aprile non è stata approvata) quindi si subordina la fruizione della detrazione del 19%, prevista per gli oneri di cui all’articolo 15 del D.P.R. n. 917/1986 e da altre disposizioni normative, al pagamento della spesa con strumenti tracciabili (art. 1, c. 679-680 Legge n. 160/2019).

Per strumenti tracciabili si intendono i versamenti bancari o postali ovvero quelli avvenuti tramite carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari, bonifici bancari.

Pertanto tutte le spese che danno luogo allo sconto fiscale del 19% nella dichiarazione dei redditi, a decorrere dal 2020, non possono più essere effettuate con l’utilizzo del contante, pena la perdita della detrazione stessa:  chi ha pagato in contanti varie spese nel 2020, anche mediche, non potrà portarle in detrazione.

In tutti i casi in cui la spesa sarà detraibile soltanto se pagata con mezzi tracciabili, sarà necessario controllare che nel documento commerciale, sia esso uno scontrino o una ricevuta, sia evidenziata la modalità di pagamento (e che sia indicato che è stato utilizzato un metodo tracciabile).

Fino a che non arriverà una diversa indicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, ecco quali sono i documenti da conservare ai fini della detrazione per fruire delle detrazioni in dichiarazione dei redditi:  –  copia della fattura/ scontrino fiscale;

  –   copia del pagamento POS, o altro giustificativo della spesa, come l’estratto conto.

Il contante potrà tuttavia essere ancora usato:

  • per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici
  • per il pagamento delle prestazioni sanitarie rese nell’ambito di una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata con il SSN (servizio sanitario nazionale).

Mentre ogni altra spesa sanitaria sarà obbligatorio, per non perdere lo sgravio fiscale, avvalersi dei mezzi di pagamento tracciabili. Se si escludono medicinali e dispositivi medici per i quali non vi sono dubbi circa l’uso del contante, per quanto concerne le spese per visite mediche a fare la differenza sarà il luogo dove la visita è stata effettuata, ovvero la tipologia di struttura all’interno della quale ci si dovrà recare per ricevere la prestazione.   Saranno le visite mediche effettuate presso le strutture private non accreditate con il SSN a dover essere pagate con bancomat, carte di credito, bonifico bancario e assegno (es: visite presso uno studio dentistico privato). Certamente sarà fondamentale attendere le istruzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate sul tema che consentiranno le dovute specifiche.

Le spese sanitarie non sono le uniche a essere interessate dal nuovo obbligo di pagamento tracciabile a partire dal 2020. La legge di Bilancio 2020 fa riferimento a tutte le detrazioni Irpef del 19% sulle spese previste dall’articolo 15 del Tuir. Per molti di questi pagamenti (ad esempio premi assicurativi, rate del mutuo o tasse universitarie) i contanti sono già proibiti, ma in altri casi il cash è ancora utilizzabile. La lista comprende spese importanti quali:

  • attività sportive di bambini e ragazzi
  • abbonamenti a bus, metro e tram;
  • prestazioni veterinarie;
  • onoranze funebri;
  • affitti degli universitari;
  • parcelle ad agenti immobiliari;
  • restauro di beni vincolati;
  • strumenti per contrastare disturbi certificati dell’apprendimento.

Vi è inoltre una seconda novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 relativa ai limiti di reddito per usufruire delle detrazioni Irpef del 19% (comprese quelle relative alle spese sanitarie): Per chi percepisce un reddito superiore a 120.000 euro la detrazione si ridurrà progressivamente fino all’annullamento completo per chi ha un introito superiore a 240.000 euro all’anno.

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