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Attenzione alla diffusione delle mode virali in rete rivolte a bambini e adolescenti

di Maura Manca, Psicologa

27 luglio 2020

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Spesso ci troviamo ad affrontare la diffusione di mode o di sfide in rete che coinvolgono milioni di ragazzi e ormai, anche bambini. Da un lato, abbiamo i genitori che, venendo a conoscenza della espansione di queste mode, manifestano giustamente una serie di preoccupazioni, basandosi anche sulle esperienze passate. È capitato in tante occasioni che ragazzi catturati da queste sfide si siano anche fatti del male e, nei casi più estremi, abbiano perso la vita. Spesso queste mode sfruttano la scia di personaggi conosciuti, come la Samara challenge, che si riferiva appunto a Samara la protagonista di un film Horror o Momo, nato come un personaggio che doveva incutere paura nei più giovani e che li contattava via chat o social. Adesso è il momento di Jonathan Galindo, ennesima creatura del web. Alcuni genitori sono riusciti a venire a conoscenza di questa ennesima creazione del web diventata virale in tutto il mondo direttamente dai figli e sono riusciti così a capire di cosa si trattasse.

Perché se spesso nascono come un gioco, diventano pericolose?

Il problema vero non sono tanto le mode in quanto tali perché si tratta molto spesso di personaggi strumentalizzati per creare viralità nel web. L’aspetto pericoloso è la deriva che prendono in pochissimo tempo e il numero di persone che riescono a coinvolgere. Di frequente cominciano in un modo per poi prendere una deriva che perde spesso il controllo. I ragazzi, come i bambini, sono attratti da queste creazioni del web per una curiosità insita nella crescita, per omologazione social e sociale e in alcuni casi, quando si tratta di contenuti che fanno “paura”, per loro, rappresenta quasi una sfida, una modo per misurarsi con se stessi e di dimostrare il loro coraggio. Il problema è che man mano che cresce la diffusione social, aumentano anche il numero di profili esistenti, di post e di hashtag. I profili non si attivano da soli, sono sempre mossi dalle persone. Noi non sappiamo chi si nasconde dall’altra parte, dietro un nome fittizio, non conosciamo le reali intenzioni di chi si cela dietro quello che spesso viene definito erroneamente “gioco”. Ci possono essere altri ragazzi che si divertono a impaurire chi è più impressionabile o “credulone”, come ci possono essere persone che hanno intenzioni più nefaste. Esistono menti distorte che sfruttano queste mode per i propri scopi e per i propri interessi. Ci possiamo trovare davanti ad adescatori, ad adulti che vogliono catturare i minori e portarli nella loro rete, come altre persone che si divertono a manipolare la mente degli adolescenti partendo da una semplice richiesta di contatto o di gioco, facendo leva sulla curiosità adolescenziale, sulla ricerca di sensazioni forti, sul bisogno di omologazione, sulla influenzabilità e vulnerabilità. Essere condizionabili significa rischiare di trovarsi davanti a un burattinaio senza avere gli strumenti per riconoscerlo, una persona che ci può fare anche specifiche richieste e che conosce le tattiche di manipolazione mentale e di ricatto emotivo per far sì che i ragazzi non raccontino a nessuno ciò che hanno vissuto o che stanno vivendo.

Come intervenire?

Per queste ragioni si deve fare attenzione anche a gridare ai quattro venti che si tratta di bufale senza fornire in parallelo ulteriori spiegazioni o specifiche, si rischia di abbassare il livello di attenzione sul fenomeno e di fare il gioco di chi sfrutta queste dinamiche del web. Non si devono creare allarmismi e false notizie, ma si deve sempre sfruttare la scia del momento per palare con i figli del problema, per farsi raccontare cosa sanno in merito e come si stanno comportando. Solo così è possibile spiegargli i meccanismi che si nascondono anche dietro mode potenzialmente innocenti. Non si deve mai smettere di ripetere a un figlio che se dovesse ricevere un messaggio in cui qualcuno tenta di spingerlo a fare qualcosa o a fornire dati personali, bisogna subito effettuare una segnalazione, perché i profili falsi in rete, purtroppo, sono tantissimi. Prima di cancellare ogni contenuto bisogna salvarlo perché può rappresentare una prova. Non si deve avere paura, si deve prestare attenzione perché questa delle challenge, è la moda di questi anni e non andrà a scomparire così facilmente. La migliore prevenzione è sempre il dialogo con i figli e l’attenzione va sempre tenuta alta soprattutto oggi perché ci sono troppi bambini in rete sopravvisti di strumenti emotivi e cognitivi per riconoscere e gestire i lati oscuri delle mode social.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

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