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I claim nutrizionali e salutistici: come interpretarli?

di Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare

12 ottobre 2020

147 Views

Col progredire della scienza della nutrizione, negli anni le etichette dei prodotti alimentari si sono via via arricchite di scritte seducenti: “riduce il colesterolo!”, “è ricco di omega 3!”, “dà meno calorie!”… Ma sono tutte vere? E sono tutte utili? …

Un tempo si diceva che l’etichetta dovrebbe essere la carta d’identità dei prodotti alimentari. Oggi però sono talmente tante le informazioni riportate sulla confezione che più che una carta d’identità, l’etichetta somiglia spesso a un vero e proprio curriculum vitae, lungo da leggere e difficile da interpretare. E allora ecco che sulle nostre scelte finiscono per pesare molto scritte semplici e immediate come: “senza zuccheri aggiunti”, “fonte di proteine”, “senza sale”, “ricco di fibre”, “a basso contenuto calorico” … Sono i claim nutrizionali e salutistici, che però, anziché come un utile strumento informativo, troppo spesso le aziende utilizzano a scopo pubblicitario. Ma cosa vogliono dire davvero? Sono proprio utili? C’è da fidarsi?

Regolati per legge

L’uso di tutte le indicazioni nutrizionali e sulla salute – sono questi i due tipi di claim possibili – devono obbedire a un apposito Regolamento CE (il n.1924/2006) che ha lo scopo di difendere la salute dei consumatori europei di fronte a possibili messaggi fuorvianti o ingannevoli.

Perché possano essere evidenziati sulla confezione, i claim nutrizionali e salutistici devono essere veritieri e basati su dati scientifici generalmente accettati. Non devono essere ambigui o fuorvianti e nemmeno far sorgere dubbi sicurezza e l’adeguatezza nutrizionale di altri alimenti, così come non devono suggerire che una dieta equilibrata e varia non possa in generale fornire quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno. In particolare non devono far pensare che non consumando un dato prodotto si possa compromettere la propria salute. Sembrano cose ovvie, ma basta leggere alcuni dei claim più diffusi per rendersi conto di quanto possa essere facile giocare con le parole.

Senza zuccheri…

In un periodo di guerra allo zucchero come quello che stiamo vivendo, le scritte che fanno riferimento alla sua mancanza nei prodotti vanno per la maggiore. Attenzione, però la scritta “senza zuccheri” sull’etichetta è ammessa solo per quei prodotti che non contengono più di 0,5 grammi di zuccheri per 100 grammi o 100 millilitri di prodotto stesso. Davvero pochissimi! Mentre è ben diverso il significato della scritta “senza zuccheri aggiunti”, che indica semplicemente che all’alimento non sono stati aggiunti né zuccheri (mono o disaccaridi, come il fruttosio e il saccarosio) né altri dolcificanti a base di sostanze zuccherine (es. miele), ma nulla impedisce che il prodotto sia ugualmente ricco di zuccheri, semplicemente perché li contiene già all’origine. È il caso, per esempio, di alcuni succhi o di composte a base di frutta che quanto a calorie non scherzano, anche senza l’aggiunta di zuccheri.

 “Senza calorie”: la golosità che non fa ingrassare

A proposito di cibo ideale, per molte sarebbe quello goloso ma… senza calorie. Beh, esiste. Magari non è proprio “senza”, ma di calorie ne contiene davvero pochissime: per legge “senza calorie” è ogni prodotto che non contiene più di 4 kcal per 100 g o per 100 ml, se si tratta di una bevanda. Nel caso dei dolcificanti, invece, il “senza calorie” corrisponde al limite di 0,4 kcal per singola dose, corrispondente alla quantità che dolcifica più o meno come 6 g di zucchero (più o meno un cucchiaino). E “light”, cosa significa invece? Rispetto alle calorie, la legge prescrive che un prodotto per potersi definire “light” ne deve dare almeno il 30% in meno del corrispondente prodotto “normale”. È un limite ragionevole, ma prima di buttarsi su mozzarelle e maionesi light è sempre bene leggere l’etichetta nutrizionale…

Fonte di minerali e vitamine, cioè?

Molti claim riguardanti le funzioni svolte da vitamine e minerali sono stati approvati dalle autorità di controllo, è il caso del calcio e della vitamina D presentati come elementi necessari per la crescita e lo sviluppo delle ossa nei bambini, sull’etichetta di alcuni yogurt da bere e formaggi freschi. Così come è stata permessa l’indicazione: “Il fosforo è necessario per la normale crescita e per lo sviluppo osseo dei bambini”. Ma cosa significa, invece, quando troviamo scritto su un prodotto che è “fonte” della tal vitamina piuttosto che del tal minerale? L’ambiguità regnerebbe sovrana in questo caso, se non ci fosse la normativa a mettere dei paletti, specificando che per essere dichiarato “fonte” di una certa sostanza, l’alimento ne deve contenere quantità significative (la legge dice anche quanto di ogni sostanza) e non soltanto delle minime tracce… Su questo perciò possiamo stare tranquilli: se c’è scritto “fonte”, è vero e non è fantasia…

Grassi e colesterolo, quali verità?

Grassi e colesterolo sono due spauracchi sui quali i claim puntano molto. Logico: un grammo di grassi dà la bellezza di 9 kcal (più del doppio di un grammo di zucchero) e il colesterolo è diventato così popolare da meritarsi l’appellativo di “killer silenzioso”. Anche qui, però, le regole sono molto precise: se un alimento dichiara in etichetta di essere “senza grassi” non può contenerne più di 0,5 g per 100 g o 100 ml, mentre sono rigorosamente proibite tutte quelle indicazioni che potrebbero trarre in inganno, come la dicitura “X % senza grassi” o la più comune “meno grasso…”. Per quanto riguarda il colesterolo, se si deve tenere sotto controllo, è bene sapere che gli organismi di controllo hanno promosso gli steroli vegetali, che sono usati in molto latti fermentati e yogurt, perché effettivamente aiutano la riduzione della colesterolemia.

Un utile promemoria

 

QUANDO C’È SCRITTO

VUOL DIRE CHE

SU QUALI PRODOTTI HA SENSO
senza calorie/a basso contenuto calorico/a ridotto contenuto calorico

 

Senza calorie sono i prodotti che danno non più di 4 kcal /100 g o ml.

Si scrive a “ridotto” contenuto calorico se il valore energetico è almeno il 30% in meno del normale. Mentre si può indicare un “basso” contenuto calorico se il prodotto contiene non più di 40 kcal/100 g per i solidi o più di 20 kcal/100 ml per i liquidi.

edulcoranti, salse, alcuni snack, bibite, caramelle…

senza grassi / a basso contenuto di grassi

Senza grassi è il prodotto che non contiene più di 0,5 g di grassi per 100 g o 100 ml. È a basso contenuto se non ne ha più di 3 g per 100 g o 1,5 g per 100 ml (1,8 g nel caso del latte parzialmente scremato).

Salse, latticini, fette biscottate, prodotti da forno, preparati per torte…
senza zuccheri/a basso contenuto di zuccheri/senza zuccheri aggiunti

Un alimento senza zuccheri contiene non più di 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml. Un prodotto a basso contenuto di zuccheri contiene non più di 5 g di zuccheri per 100 g per i solidi o 2,5 g di zuccheri per 100 ml per i liquidi.

Senza zuccheri aggiunti si può scrivere se il prodotto non contiene mono- o disaccaridi aggiunti o ogni altro prodotto alimentare utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l’alimento contiene naturalmente zuccheri, l’etichetta deve riportare la scritta: «CONTIENE NATURALMENTE ZUCCHERI».

Tutti gli alimenti dolci, i prodotti a base di frutta

Senza / a basso contenuto / a bassissimo contenuto di sodio/sale

 

Un alimento è senza sodio o senza sale se contiene non più di 0,005 g di sodio, o un valore equivalente di sale, per 100 g. È a basso contenuto se contiene non più di 0,12 g di sodio, o un valore equivalente di sale, per 100 g o 100 ml. A bassissimo contenuto di sodio o sale è il prodotto che contiene non più di 0,04 g di sodio, o un valore equivalente

di sale, per 100 g o 100 ml.

Snack, prodotti da forno, biscotti. Contrariamente a quanto si crede il contenuto di sodio non è un elemento davvero significativo per le acque minerali

Fonte / ad alto contenuto di fibre

Fonte di fibre è il prodotto che contiene almeno 3 g di fibre per 100 g o almeno 1,5 g di fibre per 100 kcal. È “ad alto contenuto” se contiene almeno 6 g di fibre per 100 g o almeno 3 g di fibre per 100 kcal.

Cereali, biscotti, paste alimentari, succhi. È da tenere presente però che le verdure e i prodotti integrali sono già alimenti naturalmente ricchi di fibre

Fonte / ad alto contenuto di proteine

Un prodotto è fonte di proteine se almeno il 12 % del suo valore energetico è apportato da proteine. Il limite sale al 20% se l‘alimento è definito ad alto contenuto di proteine.

Creme, budini, sostituti dei pasti… Anche in questo caso, la natura mette a disposizione una quantità di alimenti naturalmente proteici (carne, uova, legumi, pesce…)

Fonte / ad alto contenuto di vitamine / minerali

Per definire un alimento fonte di specifiche vitamine o minerali, deve contenerne in quantità significative secondo la specifica normativa (direttiva 90/496/CEE o deroghe, art. 6 del regolamento (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006). È ad alto contenuto se contiene almeno due volte il valore di una fonte naturale

Quasi tutte le categorie di alimenti possono essere aggiunti di minerali o vitamine, ma ricordati che frutta e verdura ne sono eccellenti fonti naturali

Leggero /light

L’indicazione che un prodotto è «leggero» o «light» è soggetta alle stesse condizioni fissate per il termine «ridotto» nelle sue varie applicazioni; l’indicazione deve anche essere accompagnata da una specificazione delle caratteristiche che rendono il prodotto «leggero» o «light».

Tutti i prodotti che in natura sono ricchi di grassi, zuccheri o calorie. Per esempio: formaggi, bevande, dolciumi, prodotti da forno, salse…

 

 

 

 

 

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