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About a boy – un ragazzo

E’ proprio vero: si impara tutto, nella vita, anche ad essere genitori.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

26 ottobre 2020

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Regia di Chris Weitz, Paul Weitz. Un film con Hugh Grant, Toni Collette, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Sharon Small, Madison Cook. Cast completo Titolo originale: About a Boy. Genere Commedia – USA, Gran Bretagna, Francia, 2002, durata 101 minuti.

Trama

Marcus è un preadolescente, figlio di una mamma separata, gravemente depressa, con ideazione suicidaria e una sofferenza personale che le impedisce si sintonizzarsi sui bisogni emotivi profondi del proprio figlio. Marcus fa di tutto per rendere sua madre felice. Anche se questo gli impedisce di poter avere la vita cui un ragazzo della sua età ha diritto. Quasi per caso la sua vita incrocia quella di Will, un uomo single, che vive di rendita e che non ha alcuna intenzione di prendere un impegno nella vita. Will si muove da una relazione all’altra, incontrando donne con cui condivide serate eccitanti, ma senza prospettiva di costruire una relazione stabile. Le vite di Marcus e Will sono speculari e contrarie. Marcus è dovuto diventare grande in fretta. Will non è mai cresciuto. Marcus vive prendendosi cura della madre, invece che di se stesso, come dovrebbe succedere all’ingresso dell’adolescenza. Will invece non si prende cura di nessuno, pensa solo a se stesso, in una prospettiva di totale disimpegno.

L’incontro tra i due travolge la vita di entrambi. Marcus incontra per la prima volta un uomo che gli può fare da modello e guida per la vita. Ha profondamente bisogno di un padre, considerato che il suo è distante e anaffettivo. Will incontro per la prima volta una persona per cui sente che vale la pena spendersi e impegnarsi. Dopo le prima fatiche e resistenze reciproche, entrambi si coinvolgono progressivamente in una relazione che li cambia e li trasforma. Marcus può muoversi con più libertà nel gruppo dei pari, facendo scelte autonome e coraggiose. Will invece comprende che essere adulti non significa programmare tutto della propria vita affinchè non ci siano spazi vuoti e tutto diventi prevedibile. Marcus e Will si prendono per mano, camminano a fianco. Sono entrambi soli e faticano a trovare il baricentro della loro esistenza, ma insieme ce la possono fare. Tra alti e bassi, tra abbandoni e re-incontri, la loro relazione matura e ha il potere di cambiare non solo le loro vite, ma anche quelle di chi vive a loro vicino.

Cosa ci insegna questo film

Pur non essendo il suo genitore naturale, Will diventa padre di Marcus. E’ Marcus che ne intercetta la “potenzialità” educativa  e genitoriale e giorno dopo giorno gli permette di trasformarsi. Quello che vediamo nel film è una serie di trasformazioni che ci aiutano a comprendere i “fondamentali” della relazione educativa, soprattutto quando sopraggiunge la preadolescenza. Un preadolescente ha bisogno di avere accanto a sé un adulto capace di leggere nella sua mente, si vedere anche l’invisibile, di tenere lo sguardo su di lui, senza però essere invischiante o pieno di aspettative. E’ questo che fa Will per Marcus. Al tempo stesso, è un figlio che costruisce e cesella la relazione con il proprio padre, mostrandogli ogni giorno quanto per lui è necessario sentire di avere a fianco un uomo disponibile ad essere un faro e una base sicura per la propria crescita. Tutti i pomeriggi, infatti, Marcus va a casa di Will. All’inizio lo fa per proteggersi da un gruppo di bulli che vuole fargli male, ma poi, giorno dopo giorno, lo fa perché quella relazione, quella quotidianità, quella intimità che si genera tra loro due nei pomeriggi condivisi gli è necessaria per vivere. Will, grazie a Marcus, diventa responsabile, stabile e finalmente adulto. Marcus, grazie a Will, diventa sereno, libero dalla preoccupazione che nutre per la salute della madre e finalmente adolescente. Insieme Marcus e Will sono una coppia che simula in modo perfetto quel rapporto intimo, unico, formativo che dovrebbe esistere tra padre e figlio, all’ingresso in adolescenza.

Il messaggio del film

I figli sono un’occasione straordinaria di trasformazione ed evoluzione delle nostre esistenze. Ma perché questo succeda, occorre che l’adulto sia realmente disponibile a mettersi in gioco, a sintonizzarsi con gli stati emotivi del ragazzo/a. La relazione genitore/figlio si genera e rinforza ogni giorno attraverso reciproche interazioni in cui l’adulto si mostra responsabile, disponibile e coinvolto. Queste tre dimensioni all’inizio del film non sono presenti né nella madre di Marcus nè in Will, ma progressivamente crescono e si rinforzano fino a diventare evidenti nei passaggi finali della storia. E’ proprio vero: si impara tutto, nella vita, anche ad essere genitori.

 

Le domande da porsi dopo la visione del film

La relazione tra Marcus e la sua mamma comporta una totale inversione dei ruoli: vi è mai successo di constatare che i vostri figli, in alcuni casi, si sono dovuti far carico di passaggi irrisolti della vostra vita?

Will è un eterno adolescente, attento ai propri bisogni e incapace di sintonizzarsi con i bisogni degli altri. Spesso quando diventiamo genitori, ci troviamo proprio in quella posizione: incapaci di fare spazio ai bisogni dei nostri figli, di ridefinire le nostre priorità. A voi è successo?

In adolescenza, i bisogni dei nostri figli si trasformano, si fanno più sottili. Loro, spesso, non ci parlano più in modo esplicito di ciò che li fa soffrire e noi genitori dobbiamo sforzarsi di sintonizzarci con i loro stati emotivi e di trovare un’intesa di coppia che generi una mente adulta comune di fronte al figlio. Marcus si trova sospeso tra la capacità di Will di intuirne i bisogni e l’incapacità della madre di fare altrettanto. A voi è mai capitato di trovarvi divisi di fronte ai bisogni dei vostri figli? In quali occasioni è successo? Come, partendo da queste differenze e distanze, ricostituire l’intesa di coppia genitoriale?

 

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