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La stanza dei figli adolescenti. Disordine o espressione di un caos interiore?

di Maura Manca, Psicologa

30 ottobre 2020

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Oggetti vari, cartacce, avanzi di cibo e vestiti sparsi dappertutto, sono alcuni dettagli di tante stanze di figli adolescenti. Quella stanza disordinata e caotica che mette a dura a prova tantissimi genitori e che i ragazzi difendono con tutte le loro forze sostenendo che sia ordinata e che trovano tutto nel loro disordine. Non si sentono compresi neanche nel loro disordine.

Il disordine adolescenziale è ancora una delle cause principali di litigate e discussioni famigliari insieme ai compiti e all’uso eccessivo di smartphone o videogiochi. I genitori si arrabbiano e cercano disperatamente di imporre delle regole, i ragazzi sembrano non ascoltare e preferiscono vivere in una stanza sempre disordinata.

“Mio figlio fa storie anche se entro in camera sua per pulire e quindi ‘metto le mani’ tra le sue cose. La soluzione sarebbe di far sistemare a lui, ma temo che la sua camera nel giro di poche settimane si trasformerebbe in qualcosa di mostruoso”.

Il problema non è solo il disordine, a volte è proprio una questione di igiene. Tante volte lasciano le cose sporche per terra e non mettono niente a lavare. Questo è il primo concetto su cui lavorare e sul quale mettere delle regole: il disordine è una cosa e può essere anche tollerato, l’igiene è un altro.

Se per i genitori il non sistemare la propria stanza è vissuto spesso come un attacco al loro ruolo e una mancanza di rispetto nei loro confronti, bisogna considerare anche il punto di vista dei ragazzi e immaginare che stanno imparando a organizzare il loro tempo, gli spazi, a creare un loro assetto interiore e a volte è normale che non riescano ancora a trovare un loro ordine. Il disordine adolescenziale dunque è anche espressione della loro personalità che è ancora in piena fase di cambiamento e di crescita. Ovviamente bisogna lavorare sui limiti, mettere dei paletti non troppo soffocanti, ma neanche invisibili. Quello che fa arrabbiare molti genitori è anche il fatto che se vanno a dormire a casa degli altri sono ordinatissimi e puliti, che quindi il concetto di ordine lo hanno acquisito ma in casa, non c’è verso, non lo applicano in nessun modo. Nel proprio ambiente è tutto molto diverso, è spesso i figli comunicano attraverso i loro comportamenti e parlano con i genitori più con le azioni che con le parole.

È necessario comprendere questo aspetto e trovare la chiave giusta per accompagnarli verso una maggiore collaborazione in casa, evitando di salire ogni volta sul ring.

Qualche consiglio per “sopravvivere” al disordine degli adolescenti per evitare di prendere e buttargli tutto

  1. NON RIPETERE LE FRASI ALL’INFINITO. Quando i figli non ascoltano, è facile ripetere le stesse frasi più e più volte, sperando che alla fine facciano quello che viene richiesto. In realtà, questo modo di comunicare non fa che generare maggiore opposizione e conflitto. È necessario fare dei patti con i figli, concordando insieme spazi e mansioni: non bisogna aspettarsi che siano subito costanti per cui è necessario man mano trovare dei nuovi compromessi.
  2. NON DETTARE I TEMPI E I MODI. Bisogna pensare che loro i tempi non sono quelli del genitore: magari un ragazzo ha in mente quando sistemare le sue cose o lo fa nei suoi tempi morti o quando è in fase di rabbia o di evoluzione o quando non si sente pressato e quindi non deve andare in opposizione alle regole e agli obblighi. Se si giudica sempre male anche il piccolo impegno che ci mette, il figlio sarà portato a non fare nulla a priori.
  3. NON SOSTITUIRSI. Bisogna resistere alla tentazione di entrare nella stanza per sistemare o portare a termine le mansioni che spetterebbero al figlio. Se si abitua al fatto che fate tutto voi, non svilupperà mai il concetto di ordine e collaborazione. È necessario fargli capire ciò che deve fare, dandogli suggerimenti e fiducia, evitando di lamentarsi sempre del modo in cui fa le cose.
  4. DARE IL BUON ESEMPIO. I figli apprendono molto di più dai comportamenti che dalle parole. Se i genitori in primis sono poco ordinati o poco organizzati, è difficile riuscire a trasmettere ai ragazzi il senso dell’ordine e pretendere che sistemino la loro stanza. Se, al contrario, un genitore è ossessionato dall’ordine rischia di far vivere la casa al figlio come una prigione e di farlo sentire oppresso, entrando ancora di più in conflitto. Come in tutte le cose, ci vuole il giusto equilibrio per trasmettere un buon esempio ai figli.

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