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L’universo dei baby food

di Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare

1 dicembre 2020

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Finalmente il momento è arrivato: dopo sei mesi di allattamento esclusivo al seno, come raccomanda l’OMS, è ora di iniziare con le prime pappe. Quanti dubbi, però! Cosa gli do? Mangerà abbastanza? Meglio gli omogeneizzati o la frutta grattugiata?… Vietato farsi prendere dall’ansia: orientarsi nel vasto mondo dei baby food non è così difficile, e per scegliere quelli giusti basta seguire poche regole, soprattutto di buon senso…

Un presupposto fondamentale

Il bambino non è un piccolo adulto ed è importante averne piena consapevolezza: il suo fisico cambia rapidamente, maturano gli organi e il sistema immunitario, percepisce i sapori in modo diverso da noi genitori, e sono diverse e in sviluppo anche le sue capacità motorie. Di qui l’esigenza di un’alimentazione che soddisfi i veri bisogni del piccolo e rispetti i ritmi del suo sviluppo, e di qui anche la varietà dei cosiddetti “baby food”, alimenti creati specificamente per i lattanti (0-12 mesi) e i bambini nella prima infanzia (1-3 anni).

Sicurezza garantita

Un’altra cosa che occorre sempre tener presente è che i bambini sono soggetti particolarmente delicati: l’OMS stessa mette in guardia sul fatto che sono molto vulnerabili all’assunzione di sostanze indesiderate, come residui di pesticidi o contaminanti ambientali, così come al rischio igienico. Per questo la produzione e il commercio dei baby food sono regolamentati da una apposita normativa europea, molto stringente sul piano della sicurezza e anche della composizione nutritiva. È facile comprendere dunque come orientarsi sui baby food, almeno per tutto il periodo dello svezzamento, sia più sicuro che affidarsi ai prodotti equivalenti che siamo abituati ad acquistare: la carne del macellaio non dà le stesse garanzie di quella degli omogeneizzati, e men che meno il pesce, ma neppure la frutta e la verdura dell’ortolano sono una scelta vincente sotto il profilo della sicurezza rispetto ai preparati specifici.

Sì ai baby food dunque, tenendo presente che nella scelta è essenziale valutarne la consistenza: deve essere adeguata alla capacità del piccolo di deglutire e, col tempo, a quella di masticare.

Il brodo: in bustina, granulari, liquidi.

Ingrediente fondamentale delle prime pappe, è disponibile sia di verdura che di carne: quello disidratato in bustine monouso è praticissimo e molto igienico, ma sono buoni anche i più economici granulari, e da qualche anno si trovano anche i brodi liquidi già pronti, solo da riscaldare. Tutti i brodi baby food differiscono dai dadi e dai granulari per adulti per la composizione, decisamente più sana: meno sale e senza glutammato.

La frutta e la verdura

Sono entrambi alimenti fondamentali per la salute dei più piccoli e si trovano in una quantità di preparazioni diverse. Gli omogeneizzati di frutta sono perfetti all’inizio, disponibili peraltro in tantissimi gusti. Per la frutta poi abbiamo le puree, che in versione baby food sono un’ottima alternativa alla frutta grattugiata, mentre frullati, nettari e succhi di frutta, arricchiti soprattutto di vitamina C nella versione baby, possono essere una buona soluzione per completare le merende.

Nel caso della verdura, oltre agli omogeneizzati troviamo i passati già pronti, che sono preparati con mix di verdure rispettose dei gusti del piccolo e sono una soluzione estremamente pratica, così come le vellutate, un po’ più consistenti, che si trovano già pronte in vasetto, eventualmente da arricchire con pasta o riso.

La carne: liofilizzati, omogeneizzati, pezzetti

La carne è una preziosa fonte di proteine, ferro e vitamina B 12. Senza esagerare (3-4 volte la settimana), merita di trovare posto nella dieta dello svezzamento, soprattutto in forma di omogeneizzati, digeribili e nutrienti quanto i liofilizzati, ma più gradevoli e meno costosi. Attenzione soltanto a sceglierli che siano adatti all’età del piccolo. Poi, man mano che imparerà a masticare, si potrà passare ai prodotti che contengono pezzettini di carne di dimensioni più grandi, adatti per favorire un naturale passaggio alla carne fresca.

Cereali: creme, semolino, pastina

I cereali sono la maggior fonte di energia per il bimbo e si trovano in varie versioni baby food. Le creme sono perfette per dare densità alle pappe e possono essere somministrate sin dall’inizio dello svezzamento, possibilmente alternandone di cereali diversi. Con la crescita si passerà poi al semolino, dalla consistenza più granulosa, per arrivare alla pastina, che va scelta delle giuste dimensioni: all’inizio molto piccola (stelline, anellini ecc…) e poi i primi maccheroncini e farfalline, tutte baby food, arricchite con minerali e vitamine per adeguarne il profilo alle necessità della crescita.

L’olio extravergine di oliva

È un condimento adatto sin dallo svezzamento perché fornisce sostanze utili per lo sviluppo cerebrale, contiene principi protettivi e sembra anche favorire la crescita del tessuto osseo. Il problema può essere nel gusto, e le versioni baby ne tengono conto: sono più delicate, vengono aggiunte di vitamine (A, E, D) e hanno una bassissima acidità.

I biscottini: attenzione all’età

Con moderazione, i biscottini per l’infanzia possono ben integrare una sana alimentazione. Arricchiti con ferro, calcio, vitamine e a volte anche con fibre, riportano in genere sulla confezione l’indicazione del periodo da cui è possibile somministrarli. Per i più piccoli occorrono biscottini con un’altissima solubilità, in modo da non creare problemi anche se vanno di traverso (si possono anche sciogliere nel biberon), col passare dei mesi poi la scelta può ricadere su biscotti più friabili e compatti (in genere studiati con una forma che permetta al bimbo di tenerli facilmente in mano da solo) sino a che, con la crescita, si potranno proporre frollini simili a quelli dei grandi, ma sempre in versione baby, arricchiti con vitamine e sali per una migliore crescita.

I formaggini: ipolipidici per i primi mesi

Quelli specificamente studiati per i più piccoli, nei primi mesi di svezzamento, sono cremosi, omogeneizzati per una consistenza che garantisca una perfetta digeribilità, ridotti nel loro contenuto di grassi e anche preparati con pochissimo sale. Si possono trovare anche addizionati di altri ingredienti come verdure e prosciutto per rendere più completa e varia la dieta.

Il latte: di proseguimento e di crescita

Il normale latte vaccino non va mai somministrato prima dell’anno d’età; anche i bimbi più piccoli che dimostrano di tollerarlo bene, in realtà lo fanno a prezzo di una sofferenza notevole dell’intestino, non ancora maturo per questo alimento.

Se viene a mancare il latte materno durante lo svezzamento, ci si può orientare con sicurezza sui latti cosiddetti “di proseguimento”, con una formulazione specifica per incontrare le necessità nutrizionali nel primo anno. Anche dopo i 12 mesi, comunque, è conveniente utilizzare almeno fino ai due anni i latti “di crescita”, anch’essi modificati rispetto al normale latte vaccino affinché il piccolo li digerisca senza problemi e ottenga il massimo del nutrimento che gli serve.

Per chi vuole la pappa pronta

Certamente preparare ogni giorno la pappa può essere un po’ scomodo in alcune situazioni. Proprio per risolvere le situazioni di emergenza sono pensate le pappe già pronte, complete di tutti gli ingredienti e presentate solitamente in vasetti che basta riscaldare prima del consumo.  Indicate tra i sei mesi e l’anno, sono disponibili in una vasta gamma: con pastina, verdure e carne, verdure e formaggio, e si trovano addirittura in barattolo anche le prime pastasciuttine col sugo. C’è da dire che se la praticità di questi prodotti non si discute, per una giusta educazione alimentare è bene che con la crescita si trasmetta comunque ai bambini l’importanza di cucinare, come mezzo per conoscere e apprezzare il cibo.

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