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Se non percepiscono il loro valore non saranno in grado di valorizzarsi

di Maura Manca, Psicologa

1 marzo 2021

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L’autostima è la stima che abbiamo di noi stessi, il riconoscimento del nostro valore, di ciò che siamo e come ci percepiamo ed è fondamentale che si acquisisca fin dalla prima infanzia. Avere una buona autostima significa anche essere sicuri di se stessi e non essere condizionabili. Spesso credere in se stessi e nelle proprie capacità viene interpretato in maniera sbagliata, quasi come se fosse un sentirsi superiori o più intelligenti degli altri. Invece no, significa essere consapevoli. La consapevolezza è alla base della forza psichica perché una persona che crede in se stessa, è una persona che crede in ciò che è, e di conseguenza, in ciò in ciò che fa. È una persona che non ha bisogno di rassicurazioni o di chi gli dica sempre che è bravo, per sentirsi bravo, che gli dica che ce la può fare, per riuscire a farcela. I rinforzi positivi sono molto importanti nella crescita, ma non devono essere una condizione necessaria. I bambini e gli adolescenti non si devono convincere di avere una buona autostima, devono essere aiutati per acquisire una consapevolezza di se stessi. Essere consapevoli significa sapere di essere, non credere di essere. Per questa ragione bisogna rinforzare i bambini fin da quando sono piccoli, perché riescano ad affrontare le varie fasi della vita e i cambiamenti senza destabilizzarsi.

Per sviluppare una buona autostima bisogna essere riconosciuti dalle figure di accudimento. Il genitore deve credere nel proprio figlio, amarlo e accettarlo per quello che è, anche se sbaglia, perché molte volte i bambini e gli adolescenti si sentono sbagliati per aver commesso degli errori. Quando si comportano in modo sbagliato, vanno ripresi sul loro comportamento, non vanno attaccati a livello personale. Hanno commesso un errore, non sono sbagliati. È importante che siano incoraggiati a sperimentarsi anche in attività che escono un po’ dal loro ordinario, dalla loro zona comfort. Devono affrontarsi anche se vanno incontro ad un potenziale fallimento perché non fare è peggio di fallire.

Anche quando si percepisce che sbaglierà, è importante che sbagli con la sua testa affinché capisca dove ha sbagliato e avere nuovi insegnamenti dalla vita.

Un altro aspetto molto importante per sviluppare e rinforzare la loro autostima è legato al non fare continui paragoni con gli altri. Non serve vivere paragonandosi a chi ha preso un voto migliore o ha ottenuto quella prestazione piuttosto che un’altra. Con i paragoni rischia di arrivare il messaggio: valgo meno degli altri. Il confronto invece è fondamentale nella vita, ma nel confronto sono parte attiva, osservo le prestazioni degli altri, non per invidia ma per crescere e “prendere” da chi mi può dare qualcosa.

Bisogna insegnargli anche a gestire le critiche e che noi non siamo quello che gli altri ci dicono. Non possiamo impedire che le persone ci critichino. La vita è anche questo. È importante fargli credere che il mondo ha degli aspetti negativi e che devono imparare a gestirli.

L’autostima è uno schermo, è una corazza che li difende dalle critiche distruttive e dalle invidie.

Essere sicuri di se stessi significa anche imparare a essere se stessi senza obbligatoriamente doversi omologare. Esprimersi fa vivere una bella sensazione di libertà e bisogna ricordargli che nella vita non c’è chi è giusto e chi sbagliato, c’è un se stesso nella sua unicità e valore. Se non si percepiscono come unici, non si daranno mai il giusto valore. Credo che questo sia uno degli insegnamenti più importanti da trasmettere a un figlio.

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