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Adolescenti e prevenzione al tempo del covid: trasformare il frutto di una contingenza drammatica in una abitudine consolidata

di Maurizio Tucci, Presidente Laboratorio Adolescenza

5 marzo 2021

394 Views

Il covid 19 e la relativa pandemia sono cose che tutti, in tutto il mondo, ci saremmo volentieri evitati. I danni immediati e le conseguenze a medio e lungo termine saranno difficili anche solo da quantificare. E presto – in particolare per quanto concerne la salute – si inizieranno a vedere gli effetti di una prevenzione sanitaria totalmente cannibalizzata dalla paura del covid o dalla impossibilità oggettiva di frequentare ospedali e strutture sanitarie.

Tuttavia, in questo scenario “post bellico” (sebbene il “post” ancora non si intraveda) abbiamo comunque il dovere di recuperare e valorizzare quelle briciole di positivo che la pandemia si è tirata dietro grazie al formidabile istinto alla sopravvivenza che ci caratterizza.

Si dibatte a lungo – in maniera anche un po’ stucchevole – se, passato il covid, “nulla sarà come prima”. Probabilmente molte cose, nel bene e nel male, torneranno come prima ed altre no. Il mondo dell’adolescenza sarà tra quelli maggiormente toccati, nel bene e nel male, da quell’“irreversibile” generato dal covid.

Non tornerà più identica la scuola, e forse non sarà un male; non tornerà più identico il lavoro, che è la prima prospettiva strategica di chi oggi è adolescente, ma potrebbe cambiare in senso virtuoso – ed è questo il punto che qui ci interessa – l’approccio (spesso difficile) degli adolescenti alla prevenzione.

Qualche segnale positivo in questa direzione c’è, ma il condizionale è d’obbligo, perché mai come in questo ambito dipenderà da noi coltivare l’opportunità.

Family Health dal 2018 si è fatta promotrice di un piccolo approfondimento sulla prevenzione, nell’ambito dell’indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD, finalizzato in particolare a comprendere quale fosse l’attenzione dei giovanissimi verso questo aspetto ma anche a capire se avessero la percezione dell’importanza della “storia sanitaria familiare” per affrontare in modo ottimale l’approccio con la propria salute.

I risultati emersi – sia rispetto al campione di studenti delle scuole medie inferiori che superiori – hanno ovviamente luci e ombre. Tra le ombre l’effettiva conoscenza della storia sanitaria familiare:

 Conosci la “storia sanitaria familiare” della tua famiglia (genitori, nonni,..)

  Scuole medie Scuole superiori
35,8 42,9
Poco 42,3 42,1
No 19,9 12,3

Tra le luci la consapevolezza, almeno teorica, che conoscere la storia sanitaria familiare è un’ottima arma per la prevenzione:

Secondo te, conoscere la propria “storia sanitaria familiare” – per sapere se possono esserci predisposizioni ereditarie a qualche patologia – può essere utile in termini di “prevenzione”?

  Scuole medie Scuole superiori
74,2 84,9
No 4,6 2,9
Non lo so 18,6 8,9

È inoltre risultato complessivamente confortante che gli adolescenti (con una percentuale che logicamente cresce con l’aumentare dell’età) sarebbero interessati ad avere a loro disposizione uno strumento che in qualche modo raccogliesse i propri dati sanitari da mettere a disposizione – in particolare in caso di emergenza – di medici e operatori sanitari.

Ti piacerebbe avere una “card” personale nella quale siano contenuti tutti i tuoi dati sanitari da mettere a disposizione – all’occorrenza – di medici e/o operatori sanitari?

  Scuole medie Scuole superiori
Sì, la considererei una cosa utile 68,4 80,1
No, per motivi di privacy 10,1 6,9
Non capisco a cosa potrebbe servire 18,9 9,5

I “numeri” qui presentati sono una fotografia pre-covid, essendo relativi a dati raccolti interamente prima dello scoppiare della pandemia, ma proprio nel pieno del lockdown di marzo-aprile 2020 Laboratorio Adolescenza e Iard, con la straordinaria collaborazione di alcune scuole, sono riusciti a somministrare – online – oltre un centinaio di questionari.

Ovviamente si tratta di piccoli numeri che non consentono (a differenza dei dati dell’indagine nazionale) di parlare di dato rappresentativo, ma ugualmente il segnale – per quanto riguarda le domande proposte da Family Health – è talmente netto che indica con grandissima probabilità un mutamento di atteggiamento.

La consapevolezza dell’importanza della conoscenza della storia sanitaria familiare ha un incremento di circa 10 punti percentuali e passa dall’84,9% al 93,7%. Così come il desiderio di avere a propria disposizione ed in modo facilmente fruibile i propri dati sanitari passa dall’80,1% al 92,6%.

Nei prossimi giorni partirà l’edizione 2021 dell’indagine Laboratorio Adolescenza-Iard. Un’indagine di grandissima importanza scientifica, perché potrà mettere a confronto abitudini e stili di vita degli adolescenti pre e post covid. Naturalmente, Family Health ci sarà e sarà interessantissimo osservare se i dati raccolti durante il lockdown saranno confermati, e se e quanto il dramma che abbiamo vissuto avrà portato gli adolescenti a valutare l’importanza della salute – e quindi della prevenzione – sotto una luce diversa.

L’eventuale virtuoso cambio di atteggiamento da parte degli adolescenti – se confermato –sarà certamente derivato, in gran parte, dalla componente emozionale legata alla situazione vissuta, ma dipenderà da noi – lo abbiamo detto – trasformare il frutto di una contingenza drammatica in una abitudine consolidata. E per riuscirci dovremo, per prima cosa, essere in grado di dare l’esempio.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

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