Per offrire una migliore esperienza di navigazione e per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell’utenza, questo sito usa cookie anche di terze parti.
Chi sceglie di proseguire nella navigazione su magazine.familyhealth.it oppure di chiudere questo banner, esprime il consenso all'uso dei cookie. Per saperne di più consulta la nostra Cookie Policy .

Ho capito, chiudi il banner.

X

Cosa sta succedendo all’attenzione dei bambini e degli adolescenti? La tecnologia li rende davvero più disattenti?

di Maura Manca, Psicologa

6 aprile 2021

1210 Views

Mio figlio non riesce più a seguire neanche un episodio di una serie senza distrarsi e fare anche altro”. “Mio figlio non riesce a guardare una partita senza distrarsi!”. “Quando studia non riesce a rimanere concentrato, guarda il telefono, ascolta la musica”. Sono davvero così disattenti? Cosa è successo alle loro capacità attentive?

I risultati di un recente studio del 2021 condotto da Portugal e colleghi dell’Università di Londra e pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha evidenziato che i bambini che usano quotidianamente gli schermi di smartphone e tablet, sono rapidi nel cogliere un elemento nuovo che appare sullo schermo, ma più deficitari nel controllare l’attenzione, nel rimanere concentrati sull’attività che li occupava prima della comparsa del nuovo oggetto sullo schermo. In poche parole, non sono in grado di “contrastare” la distrazione. Questo, in effetti, capita anche agli adulti. Basta fare un semplice esperimento. Poggiate il telefono su un tavolo con lo schermo rivolto verso l’altro. Impegnatevi in una conversazione o in un’attività qualsiasi e provate a non farvi distrarre dal telefono che si illumina quando appaiono nuove notifiche sullo schermo. Sembra un compito facile, ma non lo è.

La tecnologia ha un impatto sulle funzioni del nostro cervello?

L’uso massiccio della tecnologia ha un impatto sulle funzioni del nostro cervello. Basti pensare all’enorme flusso di stimoli visivi, uditivi e tattili a cui siamo continuamente sottoposti. Abbiamo strumenti tecnologici che vibrano, suonano, si illuminano e parlano incessantemente creando un’iperstimolazione.

La tecnologia SMART è una tecnologia intelligente, basata sulla velocità, sulla rapidità, sull’interazione, condizione che favorisce uno stato di vigilanza continuo.

Notifiche, avvisi di ogni tipo, promemoria, aggiornamenti possono portare a una disattenzione continua su altro.

Spesso i ragazzi hanno difficoltà a mantenere la concentrazione prolungata su un singolo compito. È intaccata anche l’attenzione selettiva, intesa come abilità di concentrare l’attenzione su alcuni stimoli, su stimoli specifici che vengono appunto selezionati.

Sono abituati a svolgere contemporaneamente più attività e paradossalmente, per loro, stanno diventando complesse azioni quali studiare in silenzio o parlare senza  toccare lo smartphone.

Oggi c’è un’enorme differenza nella tipologia di stimoli rispetto all’analogico: la portata, la velocità, l’istantaneità, c’è un moltiplicatore enorme. È aumentata anche la complessità. Noi ci adattiamo all’ambiente in cui viviamo e di conseguenza ci stiamo plasmando sempre più sull’utilizzo della tecnologia. È  cambiata anche la modalità di apprendimento, come i processi di organizzazione del pensiero. L’apprendimento è basato sempre meno sul ragionamento e la comprensione e più sulla condivisione e riproduzione.

Anche nelle pause o quando non c’è necessità, noi continuiamo a stimolare il nostro cervello non permettendogli di ricaricarsi e quindi di eliminare in un certo senso la spazzatura mentale. Questo sovraccarico può andare a intaccare a lungo termine i livelli di attenzione, anche la qualità del sonno, andando a gravare sulle funzioni cognitive e di conseguenza anche sull’attenzione, sulla concentrazione e anche sull’umore.

Molti ragazzi studiano con la musica, con il telefono accesso, con suoni di sottofondo, come se avessero anche bisogno di qualcosa che riempisse gli spazi, i vuoti: “Mi calma”, “Mi aiuta a stare attento”, “Senza non riesco”, “Il troppo silenzio mi crea un vuoto”.

Con i videogiochi è un po’ diverso. Riescono a stare incollati anche per tantissime ore consecutive, dimenticandosi anche di andare in bagno, e a volte di mangiare, perché quando giocano sono bombardati di stimoli: devono pensare al gioco, contemporaneamente interagiscono con gli altri giocatori e sono coinvolti a più livelli, per cui l’attenzione viene sempre tenuta alta.

Visto che la concorrenza della tecnologia è spietata perché va a attivare specifiche aree cerebrali e meccanismi che possono tenere i bambini e i ragazzi incollati agli schermi; se vogliamo catturare la loro attenzione, dobbiamo attuare una serie di strategie che attivino in loro la curiosità, la sorpresa, il coinvolgimento di tutti i sensi, interattività e possibilmente anche un po’ di divertimento. In questo caso è possibile che la loro attenzione non cali così facilmente.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

Patrocinato da: