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Un genitore può anche farsi vedere vulnerabile, senza perdere il suo ruolo agli occhi del figlio

di Maura Manca, Psicologa

10 maggio 2021

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Troppe volte sentiamo ripetere frasi come “Devi essere forte!”, “Non farti vedere debole”, “Non piangere davanti ai bambini”: siamo talmente tanto abituati a espressioni del genere che un genitore tende a seguire queste indicazioni senza mai metterle in discussione.

Si pensa che davanti ai figli bisogna essere sempre forti, ma cos’è realmente la forza? La forza, in realtà, è non aver paura di esprimere ciò che si ha dentro, è essere se stessi, è saper riconoscere i propri sentimenti e le proprie emozioni e trovare un canale di sfogo per evitare inutilmente di comprimersi.

Si leggono tanti articoli e libri che ribadiscono l’importanza di liberarsi di ciò che si ha dentro, scaricare la tensione e magari anche piangere per poi sentirsi meglio, eppure non si riesce a metterlo in pratica.

Oggi più che mai i tantissimi genitori stanno vivendo dei momenti di grande stress psico-fisico, di fatica dovuta alla gestione personale, lavorativa, familiare e sociale per gli effetti della pandemia prolungata.

Si trovano a gestire a più livelli tutti gli effetti collaterali, a volte dovendo fare delle importanti rinunce non solo sul piano lavorativo ma anche personale. Non è facile muoversi su questo terreno di incertezza e di assenza di progettualità. Non è facile vedere i propri figli cambiare o vederli soffrire e a volte sentirsi anche impotenti. Non è facile non sentirsi efficaci e non sapere a volte come fare per togliergli quella apatia o sofferenza che hanno addosso. Spesso i sensi di colpa portano anche ad accontentare i figli, a colludere con loro per cercare di colmare quei vuoti che vivono pur sapendo che non è la soluzione.

A volte si hanno scatti di nervosismo, scappano delle urla, o delle parolacce, o si vivono delle situazioni in cui si vorrebbe mandare tutti a quel paese. È normale in questo periodo che ci possano essere dei momenti di vulnerabilità. È normale che non si possa essere impeccabili su tutto e che si possa anche commettere degli sbagli. L’importante è riparare, è poi riprendere il dialogo, comprendere che si vive tutti dentro la stessa barca e che anche un genitore può essere stanco ed è proprio per questo che in certi momenti servirebbe una maggiore collaborazione.

L’importanza di esprimere e vivere tutte le emozioni: insegniamolo ai più piccoli

I figli hanno bisogno di genitori autentici, che sentano di poter essere se stessi e di esprimere ciò che hanno dentro, perché devono imparare a conoscere e vivere tutta la gamma delle emozioni.

Un genitore può farsi vedere umano e piangere senza paura e senza vergogna anche davanti ai figli: si può spiegare loro cosa accade, tranquillizzandoli e rassicurandoli del fatto che non sono loro la “causa” di quel pianto.

Anche un papà può piangere, non perde di mascolinità o di autorevolezza: l’importante è farlo con normalità e senza imbarazzo.

I figli devono sapere che ogni emozione ha una sua funzione adattiva: per questo motivo è importante riuscire a non reprimere le emozioni ma imparare a gestirle e a dosarle, e per farlo bisogna conoscerle e conoscersi.  Ciò che conta davvero per un figlio è che il genitore sia coerente e soprattutto che sia autentico nel rapporto con lui.

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