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La regola delle 4 I per capire meglio come vengono adescati in rete i bambini e gli adolescenti

di Maura Manca, Psicologa

11 maggio 2021

1181 Views

Non si smette mai di imparare è un detto ancora più vero e attuale quado si parla di tecnologia e di piattaforme online. Ci sono continui aggiornamenti ed è per questo che è difficilissimo stare al passo dei bambini e degli adolescenti. La tecnologia ha un ritmo incalzante e la verità è che i più piccoli imparano molto più in fretta di noi. Una volta acquisito l’utilizzo poi lo personalizzano, creano nuovi modi di interazione e a volte ne abusano.

La verità è che non si ha veramente idea di quanto siano a rischio quando navigano senza patente e quanto sia facile cadere nella rete della rete. Solo pochi genitori sono sicuri di conoscere davvero i rischi che possono correre i figli in rete, gli altri, invece, credono di saperlo perché certi comportamenti non si riesce neanche a immaginarli.

Al giorno d’oggi il problema che mi spaventa di più, in fortissima crescita anche tra i bambini, è l’adescamento online. È una parola che non rende la facilità con cui possono essere avvicinati da sconosciuti e portati passo dopo passo dove vogliono loro.

Gli adescatori, invece, sono molto preparati sul funzionamento della rete e sulle conoscenze psicologiche necessarie per mettere in atto le loro tattiche di manipolazione.

Se vogliamo capire meglio come gli adescatori scelgono le loro vittime dobbiamo imparare la regola delle 4 I:

I come Ingenuità

I come Inconsapevolezza dei rischi della rete

I come Indiscriminato (uso indiscriminato della tecnologia)

I come Interazione

I come Ingenuità

Gli adescatori fanno leva sull’INGENUITÀ dei bambini e degli adolescenti, conquistano la loro fiducia, creano una vicinanza emotiva e poi li pilotano dove dicono loro. Ci sono troppi minori ingenui che cadono nelle trappole della rete perché non conoscono i suoi pericoli e cercano online ciò che nel mondo offline non riescono a trovare con la stessa facilità. Un genitore difficilmente è in grado di valutare la reale pericolosità di ciò che vede un figlio attraverso lo schermo, perché nella sua testa, spesso, è impensabile che ci possano essere persone con determinate intenzioni o contenuti che possano istigare o promuovere certi comportamenti. Per arrivare prima che accada qualcosa a un figlio bisogna essere informati. Non possiamo cercare ciò che non conosciamo, non possiamo parlare con loro su ciò che ignoriamo.

I come Inconsapevolezza dei rischi della rete

Tanti bambini non sono consapevoli dei rischi a cui possono andare incontro (INCONSAPEVOLEZZA) e non conoscono le tecniche di adescamento. Spiegargli che esistono adulti che si approfittano di loro nascosti dietro profili falsi, anche di bambini, e le tecniche che usano, significa metterli in guardia e innalzare il loro livello di attenzione.

Il fatto che sappiano usare uno smartphone e tutte le sue applicazioni, non significa che abbiano la consapevolezza di ciò che fanno e che siano pronti per un corretto utilizzo. Non sono in grado di riconoscere i pericoli della rete e di identificare quando qualcuno sta cercando di entrare nella loro cerchia di fiducia per adescarli. Più conoscono più si sapranno difendere, meno conoscono, più saranno vulnerabili e adescabili.

I come Indiscriminato (uso indiscriminato della tecnologia)

I bambini devono essere monitorati nelle loro attività in rete attraverso tutti gli strumenti di controllo parentale messi a disposizione dalle piattaforme online. L’uso INDISCRIMINATO della tecnologia incrementa la possibilità di essere adescati.

Oggi le app più scaricate “parlano” tra loro e rappresentano il mezzo principale per comunicare e per scambiarsi qualsiasi tipo di materiale, anche privato. Nonostante siano vietate ai minori di 13 anni, sono utilizzate dai bambini quotidianamente.

La pandemia, inoltre, ha incrementato le ore di utilizzo della tecnologia per via della didattica a distanza e delle relazioni tra pari e affettive veicolate da smartphone, tablet, pc e PlayStation. Questa condizione ha fatto incrementare i numeri dell’adescamento online soprattutto dei bambini, anche molto piccoli.

I come Interazione

Si deve insegnare ai bambini a non interagire mai con utenti sconosciuti, a non dare informazioni personali a nessuno, anche all’utente che sembra più amichevole e più in sintonia con loro. Usano tutti i canali possibili, studiano le loro abitudini e le loro aree di interesse. Possono interagire nei commenti anche sotto dei video generici, oppure sfruttare i videogiochi, i vari blog e profili social per poi cercare di spostare le conversazioni nelle chat private. A volte conquistano la loro fiducia interagendo con loro anche per mesi, fino a quando non sono in grado di manipolarli mentalmente e indurli a soddisfare le loro richieste. Per queste ragioni NON devono interagire con chi non conoscono, anche se sembra un amico e c’è sintonia o sembra una persona insospettabile .

L’Osservatorio Nazionale Adolescenza che ha svolto un lavoro di contrasto all’adescamento online su tutto il territorio nazionale finanziato da Google.org e rivolto ai bambini di 9 e 10 anni, ai loro insegnanti e alle loro famiglie, ha rilevato dei dati che destano particolare preoccupazione: più di 2 bambini su 10 danno l’amicizia nelle piattaforme online che frequentano a persone che non conoscono e quasi il 20% di loro interagisce con utenti sconosciuti, risponde ai loro commenti e ai loro messaggi. Questi comportamenti espongono i bambini ad un rischio elevatissimo e devono essere impediti perché i più piccoli, da soli, non sono in grado di capire quando sono vittime di grooming. Inoltre, il 36% dei bambini, soprattutto i maschi, giocano in rete con utenti che non conoscono e interagiscono direttamente con loro.

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