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Bambini normalmente violenti

di Maura Manca, Psicologa

31 maggio 2021

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Bambini normalmente violenti fin dalle scuole primarie. Anche la violenza sugli animali è un indicatore di rischio da non sottovalutare

La violenza sugli animali è un comportamento che deve far accendere dei campanelli di allarme, soprattutto se agito nella più totale normalità. Se oggi è normale comportarsi in modo violento, domani cosa sarà normale? È un indicatore che può rappresentare anche un segnale di disagio importante. Per questa ragione va inserito all’interno di un contesto familiare e ambientale in senso più ampio per capirne il significato più profondo, quanto è radicato nella psiche di questi bambini, quanto è rinforzato dal contesto. Anche la giustificazione è un elemento di rinforzo. Giustificare comportamenti che non devono essere messi in atto è come dire che è normale che lo facciano. Senza paletti i bambini cresceranno senza confini definiti, con potenziali tratti, se non disturbi in alcuni casi, di personalità molto preoccupanti.

Il fatto

Due bambini di neanche 10 anni hanno intenzionalmente tagliato le orecchie a un cane randagio. La motivazione che li ha spinti a commettere un gesto di “normale” violenza è, a detta di un parente, puramente estetica. Per rendere più bello un animale tu decidi di operalo in autonomia. Un gesto di una gravità estrema perché agito nella più totale normalità. Io bambino sono mosso dalle mie esigenze estetiche e tu, altro essere vivente, non esisti; tu sei un oggetto e non un essere vivo che prova dolore. Ti faccio ciò che io penso sia giusto per me, perché per me non vai bene così come sei e quindi ti devo cambiare, a costo di ferirti gravemente. Una violenza giustificata anche dagli adulti, un agire normale.

Quando scrivo che stiamo sdoganando troppi comportamenti violenti e che sempre più bambini e adolescenti stanno diventando “normalmente” violenti, intendo proprio questo. A me tutto questo preoccupa perché ci troviamo ragazzi che non percepiscono la gravità delle loro azioni, mossi anche da adulti che legittimano troppi comportamenti. Così i comportamenti violenti saranno all’ordine del giorno. Così i comportamenti violenti incrementeranno. Così avremo un grosso problema da gestire. Ci sono già troppi bambini che a partire dai primi anni delle scuole primarie pensano sia divertente isolare, prendere in giro, strattonare qualche altro compagnetto di scuola sentendosi nel giusto. Altri che rubano già dai 6 anni la merenda ai compagni più deboli, umiliandoli  e lasciandoli senza mangiare.

Non si può educare con la fretta: troppo spesso sento genitori che non hanno tempo e quindi per velocizzare non si soffermano a lavorare su specifici comportamenti inappropriati o sbagliati. In questo modo non si rendono conto che è come se li autorizzassero a metterli in atto. E man mano che crescono, ciò che era piccolo diventa più grande, ciò che era meno evidente diventa più evidente, ciò che era più superficiale diventa più radicato e profondo e più difficile da contenere e da trattare.

Il senso dell’altro, che sia animale o essere umano, il senso delle cose, il rispetto per l’ambiente e per le persone sono alla base dell’educazione. Troppi bambini non rispettano ciò che hanno, non rispettano i genitori, non valorizzano niente. Non valorizzare significa non dare valore. È importante educarli facendogli capire che non esistono solo le loro esigenze, ma che ci sono anche dei limiti e che tutto non è dovuto, e soprattutto, che tutto non è lecito. Questo lo deve fare l’ambiente in senso lato che circonda il bambino, quell’ambiente che dovrebbe creargli un solido contenitore dentro il quale lui si può muovere. Ambiente intesto come rete sociale che in troppi casi ha carenze se non buchi enormi.

Di frequente ci interroghiamo su quali motivazioni spingano i più giovani a comportarsi in un determinato modo, ci domandiamo come possano utilizzare la violenza per gioco, per divertimento, o non accorgersi che le loro azioni abbiano delle conseguenze anche gravi sugli altri; ancora troppi episodi di violenza quotidiana vengono bollati dagli adulti come semplici «bambinate» o «ragazzate». Se vogliamo curare le patologie dei figli, dobbiamo prima curare i genitori. Negli ultimi anni i disturbi psicopatologici di bambini e adolescenti si stanno aggravando in termini di intensità e di diffusione. Se nessuno insegna ai giovani come affrontare le difficoltà, se gli adulti cercano di vivere la vita al posto loro o danno per scontato la loro felicità, questi rischiano di perdere l’equilibrio in partenza. Molti non comprendono come l’aggressività possa esplodere fin dalla più giovane età; per farlo bisogna aver chiaro che la violenza, spesso, è nascosta dietro un’apparente normalità”. Dal mio ultimo libro Leggimi nel pensiero, edito da Mondadori.

Cosa fare?

È importante che i bambini frequentino spazi di aggregazione dove esistano delle regole sociali da rispettare. È fondamentale nella crescita di un bambino anche l’interazione con gli animali. Aiuta a riconoscere l’altro, i suoi bisogni e le sue esigenze, il fatto che qualcuno abbia bisogno di cure e quindi aiuta a sviluppare l’empatia. Se non è possibile tenere un animale in casa si possono portare i bambini in alcuni spazi specifici o iscriverli a delle associazioni che lavorano con gli animali, portarli a un canile per prendersi cura di qualche cane. Sono attività che aiutano a capire tanti aspetti fondamentali, anche formandoli a conoscere meglio il mondo animale. Se imparano il rispetto per se stessi e per la natura, lo riproporranno anche nelle relazioni che instaureranno.

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