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Insegnare ai figli a superare gli ostacoli della vita significa insegnargli ad affrontare se stessi

di Maura Manca, Psicologa

10 settembre 2021

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I bambini dovrebbero iniziare fin da piccoli a praticare attività sportive adatte alla loro età e acquisire tutte quelle abilità e competenze individuali e relazionali fondamentali per la crescita e lo sviluppo.

A troppi bambini e adolescenti è mancata la funzione sociale dello sport a causa di questi anni di emergenza sanitaria. Per questa ragione è importante, ora che è possibile, che riprendano a fare movimento, per attivare una reazione anche a livello psicologico. Attraverso lo sport, si possono imparare svariate competenze sociali molto importanti per sviluppare anche il senso del gruppo, di squadra, la gestione dei ruoli, il rispetto degli spazi e dei tempi dell’altro, tutti aspetti basilari nelle relazioni umane da applicare anche in altri contesti, per contrastare anche fenomeni sempre più diffusi tra i ragazzi come il bullismo.

Sapersi muovere significa anche avere la percezione del proprio corpo, di se stessi, della propria immagine, dei propri movimenti e chi si sa muovere, chi poggia sicuro i piedi per terra, non solo fisicamente, è anche più sicuro di sé. Oggi ci sono sempre più bambini che non sanno correre, saltare, andare in bicicletta, fare una capriola, che sono completamente scoordinati e non hanno il senso dell’equilibrio. I bambini hanno bisogno di sporcarsi le mani e di sbucciarsi le ginocchia, di confrontarsi con gli altri coetanei, non solo della tecnologia. Hanno bisogno di litigare e di fare pace, di capire i propri limiti, il senso dell’amicizia che non è essere amici sui social o mandarsi i cuoricini su WhatsApp, perché solo attraverso l’interazione fisica si imparano le distanze, l’empatia e il rispetto.

Attraverso la pratica sportiva, soprattutto con l’aiuto di un bravo istruttore o istruttrice, bambini e adolescenti, possono imparare a superare le proprie convinzioni che spesso rischiano di limitare i loro comportamenti e di non aiutarli a ottenere il successo sperato. Attraverso l’attività sportiva equilibrata possono imparare a cambiare il loro atteggiamento mentale, a focalizzarsi sulle soluzioni e non sui problemi. Se hanno un atteggiamento mentale per cui si sentono sconfitti già prima di iniziare, non potranno diventare dei vincenti. Lo sport può insegnare tanto e può rinforzare dei lati del carattere molto importanti. A me lo sport ha insegnato a saltare gli ostacoli e ancora oggi, quando mi trovo davanti ad un ostacolo mi ricordo di quell’insegnamento di vita.

Avevo 8 anni e facevo atletica leggera. Stavamo imparando la corsa ad ostacoli e io avevo talmente tanta paura di cadere e di farmi male, che quando correvo, man mano che mi avvicinavo all’ostacolo lo vedevo sempre più grande, sempre più grande, sempre più grande e quando dovevo tirare su la gamba per saltarlo, la sentivo rigida, pesante e non riuscivo ad alzarla. Mi bloccavo e vinceva lui. La paura mi impediva di superare il mio ostacolo mentale.
Il mio istruttore mi fece capire che, se continuavo a focalizzarmi solo sull’ostacolo e non sulla corsa, lo avrei sempre visto più grande di quello che era. Se mi focalizzavo sulla paura, lei sarebbe diventata più grande di quello che era realmente, come l’ostacolo, e avrebbe preso il sopravvento nella mia mente. Mi ha fatto capire che se volevo imparare a superarli dovevo saltarli senza pensare solo all’ostacolo. Poi mi chiese: “Quante volte sei caduta in vita tua?”. Obiettivamente tante. “Bene, eppure mi sembra che sei qui e che ad ogni caduta ti sei sempre rialzata. Ti fa paura una cosa che conosci bene. Ti fa forse paura non riuscire?” Aveva ragione, avevo anche paura di non farcela e allora era più facile scappare dal problema e dare la colpa all’ostacolo. E poi avevo paura dei paragoni, perché c’era chi era più bravo di me. Lui mi disse che non si gareggia solo se si ha la certezza di vincere, si gareggia per vincere e vincere significa dare tutto quello che hai dentro. “Corri e non pensare, la corsa è naturale, siamo nati per camminare e per correre e la vita, Piccola mia, è tutta una corsa ad ostacoli. Corri con la paura, non combatterla, corri più veloce che puoi e ricordati i miei insegnamenti”. Mi veniva da piangere, ma qualcosa in me si era smosso, non mi ero mai sentita così leggera. Ho preso per mano la mia paura, abbiamo iniziato a correre più forte che potevamo e, davanti all’ostacolo, ho fatto un urlo liberatorio ed era come se in quel momento avessi le ali. La paura era con me e non mi frenava più. Ho saltato uno e poi due e poi tre ostacoli e ho corso fino al traguardo: ho raggiunto così il traguardo più importante della mia vita, quello che mi ha insegnato a superare gli ostacoli e a capire cosa significa essere vincenti. Non ho mai vinto una medaglia di prestigio, ma da quel momento non mi sono più tirata indietro davanti a nessun ostacolo e sono diventata una persona di successo.

Fare sport non significa fare quell’attività per dimostrare quanto si è bravi: significa esprimersi e imparare a vivere perché la disciplina sportiva, soprattutto quando incontri persone in grado di farti da coach, insegna tante competenze fondamentali nella crescita. Attraverso l’insegnamento della disciplina sportiva, i bambini e gli adolescenti possono imparare la grinta, la determinazione e anche la perseveranza, quella capacità di non mollare davanti alle difficoltà e agli ostacoli, di reagire ad una condizione imposta dall’esterno e di voler raggiungere i propri obiettivi, nello sport e nella vita. La perseveranza è quella competenza che ci aiuta a gestire periodi di intensità emotiva prolungata e di difficoltà, come la pandemia dovuta al Covid-19.

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