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18 regali

Un rapporto madre-figlia in tutta la sua amorevole conflittualità, capace di sfidare anche la morte.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

11 novembre 2021

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Regia di Francesco Amato. 2020 con Vittoria Puccini, Benedetta Porcaroli, Edoardo Leo, Sara Lazzaro, Marco Messeri. Genere Biografico, Drammatico, – Italia, 2020, durata 115 minuti.

TRAMA

Elisa è incinta ma, nel corso di una visita di controllo della sua gravidanza, le viene diagnosticato un tumore. La sua situazione è molto critica: potrà far nascere la sua bambina, ma la sua sopravvivenza sarà limitatissima una volta avvenuto il parto. Questa diagnosi e questa prognosi ha un impatto sconvolgente su lei e suo marito. Come si può dare la vita mentre si attende la morte? E che significato ha questo passaggio di testimone da madre e figlio in queste condizioni? Quali significati deve assumere e quale testimonianza può lasciare alla propria figlia una madre che sa già in partenza di non poterla crescere? Il film trae spunto da una vicenda vera, quella di Elisa Girotto che sapendo di dover morire dopo aver fatto nascere la sua bambina ha deciso di lasciarle in eredità un dono per ogni suo compleanno. Il film racconta la storia di una relazione che non c’è stata, quella tra madre e figlia, ma che è stata sostituita dal gesto simbolico di un pensiero specifico per ogni anno della sua crescita. Può una madre sopravvivere nell’esperienza della mente e non in quella concreta della realtà, nella vita di una figlia? Può un legame sopravvivere ad un destino avverso che lo interrompe proprio sul nascere? Il film mostra non solo il rito del regalo di compleanno consegnato ogni anno dal padre alla figlia Anna, ma anche le molte sfide evolutive che una adolescente deve affrontare nel tentativo di elaborare un lutto complicato dall’assenza totale di una madre mai conosciuta. L’adolescenza è anche tempo di fatica e disagio nell’abitare la vita. Anna ha un disagio amplificato dal suo lutto difficile da attraversare ed elaborare. I regali della madre tanto graditi quando era bambina, in adolescenza diventano dei pesi insopportabili, un modo con cui ogni anno si riaccende dentro di lei un dolore che non sa nemmeno come definire. E’ su queste premesse che il regista, attraverso un intrigante e coinvolgente artificio narrativo rimette in contatto la figlia con la madre, le fa incontrare e dialogare, consente loro di spiegarsi che cosa c’è dentro quei doni che ogni anno il padre consegna alla figlia. E’ in questa “re-union” immaginaria che la figlia può comprendere che enorme dono la madre le ha messo dentro quei 18 regali. Il percorso di una genitorialità incompiuta eppure vivissima viene narrata in una storia intensa, commovente e molto delicata nell’affrontare il tema dell’elaborazione del lutto e nel mettere in scena il dolore di un’adolescente che deve affrontare la più importante perdita della sua vita: quella della propria madre.

CHE COSA CI INSEGNA QUESTO FILM

All’interno di questa rubrica, destinata alla visione di film in famiglia, viene proposto questo film proprio per la visione nel mese di novembre, il mese in cui per tradizione religiosa molte famiglie si soffermano sui riti di commiato e di ricordo dei propri defunti. Questa pratica si è sempre più annebbiata nella pratica educativa di molte famiglie fino a scomparire definitivamente in molte realtà. Invece inserire nel proprio progetto educativo anche un percorso pedagogico che riesca a parlare della morte con chi sta crescendo è davvero molto importante. Per diventare grandi, si deve imparare a rendere pensabile e presente nella propria mente anche il tema della morte. E questo film mette in scena tutta la difficoltà nel dover e saper attraversare un territorio che è abitato dal dolore e dalla tristezza ma che se affrontato e messo dentro di noi nel giusto modo, può darci un ‘occasione valida e importante per celebrare ancora meglio il valore della vita. E’ proprio questo che succede ad Anna nel corso del film. La sua rabbia, il suo dolore, il senso di disorientamento nel quale il lutto subito la tiene ingaggiata sin dalla nascita, si dilegua progressivamente in una consapevolezza liberante che dà senso a tutto, a quello che c’è stato e anche a quello che non c’è stato. E’ bellissima l’idea di chiudere il film con una grande festa per i 18 anni di Anna: la festa che celebra la possibilità di poter tornare ad abitare la vita dopo aver attraversato tutto il brutto – ma anche il bello – che essa ha messo nel tempo dell’età evolutiva. “18 regali” è un film che commuove e coinvolge, che mostra le differenti fasi di elaborazione del lutto, che mostra come la rabbia a volte sia la miglior maschera che gli adolescenti indossano per nascondere la tremenda tristezza da cui sono attraversati. “18 regali” è un film che aiuta noi adulti a comprendere che le parole peggiori per un figlio sono “le parole non dette”, soprattutto in relazione a quei temi (e la morte lo è) che se non affrontati rischiano di diventare dei macigni di ghiaccio che si fermano nel cuore e nella mente senza più possibilità di essere sciolti. Il dolore di Anna e di suo padre viene inoltre “medicato” e “curato” in questo film anche da una piccola comunità di persone amiche e vicine che sanno sostenere con il loro aiuto e conforto il faticoso passaggio dell’elaborazione del lutto.

IL MESSAGGIO DEL FILM

“Avere cura della morte”, riuscire a parlarne e a celebrarla rappresenta Il miglior modo per poter – di conseguenza – celebrare la vita e fornisce una prospettiva di senso a chi deve sopravvivere al dolore devastante conseguente alla perdita di una persona amata.

LE DOMANDE DA PORSI AL TERMINE DEL FILM

Come valuti l’atteggiamento del papà di Alessio, nel corso della crescita di sua figlia?

Perché Anna è così arrabbiata per buona parte del film? Che cosa le servirebbe per trasformare in altro la rabbia che la tiene in ostaggio?

Come e dove riconosci nelle vicende di questo film il valore dell’affermazione “Per crescere un bambino ci vuole un villaggio?”

Come valuti la decisione della mamma di Anna di lasciarle in “eredità” 18 regali? Quale tra i regali ricevuti in dono da Anna ti ha colpito di più e perché?

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