Per offrire una migliore esperienza di navigazione e per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell’utenza, questo sito usa cookie anche di terze parti.
Chi sceglie di proseguire nella navigazione su magazine.familyhealth.it oppure di chiudere questo banner, esprime il consenso all'uso dei cookie. Per saperne di più consulta la nostra Cookie Policy .

Ho capito, chiudi il banner.

X

Non esistono emozioni negative! Accogliere le paure dei figli per aiutarli a diventare adulti più sicuri

di Maura Manca, Psicologa

4 febbraio 2022

525 Views

“Le fiabe non dicono ai bambini che esistono i draghi: i bambini lo sanno già. Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti” (G. K. Chesterton)

 

Le emozioni hanno un ruolo centrale nello sviluppo: imparare a riconoscerle, elaborarle e gestirle è fondamentale. Si parla molto di educazione all’affettività e di intelligenza emotiva, eppure bambini e ragazzi sembrano fare sempre più fatica ad esprimere le loro emozioni, in particolare quelle considerate negative, troppo spesso inibite, come se dovessero essere sempre felici e al top in tutte le circostanze.

 

Il valore adattivo delle emozioni: la paura

Tutte le emozioni hanno una loro funzione adattiva ed è importante non reprimerle ma imparare a gestirle, a dosarle e per farlo bisogna conoscerle e conoscersi. La paura, ad esempio, rappresenta una reazione naturale e istintiva di fronte a ciò che risulta ignoto, sconosciuto e potenzialmente pericoloso, che si manifesta in maniera differente nelle diverse fasi della crescita, con cui ogni genitore si trova inevitabilmente a fare i conti.

 

“Per molte settimane mia figlia, quasi improvvisamente, ha iniziato a ripetere sempre lo stesso gioco, coinvolgendo anche noi genitori. Fingeva di lottare contro un drago pericoloso che la spaventava molto; era necessario scappare e nascondersi, costruire fortini di vario tipo con i cuscini, lottare con spade invisibili per sconfiggerlo (in alcuni casi erano anche più di uno). Qualche volta è capitato che cercasse di farlo anche con i nonni che, però, tendevano a concludere velocemente, perché tanto i draghi non esistono e non bisogna averne paura. Ma a lei questa spiegazione non convinceva affatto. Così siamo andati avanti per molti giorni, finché pian piano, lotta dopo lotta, i draghi sono diventati meno pericolosi e si rimpicciolivano sempre di più quando venivano colpiti. In alcuni casi, potevano addirittura essere avvicinati e presi in braccio, riuscendo gradualmente a far amicizia con loro e giocare insieme”

 

Perché è importante dare spazio e voce alla paura?

Le paure che possono sperimentare i figli sono svariate. Ogni paura ha la sua funzione e ognuno ha diritto di sperimentarla. Un bambino, un adolescente o un adulto coraggioso non è colui che non prova mai paura, ma colui che la conosce, la accetta e la affronta. La paura non va sconfitta, va gestita.

In ogni fase di sviluppo, i figli vanno affiancati nell’affrontare e gestire adeguatamente questi momenti, dimostrando loro che ogni difficoltà può essere superata, senza negare le loro paure e banalizzare o sminuire ciò che vivono. Banalizzare significa farli sentire “sbagliati” e rischiare di rinforzare le paure. In più non vanno mai fatti i paragoni con gli altri bambini o con i fratelli o sorelle più “coraggiosi, non li spronerebbe, non diventerebbero esempi da seguire ma modelli irraggiungibili. Questo atteggiamento li aiuterà ad acquisire fiducia in se stessi sin da bambini diventando, adolescenti prima e adulti poi, più sicuri e autonomi.

I genitori che insegnano al proprio figlio ad esprimere liberamente le emozioni, anche la paura o la tristezza e a condividere con serenità i suoi pensieri, creano in lui quella fiducia necessaria per aprirsi al mondo ed esplorarlo con una maggiore sicurezza.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

Patrocinato da: