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ENCANTO

Racconta la storia di una famiglia straordinaria, i Madrigal, che vive nascosta tra le montagne della Colombia, in una casa magica, in una città vivace, in un luogo meraviglioso e incantato chiamato Encanto. Quando Mirabel scopre che la magia che circonda Encanto è in pericolo, decide che lei, l’unica Madrigal ordinaria, può essere l’ultima speranza della sua straordinaria famiglia.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

17 febbraio 2022

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Regia di Jared Bush, Charise Castro Smith, Byron Howard. 2021 con Alvaro Soler, Luca Zingaretti, Diana Del Bufalo, Angie Cepeda, Charise Castro Smith. Genere Animazione, Avventura, Commedia, – USA, 2021, durata 99 minuti.

TRAMA

Una famiglia in Colombia sta sfuggendo ad un conflitto armato. Il padre muore per mettere in salvo la sua famiglia. Restano la mamma e i suoi tre neonati. Tutto sembra lasciare senza speranza, ma un incantesimo legato ad una candela che non si spegne mai permetterà a questa mamma di trovare rifugio in un luogo protetto e sicuro e in quel luogo dare origine alla dinastia dei Madrigal, in cui tutti i bambini nascono dotati di un talento speciale che li rende unici e imbattibili in una specifica competenza.

La storia di “Encanto” si sviluppa partendo dalle vicende di Mirabel. Lei è la nipote di quella nonna che ha portato in salvo la sua famiglia dopo essere rimasta vedova. Mirabel ha visto tutti i suoi zii e cugini essere dotati di abilità che li rendono unici. Ha osservato che queste competenze hanno permesso a ogni membro della sua famiglia allargata di mantenere un’apparente perfezione agli occhi di tutti e una notevole stabilità che ha contribuito a conferire loro affermazione, benessere e riconoscimento sociale. Solo Mirabel sembra essere sfuggita alla regola di famiglia. Apparentemente, lei è rimasta senza nessun talento particolare. Può riconoscere e apprezzare il talento degli altri, ma nessuno può fare la medesima cosa con lei. Fino al giorno in cui Mirabel si offre di assistere il cugino Antonio, nel giorno del suo quinto compleanno, accompagnandolo nel rituale che affiderà anche a lui un talento speciale. E’ il momento in cui tutte le certezze della grande famiglia Madrigal cominciano a vacillare. Perché Antonio ottiene anche lui il suo potere speciale, ma Mirabel decide di volerne capire di più rispetto alla condizione che l’ha resa diversa da tutti gli altri. Comincia un viaggio magico e misterioso che porterà Mirabel a incontrare Bruno, uno zio che da anni vive barricato in una torre deserta della loro grande casa. E’ Bruno che disvelerà a Mirabel per quale motivo il suo “incantesimo” non è andato a buon fine, ma soprattutto che darà il via ad una serie di eventi che faranno crollare tutte le certezze su cui la fortuna e della famiglia dei Madrigal si è sempre basata. E’ un viaggio all’indietro, quello che si deve fare. Un viaggio alla scoperta del dolore passato (quello di Abuela per la perdita del marito) ma anche del dolore rinnovato nella vita di tutti i componenti della famiglia. Perché quel talento speciale di cui ciascuno è dotato può anche rivelarsi – a guardarlo bene – una gabbia che costringe ad essere con se stessi e con gli altri ciò che si deve essere senza volerlo realmente, impedendo di poter trovare la via d’accesso alla propria realizzazione personale.

COSA CI INSEGNA QUESTO FILM

Encanto è un film “magico”. Magico perché si basa sulla forza di un incantesimo che salva – e al tempo stesso condiziona – la sorte di un’intera famiglia. Magico perché il ritmo, la musica, i colori e tutto ciò che avviene nel paese abitato dai Madrigal sembra conferire un’atmosfera fuori dalla realtà a tutto ciò che avviene lì.  Magico perché ci permette di guardare il mondo con gli occhi di una 15enne che ogni giorno si pone le grandi domande della vita e si confronta con la dimensione della propria inadeguatezza “percepita”. I temi presenti nel cartone sono numerosi e tutti importanti. C’è il tema del talento, ovvero di quella unicità che ciascuno di noi riceve in dono dalla vita e che poi si deve trasformare in risorsa per sé e per gli altri. C’è il tema delle aspettative che gli adulti mettono sulla vita dei figli e di chi cresce in generale. Quanto queste aspettative condizionano la percezione di successo e felicità che avvolge la crescita di un figlio? E poi c’è il tema del dolore che di generazione in generazione può tramandarsi dentro un mondo di parole non dette e di adeguamento inconsapevole e silenzioso che deriva da ciò che non è stato elaborato e irrigidisce le pieghe dell’anima. Mirabel e Abuela alla fine della storia possono reciprocamente liberarsi da un dolore che le ha tenute imprigionate. Quel dolore che entrambe hanno attraversato necessitava di ulteriore sofferenza per poter essere riconosciuto e superato. C’è  un dolore che imprigiona e un dolore che libera. E’ questo che imparano tutti insieme i Madrigal. Ed è questo che sanno meglio di tutti gli altri, Bruno e Mirabel, che apparentemente sembrano gli “ultimi” in una famiglia dove tutti sono speciali. Invece, sono proprio quelli di cui non percepiamo il valore che spesso hanno il potere di fare quelle cose così speciali che risultano impossibili a tutti gli altri.

IL MESSAGGIO DEL FILM

Le relazioni famigliari incatenano e liberano, fanno soffrire e danno felicità. Il dolore, all’interno di un sistema famigliare, si tramanda spesso di generazione in generazione. E per le nuove generazioni diventa un “fardello” che ci si trova sulle spalle, senza averlo né voluto né scelto. Sostenere la crescita vuol dire guardare ciascun figlio per quello che è, non per quello che noi vogliamo che sia. E’ solo in questo modo che il nostro essere unici e speciali può davvero germogliare in un progetto di vita che ci permette di incontrare la vera felicità.

LE DOMANDE DA PORSI DOPO LA VISIONE DEL FILM

  1. Il talento – all’interno del cartone – è dimensione che dà valore e che al tempo stesso “ingabbia” nella trappola delle aspettative degli adulti: quali passaggi nella relazione tra adulti e minori facilitano l’espressione positiva del talento e quali invece si rivelano “gabbie” che generano sofferenza e bloccano il percorso di crescita?
  2. Mirabel ha in realtà molti talenti. Potremmo dire che forse è la più “talentuosa” della famiglia. Eppure nessuno sembra accorgersi del suo valore oggettivo. Come mai, secondo voi? E come gli adulti a volte possono bloccare, quasi senza accorgersene, l’espressione del talento di un minore?
  3. Abuela ha trasformato la sua sofferenza in uno sforzo continuo di tenere un controllo totale sulla felicità della famiglia, dichiarandola come uno “stato di fatto” imposto da lei. Tutti devono essere, dire e fare come Abuela comanda. In questo, Mirabel ha un potere rivoluzionario che scardinerà, all’interno della famiglia, la “legge di Abuela”. In che modo, secondo voi, Mirabel è l’emblema della ribellione adolescenziale?

 

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