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THE CROODS

Dopo un terremoto, Grug e la sua famiglia di cavernicoli lasciano la grotta in cui vivono per cercare un nuovo riparo. Inizia così un'avventura popolata da creature fantastiche e migliaia di pericoli.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

22 aprile 2022

506 Views

Regia di Chris Sanders, Kirk De Micco. on Nicolas Cage, Emma Stone, Ryan Reynolds, Catherine Keener, Cloris Leachman, Clark Duke. Genere Animazione, – USA, 2013, durata 98 minuti.

LA TRAMA

Una simpaticissima famiglia di primitivi vive rinchiusa in una caverna. E’ il padre che esce nel mondo che c’è fuori per procacciare il cibo per tutti. La vita è fatica e pericolo. La lotta per la sopravvivenza in un ambiente naturale impervio e ostile è ogni giorno durissima. Il papà protegge la sua famiglia imponendo a tutti di rimanere all’interno dello spazio chiuso della caverna. Ma la figlia preadolescente HIP trova che questa imposizione del papà sia davvero troppo limitante. Lei scalpita per capire che cosa c’è fuori e – per dirla tutta – trova che la vita in una caverna non sia vera vita. E’ curiosa di conoscere ed esplorare tutto quello che stando chiusa nella caverna non potrà mai essere scoperto. Così fugge dalla caverna e, fuori dallo sguardo protettivo del padre, va alla scoperta del mondo. Si imbatte così in Guy, un adolescente che la avverte che un grande terremoto sta per distruggere il “mondo” nel quale Hip e la sua famiglia vivono. C’è bisogno di mettersi in viaggio, fuggire dal passato e andare incontro ad un nuovo domani. Guy rappresenta l’uscita da tutto ciò che fa soffrire Hip: è un ragazzo della sua età con molto senso pratico, conosce l’uso del fuoco e sa gestire i pericoli, sa guardare in avanti. L’esatto contrario di tutto ciò che invece fa il papà di Hip. Sarà proprio il conflitto tra Guy e il papà di Hip a cambiare il destino di tutta la famiglia.

CHE COSA CI INSEGNA QUESTO FILM

The Croods è una perfetta metafora di come la preadolescenza viene affrontata nelle nostre famiglie. I figli chiedono più autonomia e libertà, i genitori vorrebbero invece continuare ad ottenere rispetto e obbedienza. Hip ha fame di nuovo, di bello e di esperienze che diano senso al suo diventare grande. Il suo papà è costantemente preoccupato dei pericoli potenziali che invece la ragazza può incontrare sulla sua strada. Hip, in quanto preadolescente, non può più aderire al copione dell’obbedienza. Ha voglia di conquistare una sua dimensione di autonomia. Il suo papà, invece, vorrebbe mantenerla in una zona di controllo e dipendenza. Solo questo lo fa sentire capace di garantirle la protezione da rischi e pericoli difficili da prevedere. The Croods, implicitamente, ci mostra anche la sofferenza dei nostri figli in questi lunghi anni di pandemia. Averli obbligati a vivere in spazi reclusi, aver limitato il loro bisogno di relazioni e socialità, aver generato la preoccupazione che tutto ciò che una persona fa “nello spazio fuori casa” potrebbe mettere a rischio di malattia e pericoli, fa percepire quanto “compressione”, disorientamento e disagio abbia comportato per le loro vita. Proprio come Hip, oggi i preadolescenti hanno bisogno di sperimentarsi in sfide nuove, di andare incontro a nuove relazioni e a nuove scoperte. L’incontro con Guy apre anche una “finestra” sull’importanza che le relazioni tra pari hanno nella vita dei giovanissimi. E’ solo nell’incontro con chi è simile a te per età che tu puoi andare incontro e affrontare le grandi sfide generazionali, puoi capovolgere “l’ordine costituito” rappresentato dalle regole e dalle norme proposte dagli adulti. In fin dei conti, crescere significa anche imparare a fare le giuste battaglie, coinvolgersi in “rivoluzioni” che forniscono nuovi significati e nuove prospettive alla nostra voglia di “domani”. E’ così che si cresce e si diventa grandi. E soprattutto è così che si rende il mondo un posto migliore di come lo abbiamo trovato. Ed è proprio questo che Hip e Guy insieme riescono a fare permettendo agli adulti della loro vita di posare un nuovo sguardo su di loro e sul mondo.

 

IL MESSAGGIO DEL FILM

Non è nella paura che si cresce e si diventa grandi. Il coraggio non nasce nella comfort zone. E crescere comporta assumersi una dose progressiva di rischio. Per imparare a diventare se stessi bisogna rinunciare alla sensazione di sicurezza e protezione che l’adulto è sempre disposto ad offrirci e imparare a correre verso l’ignoto.

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