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Ribelle – The Brave

Una principessa anticonvenzionale, che preferisce correre tra i boschi piuttosto che occuparsi della sua bellezza, dei suoi lunghi e arruffati capelli rosso fuoco o del futuro matrimonio che presto l'aspetta.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

26 maggio 2022

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Regia di Mark Andrews, Brenda Chapman 2012 con Reese Witherspoon, Emma Thompson, Billy Connolly, Julie Walters, Kevin McKidd. Cast completo Titolo originale: Brave. Genere Animazione, – USA, 2012, durata 93 minuti.

 

LA TRAMA

Merida è una principessa che i genitori, in particolare la mamma, credono e vogliono destinata ad una vita da principessa. Ovvero, verrà offerta in sposa ad un principe pretendente che ne erediterà anche parte del regno. E vissero tutti felici e contenti. E invece no, perché Merida è una principessa totalmente fuori dagli schemi. Non le interessa rimanere composta a tavola, essere gentile con gli altri, attendere che qualcuno la pretenda in sposa. Forse non le interessa nemmeno sposarsi. Le interessa invece perseguire il proprio destino. Merida è una bravissima arciera, sa andare a cavallo meglio di qualsiasi altro, ma soprattutto vuole essere protagonista del proprio futuro. Non riesca a capire perché i suoi genitori siano così ostinati a volerle trovare un principe che la sposi. La mamma le ribadisce che questo appartiene al suo destino. Lei avrà la stessa vita che la sua stessa mamma ha avuto.

E’ da queste premesse che prende origine l’intera vicenda di “Ribelle” un cartone nato con il preciso intento di stravolgere le regole stereotipate dei cartoni animati dove le principesse hanno come obiettivo della vita quello di essere trovate o date in sposa ad un principe azzurro.  Merida è l’esatto contrario. Lei un principe azzurro non lo cerca e non lo vuole. E tra l’altro: perché affidare la propria vita a principi azzurri che non hanno metà delle sue competenze? In effetti, nella gara in cui si dovrebbe decretare chi sarà il futuro sposo (praticamente una gara in cui Merida è il premio in palio) la stessa Merida si candida tra i concorrenti vincendo la gara. Una modalità che simbolicamente rivela a tutti che lei non è il “premio di e per nessuno”. Questa “ribellione” di Merida apre un conflitto con la madre che spinge la principessa a fuggire nel bosco, in cui incontrerà una strega che le proporrà un incantesimo per cambiare il proprio destino.

L’incantesimo produce l’inaspettata trasformazione della madre in un orso e quindi la madre diventerà a sua volta portatrice di un destino che non ha scelto. Solo Merida e i suoi fratelli sanno che dentro quell’orso c’è la mamma. Tutti gli altri pensano invece che sia un animale feroce da eliminare. Così la storia di intreccia su vari livelli. Merida che dovrebbe essere data in sposa ad un principe. Sua madre, desiderosa che questo accada, che da Merida deve invece essere protetta, perché tutti la vogliono cacciare. Ma soprattutto, nella seconda parte del cartone i ruoli di madre e figlia si trasformano. Il cambiamento della madre si accompagna alla trasformazione che è in corso nella vita di sua figlia. Devono entrambe “rivestire” nuovi panni, accogliere nuovi destini se vogliono davvero che il rapporto tra loro sia vero e integro, funzionale ai bisogni di entrambi.

CHE COSA CI INSEGNA QUESTO FILM

“Ribelle – The Brave” è un bellissimo cartone che mette in scena molti aspetti delle sfide evolutive delle nostre figlie (ma anche figli) all’ingresso in pre-adolescenza/adolescenza. Ci fa notare che alcuni aspetti della loro ribellione corrispondono a bisogni evolutivi necessari e fisiologici, perché rispondono alla necessità di individuarsi, ovvero di poter compiere il percorso che permetterà loro di diventare le persone che vogliono essere. Ci mostra come in adolescenza i genitori non possono riversare sui propri figli le loro aspirazioni e aspettative, come se fossero l’unico riferimento cui ispirarsi per il proprio progetto di vita. Ma soprattutto ci rivela che le bambine nascono e crescono con una serie di imposizioni implicite assegnate loro dal ruolo di genere, che spesso impedisce loro di poter esplorare in modo adeguato e funzionale i propri bisogni, mettendo a frutto i talenti veri di cui si è dotati. Ribelle – The brave è perciò un inno a non lasciarsi intrappolare dagli “stereotipi di genere” e in questo senso rappresenta anche un ottimo strumento per promuovere – sia in ambito famigliare che in ambito scolastico – interventi ed azioni ispirati agli obiettivi dell’educazione di genere.

IL MESSAGGIO DEL FILM

Nella ribellione che quasi sempre i preadolescenti manifestano verso il mondo d’adulto ci sono spesso significati molto importanti ai fini della conquista della propria identità. Spesso la loro ribellione significa “Non posso essere solo obbediente. Ora sono cresciuto, ho molte più competenze, maggiori bisogni di autonomia e soprattutto devo imparare ad essere non solo il figlio che tu vuoi che io sia, ma anche la persona nuova che io – con il mio percorso di crescita – aspiro ad essere”. Non sempre per noi genitori è facile accettare di fare un passo indietro e accogliere le loro istanze di crescita e autonomia. Per questo, mentre si trasformano loro, dobbiamo imparare a trasformarci anche noi. L’adolescenza non è solo tempo di cambiamento per un figlio, ma è anche tempo di cambiamento per noi genitori.

LE DOMANDE DA PORSI ALLA FINE DEL FILM

–          Merida combatte una propria personale battaglia per sfuggire al copione dell’obbedienza che gli impongono i genitori: quale analogia trovate tra la ribellione di Merida e quella dei vostri figli al passaggio in preadolescenza e adolescenza?

–          La mamma di Merida, dopo l’incantesimo della strega, si trasforma in Orso. E’ un modo simbolico con cui il cartone ci fa riflettere sul fatto che nel conflitto intergenerazionale non si può rimanere gli stessi genitori che eravamo quando i nostri figli erano bambini. Quali cambiamenti avete messo in gioco nel vostro stile relazionale ed educativo all’ingresso in adolescenza dei vostri figli?

–          Merida combatte per sottrarsi alle aspettative di ruolo di genere che la famiglia le impone. Nella vostra famiglia ci sono differenze rispetto alle aspettative che nutrite nei confronti dei vostri figli maschi e delle vostre figlie femmine? Se avete solo una figlia femmina, pensate che ci siano aspetti del vostro modo di essere genitori con lei differenti da quelli che avreste messo in gioco nel caso foste stati genitori di un figlio maschio?

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