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Sensibilizzare gli adolescenti alla prevenzione per correggere i comportamenti a rischio

di Maurizio Tucci, Giornalista

8 luglio 2022

715 Views

È appena stata presentata l’edizione 2022 dell’indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia, realizzata annualmente dalla associazione no-profit Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di ricerca IARD. Il quadro che emerge dai dati raccolti su un ricchissimo campione nazionale rappresentativo (5.600 studenti della fascia di età 13-19 anni) non è esaltante e ci descrive un’adolescenza sulla quale la pandemia ha inciso negativamente, tra l’altro, su alimentazione, percezione del proprio aspetto fisico e sedentarietà.

 

 

Quando lo specchio ci riflette brutti e grassi

 

Il 58% degli adolescenti (69,4% delle femmine) sostiene che nei due anni di pandemia ha mangiato in modo inappropriato (troppo, troppo poco, in modo sregolato…) e il 37% lamenta di essere aumentato di peso. Ma al di là di questo aspetto in qualche modo oggettivo, il 27% (35,4% delle femmine) “si vede” più grasso della media dei suoi amici. Soprattutto, il 50,5% (60,7%) delle ragazze non è soddisfatto del proprio aspetto fisico in generale.

 

La “lista dei desideri” per piacersi di più (vedi tabella) è quasi infinita – con insoddisfazioni estetiche significativamente aumentate rispetto al passato. E in cima ai desideri delle ragazze c’è sempre l’essere più magra (67%) e a quelli dei ragazzi essere più alto (57,2%). Passando dalle scuole medie alle superiori i “vorrei”, salvo alcune spiegabili eccezioni, tendenzialmente aumentano.

 

% Femmine Maschi Scuole medie Scuole superiori
Vorrei essere più magra/o 67,0 38,3 51,9 52,1
Vorrei essere meno magra/o 9,9 16,9 11,1 14,7
Vorrei esse più alta/o 45,1 57,2 52,5 50,9
Vorrei essere meno alta/o 11,1 3,7 8,4 6,7
Vorrei denti più belli 54,5 44,3 54,0 46,9
Vorrei una pelle più bella 61,0 30,2 39,7 47,5
Vorrei un naso più bello 52,5 27,0 34,0 41,7
Vorrei un seno più bello 41,6 19,5 24,9

 

 

 

L’influenza degli “influencer”

 

Se è vero da sempre che in adolescenza non è facile convivere serenamente con un corpo in forte trasformazione, quali sono, oggi, i parametri sui quali gli adolescenti basano il loro giudizio? Più che lo specchio, il “mi piaccio-non mi piaccio” si basa – lo dicono i diretti interessati – sul giudizio degli amici-compagni (molto importante per il 34% dei maschi e il 53,7% delle ragazze) ma, soprattutto, i canoni estetici proposti, attraverso la rete e i social, da influencer e fashion blogger che influenzano il 59,1% dei maschi e, addirittura, il 77,6% delle ragazze. Il condizionamento esercitato da queste improbabili icone del web aumenta con l’età, passando dal 63,5% tra gli studenti delle scuole medie inferiori al 70,1% delle superiori.

 

Per quanto l’evidenza sia preoccupante non possiamo dirci sorpresi se consideriamo che il 76,1% degli adolescenti afferma di aver trascorso su social – causa Covid – molto più tempo rispetto agli anni passati. Ma non solo. Come sottolinea Fulvio Scaparro, psicologo e psicoterapeuta, referente dell’area psicologica di Laboratorio Adolescenza e fondatore dell’Associazione GeA (Genitori Ancòra) “Durante i due anni di pandemia – e quindi spesso di convivenza forzata durante i lockdown – sono aumentati molto i conflitti tra genitori e tra genitori e figli, e questo ha schiacciato ancora di più gli adolescenti nel loro mondo fatto di social. Di conseguenza anche il peso degli influencer e dei blogger specializzati come modelli di riferimento (che era comunque presente anche prima della pandemia) è stato enfatizzato”.

 

Scaparro concorda anche sul fatto che sia difficile immaginare che questa velenosa influenza, entrata ormai nel loro quotidiano, possa scemare anche se si sta tornando, dal punto di vista della socialità, alla vita di sempre.

 

Ma perché “velenosa” influenza se moda, pubblicità, star del cinema e della televisione rappresentano da sempre dei punti di riferimento fortissimi nell’immaginario estetico delle “adolescenze” di tutte le epoche recenti?

 

La differenza è che le pop-star di un tempo erano riferimenti che gli adolescenti percepivano comunque distanti, spesso anche anagraficamente, per cui anche il desiderio di “imitarli” ad un certo punto trovava un freno naturale. Gli influencer che oggi spopolano sui social sono, invece, adolescenti come i loro seguaci e nemmeno “famosi” per qualche motivo specifico se non per essere riusciti a raccogliere, spesso effimeramente, centinaia di migliaia di follower.

 

Ecco che il desiderio di imitarli, molto spesso solo esteticamente, non avendo questi influencer altre abilità se non quella di essere presenti, diventa molto più pervasivo e potenzialmente pericoloso anche dal punto di vista della salute.

 

 

Il rischio delle diete fai da te

 

Conferma questo pericolo Marina Picca, Presidente Società Italiana Cure Primarie Pediatriche, Sezione Lombardia e membro del Consiglio direttivo di Laboratorio Adolescenza: “Che la pandemia abbia prodotto, tra gli adolescenti, un aumento dei disturbi legati alle abitudini alimentari è un dato ormai oggettivo che ci arriva dalla letteratura e dalle evidenze che riscontriamo nel nostro lavoro quotidiano. Il mangiare in eccesso e/o in modo disordinato – riconosciuto dagli stessi adolescenti – non solo può aver prodotto un’oggettiva tendenza al sovrappeso, ma ha certamente allontanato ancora di più la percezione della loro immagine corporea da quegli ideali di fisicità, del tutto astratti, che si costruiscono attraverso i social media. Il rischio, a questo punto, è che compiano, attraverso interventi fai-da-te, tentativi ingiustificati e comunque rischiosi di avvicinarsi a quei modelli”.

 

 

Sempre meno attività fisico-sportiva

 

L’insoddisfacente percezione del proprio aspetto fisico è certamente aggravata dalla sedentarietà diffusa. I due anni pandemici hanno infatti ulteriormente peggiorato il feeling, già non esaltante, fra adolescenti italiani e attività sportiva. Confrontando i dati 2022 con quelli del 2020 (prima della pandemia), la percentuale di chi ha smesso di fare attività sportiva (che in passato aveva praticato) è passata dal 20,1% (2020) al 32,4% (2022), ma anche tra chi ancora pratica sport al di fuori della scuola la percentuale di chi pratica almeno due ore settimanali è scesa dal 62,4% (2020) al 49,5% (2022). E il dato che riguarda le ragazze, specie relativo al non praticare sport in modo assoluto, è ancora più allarmante. Risulta evidente che, dopo lo stop imposto dalla pandemia nel 2021, molti non hanno più ripreso a fare sport.

 

“Una grave carenza – come afferma Gianni Bona, pediatra endocrinologo dell’Università di Novara e presidente onorario di Laboratorio Adolescenza – perché praticare attività fisico-sportiva in modo adeguato, specie in una fase delicata della vita quale è l’adolescenza, non solo è l’indispensabile complemento ad una sana alimentazione per garantire un corretto sviluppo fisico, ma è anche fondamentale dal punto di vista dello sviluppo psicologico e delle relazioni sociali”.

 

 

La prevenzione chiave di volta

 

Che fare difronte a queste non esaltanti evidenze? La domanda ci riporta ancora una volta a considerare l’importanza della prevenzione e alla necessità di sensibilizzare gli adolescenti a comportamenti che tengano conto non solo del presente, ma anche del futuro. Non è una sfida facile, inutile nasconderselo, ma davvero può essere la chiave di volta per innescare un circolo virtuoso.

Dobbiamo riuscire a rendere consapevoli gli adolescenti che la salute, fisica e psicologica, è un bene prezioso da difendere, a qualunque età. Ed è proprio questo uno degli obiettivi strategici di Family Health.

 

 

 

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

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