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Lo specchio digitale. Come videochiamate e social possono creare problemi legati all’immagine corporea?

di Maura Manca, Psicologa

2 settembre 2022

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Le vetrine dei social network, il numero dei like, l’approvazione social condizionano la percezione del proprio corpo e influenzano l’insoddisfazione verso il proprio aspetto. Tutto questo è vero non solo per pre-adolescenti e adolescenti, che già fisiologicamente affrontano una fase caratterizzata da grandi cambiamenti, ma anche per giovani e adulti, che si confrontano costantemente con immagini e modelli diffusi dai social media.

In una società tecno-mediata, dove ogni relazione e interazione si svolge online, il confronto tra la propria immagine reale e l’immagine ideale che si vorrebbe raggiungere produce sempre maggiore insoddisfazione.

 

Selfie dismorfia: piacersi solo con filtri e fotoritocco

La ricerca della perfezione sembra prioritaria e i ragazzi sono spinti a trovare strategie di qualunque tipo pur di apparire più belli e ottenere il maggior numero di like. Tantissimi adolescenti, ma anche adulti, trascorrono ore a scattare foto e selfie che, prima di essere pubblicati, vengono elaborati con programmi e filtri, per eliminare ogni difetto. Anche influencer, personaggi famosi e star del web sembrano essere stati contagiati da questa mania.

 

“Mi sono resa conto di non poter più rinunciare all’utilizzo di filtri sui social. Mi sento più vulnerabile e nuda di fronte alla fotocamera, è come se mi fossi abituata ad una nuova immagine e non mi riconoscessi più”

 

“Quando faccio storie e video da pubblicare online utilizzo sempre un filtro che modifica radicalmente il mio viso. In questo modo riesco a focalizzarmi maggiormente sui contenuti da condividere, senza pensare costantemente alla mia immagine e a come gli altri mi vedono”

 

Dobbiamo fare attenzione anche ad un altro aspetto: non è solo l’utilizzo dei filtri a modificare la propria immagine. Sono numerose le campagne “no filter” (pubblicare foto senza ritocchi) diffuse in rete, ma rischia di essere solo un’illusione. È importante, infatti, essere consapevoli che il fatto stesso di trovarsi di fronte ad una fotocamera (con diversa illuminazione, postura, inquadratura) rappresenta un filtro che modifica la realtà e il modo in cui si appare.

Oggi i ragazzi possono scaricare anche una app in cui gli iscritti hanno a disposizione pochi minuti di tempo per scattare e caricare una foto senza che vi siano ritocchi, filtri o modifiche varie. La app si chiama BeReal, essere reali, essere sé stessi e punta alla condivisione dei momenti, alla piacevolezza del pubblicare non solo per apparire ma per interagire. Inoltre, in questa app non esistono follower e neanche la possibilità di mettere i like.

 

 

Videochiamate: ad una persona su tre non piace la propria immagine online

Le videochiamate sono sempre più diffuse, non sole legate all’ambito scolastico per i ragazzi e lavorativo per gli adulti e diventano uno specchio in cui mentre si parla si vede anche la propria immagine e tutto ciò che può attivare soprattutto in chi tende a guardare i difetti e ciò che non accetta o gli piace. Si parla di «effetto zoom» per definire l’insoddisfazione per la propria immagine, il viso soprattutto, che molti sperimentano guardandosi nello schermo, proprio come se ci si trovasse sempre di fronte ad uno specchio, nel corso di videochiamate e riunioni online. In molti casi si ricorre all’utilizzo di tecniche di manipolazione della propria immagine (filtri, illuminazione ecc) e si arriva a concentrarsi più sul proprio viso e su come si appare che sui contenuti in discussione (Pikoos et al., 2021).

Si tratta di un fenomeno trasversale per genere e fascia di età, considerando che l’utilizzo delle videochiamate, anche a causa delle limitazioni legate alla pandemia, è aumentato di circa 20 volte dal 2019 ad oggi. Questo maggiore utilizzo ci porta ad osservarci molto di più e molto più frequentemente: è come aver trascorso in media circa un’ora al giorno a guardarsi allo specchio, con un aumento dello stress e dell’insoddisfazione per la propria immagine.

 

Quali conseguenze sugli adolescenti?

Bisogna tener conto di come i ragazzi oggi siano sottoposti, fin da bambini, alla pressione di media e modelli sociali che diffondono una precisa idea di bellezza. Crescere con l’ossessione dell’apparenza, non sentendosi mai soddisfatti di sé, può determinare vissuti di insicurezza e scarsa autostima.

Non sono ovviamente gli strumenti in sé a determinare effetti negativi, molto dipende dalla modalità con cui vengono utilizzati. I social possono offrire un modo per connettersi con gli altri, ma possono anche alimentare fragilità già presenti offline. È fondamentale, dunque, essere sempre attenti e non sottovalutare preoccupazioni e ansie dei ragazzi.

 

 

Riferimenti bibliografici

Pikoos T. D., Buzwell S., Sharp G., Rossell S. L. (2021). The Zoom Effect: Exploring the Impact of Video Calling on Appearance Dissatisfaction and Interest in Aesthetic Treatment During the COVID-19 Pandemic, Aesthetic Surgery Journal, 41(12): NP2066–NP2075.

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