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IL CAMPIONE

La storia di una giovane promessa del calcio dal carattere difficile e dall'insegnante chiamato ad aiutarlo in vista dell'esame di maturità.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

27 ottobre 2022

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Regia di Leonardo D’Agostini. 2019 con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Ludovica Martino, Mario Sgueglia, Camilla Semino Favro. Genere Commedia, – Italia, 2019, durata 105 minuti.

TRAMA

Christian è un giovane calciatore, molto affermato e molto quotato. La sua giovane età lo rende al tempo stesso geniale sul campo e maldestro nella vita. La sua società sportiva non vuole perderlo perché ne riconosce lo straordinario talento ma al tempo stesso ne conosce l’enorme vulnerabilità. Christian, infatti, fuori dal campo, è un campione di sregolatezza e irresponsabilità. Quando, per l’ennesima volta, arriva al centro dell’attenzione dei suoi fans non per i suoi gol, ma per il furto che ha commesso in un centro commerciale (motivato da spavalderia e voglia di infrangere il limite), il presidente della sua società sportiva decide di metterlo alle strette. Potrà conservare il suo ruolo – e il relativo stipendio – all’interno della squadra solo se riuscirà a “mettere la testa a posto”. In particolare, l’aspettativa che il presidente ripone su di lui è che concluda il ciclo di studi superiori, da lui interrotto, e che consegua, in qualità di privatista, la licenza di maturità superiore. La società decide di reclutare un tutor/mentore per permettere a Christian di arrivare a tale traguardo e seleziona per tale ruolo Valerio. Valerio è un ex docente di scuola, che non sa nulla di calcio e che non prova alcuna attrazione per il mondo basato su feste a ricchezza “cafona” in cui Christian trascorre la propria esistenza quando non è in campo ad allenarsi e a giocare. L’incontro tra Christian e Valerio metterà a nudo le vulnerabilità di entrambi e permetterà di dare una nuova direzione alle loro vite. Sia Christian che Valerio hanno nella propria storia personale dolori e ferite mai sanate. Entrambi trovano nel compiere un pezzo di strada insieme un motivo forte per tornare ad alzare lo sguardo sulla vita e soprattutto per comprendere che le proprie vulnerabilità possono diventare occasioni per lavorarci su e diventare migliori. Ma questa trasformazione evolutiva raramente può avvenire se non hai a fianco una persona che ti permette di riuscirci e di dare senso alla fatica che tutto ciò comporta.

COSA CI INSEGNA QUESTO FILM

Il film è di grande interesse sia per la visione di un pubblico adolescente sia per la visione da parte di noi adulti. I ragazzi troveranno nella figura del giovane protagonista un esempio di come alcuni valori che oggi appaiono dominanti – come ricchezza e successo – non abbiano significato se non vengono incarnati in un percorso di crescita e di costruzione della propria identità in cui ci si possa riconoscere pienamente e in cui dare senso alle sfide, al dolore e alla fatica inevitabile con cui la vita ci confronta. Christian è il prototipo di persona di successo così come viene declinata dal modello del vincente “contemporaneo”. Ricco, bello, circondato da amici che hanno sempre voglia di stare con lui per divertirsi, Christian sente però di vivere in un paese dei balocchi in cui i suoi problemi e dolori più profondi restano tali. Suo padre lo tratta come una “gallina dalle uova d’oro” e non riesce a sintonizzarsi sui suoi bisogni reali. Christian è quindi al centro dell’attenzione degli altri, ma non riesce a collocarsi al centro della propria vita, non riesce a trovare le risposte alle molte domande che dentro di lui rimangono irrisolte e intrise di dolore. questo lavoro di maturazione e crescita diventa per lui possibile grazie a Valerio. Non solo perché Valerio trova la chiave di accesso che gli consente di trasformare lo studio da fatica a passione, ma anche perché Valerio sa davvero proporgli, per la prima volta, una relazione che fa crescere. Quella con Valerio è una relazione totalmente disinteressata all’immagine “pubblica” di Christian. Perché Valerio vede in Christian l’uomo che lui stesso vorrebbe essere, senza riuscire a diventarlo. Per questo le loro storie si prendono per mano ed evolvono insieme. Il film è una descrizione appassionante e coinvolgente della crescita di un giovane adolescente alla ricerca della vera identità e mette in scena il conflitto, spesso esistente in adolescenza, tra il “falso sé” che il mondo vede di noi e il “vero sé” cui solo noi stessi possiamo avere accesso, guardandoci dentro e sviluppando un sano dialogo interiore che ci permetta di far emergere le nostre vere aspirazioni e desideri.

IL MESSAGGIO DEL FILM

Il tuo valore non dipende da cosa gli altri dicono e pensano di te. il tuo valore dipende da dove tu sai mettere l’asticella delle tue aspirazioni e quanto sai entrare in conflitto con te stesso per abbandonare la tua “comfort zone”. Crescere ed evolvere è faticoso, ma resta l’unico modo per dare un senso profondo alla propria vita.

LE DOMANDE DA PORSI ALLA FINE DEL FILM

Che cosa Christian vuole ottenere e dimostrare con le “bravate” che aprono la narrazione del film? Per quale motivo, nel gruppo, può accadere che un adolescente si metta a fare e perseguire tutto ciò che è disfunzionale per i suoi reali bisogni?

Che cosa pensate del “circo” di amici e persone che circondano Christian? Come il gruppo che ti trovi attorno può condizionare il percorso di crescita che intraprendi?

Quali sono gli attributi e gli aggettivi con cui definiresti la relazione tra Valerio e Christian? Quali caratteristiche di questa relazione permettono a Christian di effettuare un vero e proprio salto di crescita?

Che contraddizioni trovi nel ruolo della società sportiva in cui milita Christian rispetto alla tutela della sua crescita e dei suoi bisogni? Come lo sport può rappresentare un fattore di protezione e al tempo stesso un fattore di rischio nella vita di un giovane atleta?

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