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THE QUIET GIRL

Cáit, nove anni, viene inviata dai genitori a trascorrere l'estate da una coppia di lontani parenti. In loro troverà le uniche due persone capaci di amarla veramente.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

21 febbraio 2023

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Regia di Colm Bairéad. 2022 con Catherine Clinch, Carrie Crowley, Andrew Bennett, Michael Patrick Carmody. Titolo originale: An Cailín Ciúin. Genere Drammatico, – Irlanda, 2022, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 16 febbraio 2023

 

TRAMA

Il film narra la storia di Cait, una bambina di 9 anni nata e cresciuta in una famiglia numerosa, con una mamma sempre in attesa di un nuovo bambino e un padre inconsistente che perde soldi al gioco. La famiglia è profondamente disfunzionale e i bisogni (sia concreti che emotivi) dei figli sono trascurati da entrambi i genitori, in balia degli eventi e vittime di una precarietà continua e senza tregua. Cait, in questo difficile quadro famigliare, è la pecora nera. La sua natura introversa e silenziosa la rende oggetto di scherzi e prese in giro sia a scuola che a casa, da parte delle sorelle. La mamma vorrebbe aiutarla e sostenerla, ma è davvero stremata, senza risorse e senza energia. Cait spesso si isola in un mondo tutto suo, per sfuggire al disamore e alla disattenzione di cui è vittima. Spinti dal bisogno e dalla povertà, i genitori decidono di scrivere a due lontani parenti – i Kinsella – che vivono – senza figli – ad alcune ore di distanza dal loro paese di residenza, chiedendo loro il favore di ospitare Cait per un certo periodo, durante la stagione estiva. In questo cambio temporaneo di residenza e famiglia, Cait sperimenta per la prima volta un’attenzione educativa e una cura cui nessuno mai l’aveva abituata. Si scopre persona degna di affetto e, giorno dopo giorno, la relazione con gli adulti che l’hanno presa in affido temporaneamente aumenta la sicurezza della bambina ma anche la forza del legame reciproco. Cait, un giorno, scopre che i Kinsella sono stati anch’essi genitori di un figlio che è morto in modo incidentale. Molto di ciò che accade tra la bambina e i due genitori temporanei rappresenta, per loro, un filo rosso che lega il presente con il passato, avvicinandoli di nuovo alla gioia di avere un figlio in casa e allontanandoli dal dolore di averne perso uno per sempre. Quando l’estate sta per finire, Cait deve essere riaccompagnata dai suoi veri genitori. Ma la separazione dai Kinsella per lei diventa un distacco troppo duro da tollerare. Il regista ci lascia con una domanda aperta: chi sono i veri genitori per Cait? Riuscirà la bambina a fare a meno di una relazione che le ha permesso di sentirsi finalmente capace di tenere lo sguardo alto sulla vita?

CHE COSA CI INSEGNA QUESTO FILM

The Quiet Girl è un film di straordinaria bellezza e delicatezza. Ci fa penetrare nell’animo e nella mente di una bambina, permettendoci di intuirne in modo empatico i bisogni emotivi e profondi. E’ un film che ci aiuta a comprendere il linguaggio segreto dei bambini. Cait non ha parole per dire ciò che vive, sperimenta, subisce. Resta in silenzio in un mondo che non la vede e non la sente, in cui tutti la trattano come un ingombro da cui liberarsi al più presto. Lei però continua a non smettere di cercare e di sperare che il mondo possa essere un luogo sicuro e che ci sia qualcuno con cui conquistare il diritto di essere vista e amata. Questo è ciò che accade nell’incontro con i Kinsella. Tutto si svolge con modalità semplici e quotidiane, nella nuova casa. Cait continua a comportarsi in modo silenzioso, quasi invisibile. Ma lì ci sono due adulti che sanno guardare oltre. La prima a conquistare la fiducia di Cait è Eibhlin, donna di straordinaria dolcezza ed empatia. Nella prima interazione con la bambina, ci accorgiamo di quanto delicatezza e affettuosità ci sia nei gesti lenti e amorevoli con cui la lava, facendole sperimentare la bellezza di un bagno caldo tutto per lei. Dal gelo della famiglia da cui proviene, Cait ha l’immediata percezione fisica di essere arrivata in un luogo pieno di tepore e di amore. Anche se pure la famiglia Kinsella ha un dolore enorme che ha congelato tutto, al suo interno. La morte accidentale del loro unico figlio ha lasciato quei due adulti soli e tristi, impotenti di fronte ad un dolore che è difficile da definire e superare, proprio come una vetta così alta, che sembra impossibile da scalare. Questo però è ciò che Cait renderà possibile nelle loro vite. Mentre loro le donano un luogo e un affetto che le permette di rifiorire, lei, Cait, li prende dolcemente per mano e riporta la bellezza della luce e della speranza dentro le loro vite tramortite nel buio del dolore del lutto. Il loro legame genera un miracolo d’amore che sembrava impossibile ad entrambi e che renderà la loro relazione difficile da spezzare e interrompere quando Cait deve fare ritorno nella sua famiglia di origini.

IL MESSAGGIO DEL FILM

C’è un linguaggio silenzioso e non basato sul potere della parola con cui i bambini comunicano e condividono i loro stati emotivi. L’adulto che vuole essere base sicura per chi cresce deve essere in grado di riconoscere quel linguaggio fatto di sguardi, gesti, silenzi. Chi ci riesce instaurerà un legame d’amore con un bambino che va al di là di qualsiasi altro legame. I legami affettivi che aiutano un bambino a crescere e diventare sicuro di sé non sono necessariamente quelli di sangue, ma sono quelli scritti nella trama della cura e dell’affetto.

LE DOMANDE DA PORSI DOPO LA VISIONE DEL FILM

Quali sono gli aspetti del carattere di Cait e i comportamenti, che dimostrano, molto più delle parole, ciò che la bambina vive nel suo mondo interiore?

Che cosa vi colpisce dello stile educativo dei due Kinsella e che cosa, secondo voi, fa breccia nel mondo interno della bambina, tanto da permetterle di sperimentare piena sicurezza e senso di protezione quando è con loro?

Che significato attribuite alla scena finale del film? Quale dovrebbe essere lo sviluppo che da essa consegue e che il regista non ci fa vedere, ma solo immaginare?

Questo film potrebbe essere molto utile a chi vorrebbe confrontarsi con l’esperienza dell’affido. Quali sono i pro e i contro di un’esperienza di questa natura, alla luce di ciò che il film narra e mostra?

 

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