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Wonder – White Bird

La magia di Wonder torna ad emozionarci. Dopo gli eventi di Wonder, il bullo Julian è stato espulso dalla scuola e cerca di ambientarsi nel nuovo istituto. Sentendolo in difficoltà, la nonna lo sorprende, gli fa visita da Parigi e gli racconta la storia della sua infanzia. Di come lei, giovane ragazza ebrea nella Francia occupata dai nazisti, fu nascosta e protetta da un compagno di classe. Di come la sensibilità e il coraggio di questo ragazzo le abbiano salvato la vita. Di quanto può essere forte il potere della gentilezza, tale da cambiare il mondo.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

8 maggio 2024

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Regia di Marc Forster. Un film con Ariella Glaser, Orlando Schwerdt, Gillian Anderson, Helen Mirren, Bryce Gheisar. Titolo originale: White Bird: A Wonder Story. Genere Biografico, Drammatico, – USA, 2023, durata 120 minuti.

TRAMA

Nel primo film intitolato “Wonder”, Julian, un compagno di scuola del protagonista lo aveva reso oggetto di bullismo e per questo era stato espulso dalla stessa. Ritroviamo quel bullo, qui, ad inizio di questo film che può essere considerato uno spin-off del Wonder originale e che riporta in scena solo questo personaggio. Julian, in questo nuovo contesto, si trova ancora a confronto con situazioni di bullismo e marginalizzazione. La scuola è cambiata, ma i problemi sembrano sempre gli stessi. Un giorno, tornando a casa da scuola, trova ad aspettarlo la sua nonna Sara. E’ una donna che ha un passato che non è stato mai raccontato prima al nipote. Così, in un pomeriggio trascorso insieme, la nonna narra la sua storia: chi era lei da ragazza, quali sfide ha dovuto affrontare, perché e come – dopo aver rischiato di perderla – è riuscita a rimanere viva e a sopravvivere in un contesto molto ostile. Nel 1942, Sara era una adolescente ebrea che viveva in Alsazia, una delle poche zone della Francia ancora non occupata dai nazisti. La sua vita era piena e gratificante, fino a quando però i tedeschi arrivarono anche nella sua città cominciando a rastrellare persone ebree da avviare verso i campi di concentramento. Tra i francesi del posto, alcuni si offrono volontari per dare rifugio a persone ebree, tenendole nascoste in soffitti e fienili per evitare loro la deportazione. E’ così che Sara un giorno, dopo aver assistito alla cattura dei suoi genitori, cerca di mettersi in salvo e in modo rocambolesco, viene aiutata da Julien un compagno di scuola affetto da poliemielite, che tra l’altro era bullizzato proprio a causa del suo problema dagli amici di Sara. Lei aveva assistito alle angherie degli amici verso Julien senza mai intervenire. Sara viene accolta nella famiglia di Julien, che la nasconde nel fienile. Diventano grandi amici e questo legame permetterà ad entrambi di fare della gentilezza e del sostegno reciproco il nucleo centrale della loro relazione. Riuscire a sottrarsi alla furia dei tedeschi però non è cosa facile, anche perché uno di essi è particolarmente fissato con l’idea che quella ragazza ebrea, già sfuggita ad un primo tentativo di cattura, sia stata nascosta da qualche parte. Riesce così a rintracciarla e ad inseguirla, con l’intento di ucciderla. Ma qualcosa accade che permetterà a Sara di non essere né uccisa, né deportata. Sara nel corso del film si troverà più volte in situazioni di grave pericolo ma riuscirà a salvarsi grazie all’aiuto della buona sorta e di persone che, credute inizialmente alleate dei tedeschi, si rivelano invece pronte a proteggerla.

 

 CHE COSA CI INSEGNA QUESTO FILM

Wonder è un film che tratta in modo coinvolgente la storia della persecuzione ebrea da parte dei tedeschi. Perfetto per essere utilizzato in occasione della Giornata della Memoria, offre però molti altri spunti di approfondimento e analisi. Presenta infatti una storia di amicizia che va oltre le singole differenze e i pregiudizi che la diversità degli altri può instillare nel corso della crescita. Aiuta a capire quanto i legami di amicizia siano salvifici e diventino ciò che ci cambia la vita, soprattutto in adolescenza. Infine. “Wonder The white bird” è un inno alla libertà e alla gentilezza. La nonna Sara, infatti, lancia al nipote Julian, alla fine della sua storia, il messaggio per cui nella vita ciò che ci salva davvero è vedere “l’altro da noi” sempre secondo la logica dell’amore e della cooperazione, mai dell’inimicizia e dello scontro. E questo è proprio ciò che farà il nipote, il giorno seguente tornando a scuola. Comincerà ad essere un costruttore di pace e un diffusore di gentilezza. Toccante è il discorso finale con cui la nonna Sara, che da adulta è divenuta una celebre artista e che si trova nella città del nipote grazie ad una mostra retrospettiva a lei dedicata, parla al pubblico convenuto ad ascoltarla in una conferenza, in cui conferma e ribadisce l’importanza che la gentilezza ha avuto nella sua vita e deve avere nella vita di ciascuno.

IL MESSAGGIO DEL FILM

E’ la gentilezza che ci salva la vita. Ci permette di trovare la luce anche dentro al buio. Ed è il frutto della responsabilità di ciascuno, che con le proprie parole e i propri gesti può fare la differenza non solo per la propria vita, ma anche per quella degli altri, che gli vivono accanto.

LE DOMANDE DA PORSI AL TERMINE DEL FILM

Che cosa vi ha colpito nelle scene iniziali che sono ambientate nella nuova scuola frequentata da Julian, il protagonista del film?

Perché Sara non prende posizione quando i suoi amici prendono in giro Julien, nella scuola francese?

Quale correlazione trovate tra il messaggio antibullismo così presente nel primo film Wonder e il tema della persecuzione degli Ebrei che viene messo al centro di questa pellicola? Perché, secondo voi, partendo da spunti simili, le due storie avvicinano due ambiti così diversi tra loro?

Che cosa vi ha colpito del discorso finale di nonna Sara? Quali le frasi che condividereste con i vostri amici e amiche in un progetto di promozione delle competenze pro-sociali?

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