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Il ragazzo con la bicicletta

Il dodicenne Cyril è ossessionato dall'idea di ritrovare suo padre che lo ha temporaneamente lasciato in un collegio. L'incontro casuale con Samantha, una parrucchiera che gestisce un salone di bellezza dove il ragazzo viene accolto nei fine settimana, gli fa ritrovare serenità e il calore di una famiglia. Il giovane, però, inizia a frequentare cattive compagnie e il suo buon cuore lo metterà in situazioni di grave rischio.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

11 giugno 2024

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Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Con Fabrizio Rongione, Olivier Gourmet, Jérémie Renier, Egon Di Mateo, Thomas Doret, Cécile De France. Titolo originale: Le Gamin Au Vélo. Genere Drammatico, – Belgio, Francia, Italia, 2011, durata 87 minuti.

TRAMA

Il film racconta di Cyril, un 12enne senza madre, che è stato abbandonato dal padre, che lasciandola ha cominciato una nuova vita, senza assumersi alcuna responsabilità connessa al ruolo genitoriale. Così Cyril, nonostante il suo enorme bisogno di una genitorialità che si prenda cura di lui, viene collocato dal suo stesso padre in un in un centro di accoglienza per minori, dove è accudito e sostenuto da educatori e assistenti. Ma Cyril non riesce ad arrendersi all’idea che per lui non ci sia un luogo del cuore. Così, l’unico obiettivo che ha è quello di sfuggire al posto in cui è stato accolto per tornare dall’uomo che invece lo ha rinnegato. La bicicletta cui fa riferimento il titolo è l’unico dono che Cyril abbia ricevuto dal padre e che metaforicamente ne simboleggia la presenza nella sua vita. Abbandonando la casa e la famiglia, il padre l’ha messa in vendita. Cyril però continua a credere che si sia trattato di un furto: non è possibile che il padre gli abbia fatto questo. Durante una delle sue numerose fughe, mentre lui scappa e tutti lo inseguono per riprenderlo, Cyril finisce in uno studio medico dove incontra Samantha, una giovane donna che fa la parrucchiera e che decide di prendersi cura di lui, intuendone i profondi e innegabili bisogni affettivi e di accudimento. Così un giorno Samantha si presenta da Cyril dopo avergli riacquistato la bicicletta che il padre aveva messo in vendita. È un gesto che ricostruisce una potenziale alleanza tra il mondo degli adulti e quello del ragazzo, che in effetti per la prima volta manifesta in modo concreto il proprio bisogno di attaccamento e chiede alla donna di poter vivere con lei. Samantha si accorda con i responsabili della struttura in cui è accolto Cyril per trascorrere con lui il tempo del week end e così ha inizio una relazione fatta di vicinanza e distanza, di affetti e incomprensioni.

Cosa ci insegna questo film

Il film mostra la vulnerabilità sociale del ragazzo: senza radici, incapace di distinguere davvero fra chi ama realmente e chi invece seduce, manipola, usa per altri scopi, Cyril viene coinvolto da un capo gang del quartiere in una serie di azioni illegali, l’ultima delle quali è un furto con aggressione fisica che rischia di uccidere la vittima del reato. Cyril viene però riconosciuto e deve intraprendere un percorso legale in cui chiedere perdono e rimediare al danno arrecato alla propria vittima. In tutto questo, Samantha sa stare al suo fianco. Come la migliore delle madri, lo è andato a cercare quando si è perso, si è disperata quando lo ha visto fuggire per mettersi in una situazione di chiaro pericolo. Come la migliore delle madri, lo sa andare a ri-prendere e tenere per mano così da rimediare agli errori commessi, sempre in grado di sostenerlo con la consapevolezza che se hai qualcuno che ti ama al tuo fianco tutto può essere rimediato e la vita può ricominciare. Ed è proprio questo che succede: Cyril comprende che l’affetto che va cercando non lo avrà mai dal suo padre immaturo, ma è lì disponibile di fronte a lui, nello sguardo e nella compostezza affettuosa di Samantha. Possono così finalmente partire insieme per una gita in bicicletta: pedalando su quella bicicletta che per lui era tanto importante, Cyril ha perso un padre ma ha trovato un vero genitore. Il film è un saggio magistrale sul bisogno di attaccamento che da bambini nutriamo verso chi ci deve sostenere, accudire, proteggere e far sentire sicuri. Dovrebbe trattarsi dei nostri genitori: ma a volte questo non è possibile.

Il messaggio del film

Ciò che conta davvero, quando cresci, è che ci sia un adulto che, pur non essendo mamma o papà, sappia prendersi cura di te. Dopo che si è stati amati, curati e protetti, ci si può aprire alle relazioni con gli altri e andare così a esplorare nuovi pezzi di vita e di mondo.

Quali domande porsi dopo la visione del film:

Perchè Cyril non riesce a rassegnarsi alla trascuratezza e negligenza paterno e cerca in ogni modo la relazione con suo padre?

Che cosa vi colpisce del modo con cui Samantha diventa prossima a Cyril fino ad “addomesticarlo”?

Che correlazione trovate tra il discorso della volpe e la rosa del Piccolo Principe e la relazione tra Samantha e Cyril?

Perché il gesto del dono della bicicletta di Samantha a Cyril, permette di svoltare in senso positivo all’interno della loro relazione?

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