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L’ESTATE DI CLEO

Il film racconta la storia Cléo, una bambina di sei anni che ama follemente la sua tata Gloria. La donna l'ha cresciuta fin da quando Cléo è nata ma ora si vede costretta a fare ritorno a Capo Verde per prendersi cura dei suoi figli. Prima della partenza di Gloria, Cléo si fa promettere una cosa: rivederla il prima possibile. Gloria le chiede quindi di partire con lei alla volta dell'isola per trascorrere insieme la loro ultima estate e sfruttare ogni minuto rimasto per godere ognuna della compagnia dell'altra.

di Alberto Pellai, Medico Psicoterapeuta dell'età evolutiva, Ricercatore, Dip. Scienze Biomediche dell'università degli Studi di Milano

2 aprile 2024

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Regia di Marie Amachoukeli-Barsacq. Con Louise Mauroy-Panzani, Ilça Moreno Zego, Abnara Gomes Varela, Fredy Gomes Tavares. Titolo originale: Ama Gloria. Genere Drammatico, – Francia, 2023, durata 84 minuti

 

TRAMA

Cleo è una bambina di 6 anni, senza madre e con un padre spesso assente per motivi di lavoro. Viene cresciuta da Gloria, una tata arrivata da CapoVerde a Parigi per guadagnare e sostenere economicamente i suoi due figli, rimasti nella terra d’origine. La relazione tra Gloria e Cleo è simbiotica. Cleo non ha ricordi della sua vera mamma e tutta la sua vita è scandita dalla relazione e dall’amore che Gloria le mette a disposizione. Ma un giorno Gloria riceve la notizia che la sua mamma è morta. Non c’è più nessuno a Capo Verde che può prendersi cura dei suoi figli, così lei ora è costretta a tornare a casa. Deve lasciare Cleo alle cure di una nuova tata. Per la bambina questo fatto ha l’impatto di un vero e proprio abbandono. Gloria è la sua base sicura, è ciò che le ha permesso di stare radicata alla vita. Così la partenza di Gloria è scandita da crisi emotive di Cleo che portano il suo papà a decidere di farle trascorrere l’estate a Capo Verde insieme a Gloria. Con l’arrivo di Cleo nella terra di Gloria, il film porta la bambina progressivamente a rendersi conto che Gloria non può essere il sostituto della sua mamma. Il legame simbiotico che le ha unite deve ora evolvere in qualcosa di più complesso e profondo dove la bambina impara a guardare quella donna che le ha fatto da madre con occhi nuovi. Giorno dopo giorno, Cleo osserva Gloria interagire con i suoi propri figli. La figlia maggiore, Nanda, è incinta e sta per dare alla luce un bambino. Cleo prende consapevolezza che Gloria non è “solo sua”. Crescere per lei significa diventare consapevole della sua storia, di vita, elaborare il dolore per avere perso precocemente la propria mamma e rientrare nella vita convinta che ciò che l’aiuterà a crescere non è una relazione simbiotica con qualcuno che la protegge dal mondo, ma la capacità di costruire relazioni e fare esperienze con tutti, potendo contare su un mondo adulto che la sa accompagnare e sostenere nella vita.

CHE COSA CI INSEGNA QUESTO FILM

Il film si apre con Gloria che accompagna Cleo ad una visita oculistica. Gloria è miope. Vede bene sono quello che ha vicino a sé. Il resto è sfuocato. Per questo tutto il film è raccontato attraverso primi piani dei volti dei protagonisti. Nella vita di Cleo c’è tutto quello che lei riesce a toccare, che è a portata delle sue mani. Ha bisogno sempre di essere tenuta e sostenuta, abbracciata e stretta forte. Il dolore per la perdita della sua mamma è un dolore che c’è profondo in lei, ma che non ha mai potuto elaborare, perché Cleo non ha ricordi. Tutto quello che c’è nella sua vita e che dà senso alla sua vita si chiama Gloria. “L’estate di Cleo” è un film che ha molte linee di narrazione. Ci racconta il bisogno di attaccamento di una bambina che cresce senza madre. Ci aiuta a comprendere che far crescere un bambino significa permettergli di spostarsi dalla zona di dipendenza a quella di conquista dell’autonomia. Ci mostra un adulto capace di sostenere con autorevolezza e affetto – al tempo stesso – il proprio ruolo. Ci racconta la fatica di moltissimi migranti che per garantire la sopravvivenza alle proprie famiglie di origine, le devono abbandonare per occuparsi delle famiglie degli altri. La bellezza di questo film sta nel modo in cui viene raccontata l’evoluzione e la trasformazione di Cleo: tutto passa attraverso il suo sguardo e le sue espressioni emotive. In questo film, i volti esprimono molto più di ciò che le parole raccontano. Eppure, anche le parole – poche e di enorme impatto – arrivano in alcune scene a rendere totalmente comprensibile il mondo interiore dei protagonisti. Le due attrici che impersonano Gloria e Cleo sono di una bravura assoluta e “vestono” con estrema verità i propri personaggi. “L’estate di Cleo” è uno di quei film che ti resta appiccicato al cuore anche dopo giorni che lo hai visto. Racconta quanto forte è il legame d’amore di cui un bambino ha bisogno per crescere. Mette in scena ciò che è davvero nutriente per i bisogni di attaccamento di un minore. Insegna che amare un bambino significa al tempo stesso fornirgli radici solide per farlo sentire appartenente alla vita ma anche un paio di ali per permettergli di spiccare il volo verso la conquista del proprio spazio, del proprio tempo, del proprio progetto di vita. In fin dei conti, è proprio questo che sta a simboleggiare il grande salto dalla roccia verso il mare che Cleo riesce a compiere alla fine del film. E’ un salto nel vuoto, è un perdersi quasi fino a morire, per poi risalire, consapevole di aver riconquistato il giusto sguardo – e il giusto posto – su di sé, sugli altri, sulla vita.

IL MESSAGGIO DEL FILM

Nessuna storia di vita è perfetta. Tutti abbiamo bisogno di essere visti e compresi nei nostri bisogni più profondi. Ma il vero amore è quello che non ti chiude nella sua morsa, bensì che ti apre al mondo e agli altri.

LE DOMANDE DA PORSI ALLA FINE DEL FILM

Quali sono i passaggi del film che vi hanno colpito di più?

Quando Nanda dà alla luce il proprio bambino, la sua maternità sembra essere affaticata. Gloria le insegna una canzone per calmarlo e addormentarlo. Che spiegazione date a questo passaggio della storia?

Perché Cleo è così arrabbiata con il bambino di Nanda, quando continua a piangere? Qual spiegazione ufficiale dà Cleo alla sua rabbia? E’ davvero così?

Perché la regista si sofferma sul gesto di Cleo che, prima di spiccare il grande salto giù dagli scogli, si toglie gli occhiali e li appoggia per terra?

Che significato date alla partita di pallone che tutti insieme giocano nelle scene finali del film?

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