Come misuro la febbre al mio bambino?

La febbre nel bambino piccolo preoccupa spesso i genitori, non solo per gli aspetti clinici, ma anche per quelli pratici.
Una delle domande più frequenti che le mamme mi fanno è infatti: Come misuro la febbre?

 

 

 

Elena Bozzola, pediatra, nella sua nuova video-pillola ci spiega come misurare la febbre in modo efficace.

Qual è la definizione di febbre?
La temperatura corporea centrale normale è compresa tra 36,5 e 37,5°C. È considerata febbre l’incremento della temperatura corporea sopra 37,5°C.

Perché compare la febbre?
La febbre è parte di una risposta difensiva del nostro organismo quando viene aggredito da microorganismi come virus e batteri.
Come deve essere misurata la temperatura corporea nel bambino?
La via di misurazione rettale non dovrebbe essere impiegata di routine nei bambini, a causa della sua invasività e del disagio che comporta. Nei bambini piccoli va evitata anche la misurazione orale. La sede di scelta deve essere quindi quella ascellare.
Si raccomanda l’uso di termometri elettronici digitali da posizionare in sede ascellare.

È indicato l’uso di antipiretici nel bambino febbrile?
La febbre non deve essere “curata” a tutti i costi poiché è sintomo di malattia, ma occorre piuttosto individuare quale sia la causa che l’ha scatenata e deve essere lasciata agire affinché svolga il suo ruolo difensivo. In altre parole la presenza di febbre non è di per sé motivo per assumere farmaci, i quali devono essere impiegati nel bambino solo quando si associano ad una condizione di malessere generale e/o  se la temperatura corporea è superiore a  38,5°C.

Quali antipiretici devono esser impiegati e con quali modalità?
Il paracetamolo o, in alternativa, l’ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica. Il paracetamolo esiste in diversi formati: gocce, sciroppo e supposte.
L’uso combinato o alternato di questi due farmaci non è solitamente raccomandato.
Sebbene le formulazioni orale o rettale di paracetamolo, a dosaggi standard, abbiano efficacia antipiretica e sicurezza sovrapponibili, la somministrazione per via orale, salvo la presenza di vomito, è preferibile in quanto l’assorbimento è più costante ed è possibile maggiore precisione del dosaggio in base al peso corporeo. La via rettale è da considerare solo in presenza di vomito.
La dose da somministrare deve essere calcolata in base al peso del bambino e non all’età; la dose deve essere somministrata utilizzando specifici dosatori acclusi alla confezione (contagocce, tappo dosatore, ecc..).

Gli antipiretici sono farmaci sicuri e ben tollerati dal bambino?
Paracetamolo ed ibuprofene sono antipiretici sicuri ed efficaci a patto che siano utilizzati con i dosaggi consigliati. L’ibuprofene può essere utilizzato come antipiretico a partire dai 3 mesi di vita, in corso di varicella e nel bimbo asmatico. (Paracetamolo: 10-15 mg /Kg/dose ogni 6 ore circa; Ibuprofene: 10 /Kg/dose ogni 8 ore)

Il bambino può uscire di casa?
Se il bambino ha la febbre può essere trasportato ugualmente in auto, per necessità: per esempio per trasportarlo a casa di altri familiari (per permettervi di andare al lavoro o svolgere altre incombenze) oppure per portarlo alla visita pediatrica. Quando consultare il pediatra?

È bene consultare il pediatra se:

  • Si tratta di un neonato o il bambino ha pochi mesi di vita
  • la febbre persiste da più di 24 ore
  • sono presenti altri sintomi: dispnea (difficoltà respiratoria), collo irrigidito (non riesce a toccarsi il petto con il mento o a guardare in su), difficoltà nel risveglio, sopore, dolore alle orecchie, profonda prostrazione, pianto lamentoso, mal di testa.
  • la temperatura causa sofferenza al bambino e non si abbassa dopo la somministrazione dell’antipiretico.
  • è pallido
  • è sonnolento, poco reattivo
  • non ha appetito
  • non ha voglia di giocare
  • piange continuamente

Provvedimenti utili
– Fare bere il bambino un po’ più del solito
– Non forzarlo a mangiare se non vuole
– Evitare di coprirlo eccessivamente
– Non costringerlo a letto se non vuole
– Non somministrargli antibiotici senza prescrizione da parte del medico

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