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La bella e la bestia: non è bello ciò che appare bello

25 settembre 2017

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di Alberto Pellai, psicoterapeuta

Un film di Bill Condon. Con Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad.

Titolo originale Beauty and the BeastFantastico, Ratings: Kids, durata 123 min. – USA 2017. – Walt Disney uscita giovedì 16 marzo 2017.

GUARDA QUI IL TRAILER

 

 

TRAMA

La trama della Bella e la Bestia è arcinota. E la versione cinematografica del cartone Disney che aveva vinto l’Oscar nel 1991, ne riprende completamente storia, personaggi e sviluppo. Il principe Adam vive  nello sfarzo,  in un castello dove si danno feste grandiose e le fatiche e le paure del mondo comune vengono chiuse fuori dalla porta. La sua ricchezza e la sua felicità dipendono dalle tasse che i cittadini del regno versano; tasse che non sono utilizzate a servizio della popolazione bensì a servizio della propria soddisfazione e dell’amor proprio di Adam. Il principe è un personaggio arrogante, superficiale, incapace di vedere i bisogni degli altri. Potrebbe essere la personificazione del Narcisismo assoluto, quello in base al quale conta solo l’Io e tutto il resto può essere trascurato o addirittura dimenticato.  Un anno, durante una grande festa danzante che si svolge alla vigilia di Natale, un’anziana signora irrompe nel castello e interrompe i balli e i bagordi. Chiede ospitalità al Principe Adam in cambio di una rosa, ma per ben due volte viene trattata come una scocciatrice e allontanata. A questo punto, ella però rivela la sua vera natura: si trasforma in una fata e getta un sortilegio sul Principe trasformandolo in una bestia dall’aspetto orribile. Anche tutti i personaggi del suo entourage e della sua servitù subiscono il medesimo destino: trasformati in oggetti e arredi, le vite di ogni persona sono congelate e tramutate in altro. La fata, lascia nel castello anche la rosa che aveva offerto in cambio della propria ospitalità: conservata sotto una campana di vetro il fiore ha una vita di dieci anni, terminati i quali, se il Principe non avrà trovato qualcuno da amare e da cui essere amato con sincerità e nobili intenzioni, l’ultimo petalo cadrà e  tutto rimarrà congelato per sempre, con il principe Adam condannato a rimanere Bestia per il resto della sua esistenza.

Così il principe Adam, il castello e tutti i suoi abitanti diventano un regno senza luce e senza vita, circondato da una foresta impenetrabile, votato all’oblio dei sudditi dei territori circostanti. Nessuno si avventura in tanta desolazione, fino a quando, per caso, avendo smarrito la strada maestra,  Maurice, padre di Belle, giunge al Castello in groppa al suo cavallo Philippe. Qui verrà rapito dalla Bestia, mentre il destriero riesce a tornare al paese dove vive Belle e la allarma sul destino del padre.

Da qui in avanti la storia prosegue in modo molto coinvolgente. Ci sarà l’incontro tra Belle e la Bestia, dove la ragazza progressivamente riuscirà a scoprire aspetti comuni e passati delle rispettive vite, legate al lutto per la perdita delle reciproche mamme. C’è poi la lotta di Gaston, il “maschio” del villaggio, fiero e arrogante, che tratta le donne come oggetto da collezione e che vuole a tutti i costi diventare l’uomo di Belle, per poterla inserire tra le sue conquiste e i suoi trofei amorosi. E poi c’è l’evoluzione ed il cambiamento della Bestia, che progressivamente diventa un personaggio in grado di provare empatia, sviluppare attenzione e considerazione per gli altri, giungere in soccorso di chi sta rischiando di morire, fino a mostrarsi disponibile a sacrificarsi per il bene di Belle.

Le favole – si sa – hanno sempre il lieto fine e questo vale anche per la Bella e la Bestia: l’incantesimo, proprio al limite della scadenza, potrà essere annullato e tutti torneranno ad un’esistenza nuova e rinnovata dove l’Amore trionfa.

Cosa ci insegna questo film

La bella e la bestia è un film da vedere con i propri figli per più di un motivo.

Innanzitutto, è il trionfo della bellezza. Raramente in un film per bambini si è vista una tale cura nella scelta degli abiti, delle scenografie. Le realizzazioni coreografiche, le musiche che accompagnano la storia: tutto è bello in questo capolavoro e i bambini rimarranno incantati da tanta cura del particolare e attenzione posta nella realizzazione di ogni scena.

Il personaggio di Belle, poi, è un esempio di ragazza che rompe con tutti gli stereotipi di genere legati al mondo femminile. Potrebbe essere seduta sul potere che le conferisce la sua bellezza, unica e incredibile, e invece Belle si presenta completamente sfuggente alla regole dei tempi in cui vive: le interessa la libertà e soprattutto è attratta dalla cultura. E’ l’unica donna del suo paese che legge libri – e nel legge davvero tanti – anche se molti messaggi che le provengono da più parti, vorrebbero farla ricredere in tale senso.  Inoltre, Belle non vuole in nessun modo essere una ragazza a disposizione del “bello e potente” di turno: anche se i bambini non coglieranno tali allusioni, la capacità di autodeterminazione e di tenacia con cui Belle persegue i proprio obiettivi di vita, la rendono un personaggio unico nel panorama del cinema per i più piccoli.

Infine il principe Adam, trasformato nella Bestia, permette ai bambini di riflettere su come sia necessario, oggi più che mai, avere uno sguardo rivolto al bisogno di chi ci vive a fianco e di come l’egoismo, la superficialità, la rincorsa del lusso e della ricchezza fine a se stessi rischino di trasformarsi in un boomerang, capace di intrappolare l’esistenza, in un destino di solitudine ed infelicità.

I personaggi di La bella e la Bestia, sono davvero ricchi di messaggi e incarnano la costante battaglia tra il bene e il male che ciascun uomo deve imparare a risolvere nella propria esistenza, con la costruzione di un orientamento etico e valoriale capace di dare significato a tutto.

Non ultimo, il film gioca nella ridefinizione del concetto di “bellezza estetica” che oggi sembra imperante e condizionante lo stile di vita di tutti. Davvero è bello ciò che appare bello? Ed è brutto ciò che così appare? La dicotomia tra la bellezza vuota e inconsistente di Gaston e del Principe Adam nella parte iniziale del film con la bruttezza della Bestia, che, impregnata di dolore e solitudine, genera forza d’animo e una sensibilità straordinaria, permette allo spettatore di sviluppare più di una riflessione sul concetto di bellezza da declinare non solo in una prospettiva estetica, ma anche in una prospettiva etica.

Il messaggio del film

Non è bello ciò che appare bello. Spesso il fuori delle cose e delle persone incanta: ma ciò che rende davvero unico e speciale un essere vivente è il suo “dentro”. Scoprire l’interiorità di una persona necessita di andare oltre alle apparenze. Il nostro sguardo sul mondo può giungere alla verità e all’essenza delle cose solo quando sa andare oltre ciò che appare.

Le domande per riflettere dopo la visione del film

Belle è un personaggio che ha tratti e caratteristiche molto particolari. Chiedete ai bambini di individuare cinque aggettivi che ne connotano e ne descrivono le caratteristiche.  Vi diranno certamente “bella”, ma poi potranno individuare altre caratteristiche ugualmente importanti, come “curiosa”, “coraggiosa”, “indipendente”, “libera”, “studiosa” etc. etc.

Provate a verificare tra questi aggettivi quali sono quelli che rendono davvero Belle così unica e speciale. Del resto Gaston è spesso circondato da tante belle ragazze. Ma nessuna è come Belle. E’ solo un problema di “estetica”? O Il valore di questa ragazza deriva dalla “complessità” e ricchezza presenti nella sua personalità?

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