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Tutti a scuola: entusiasti (e vaccinati)!

di Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano

23 settembre 2019

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Riaprono le scuole e con il rientrare degli studenti in classe ripartono le polemiche sui vaccini; soprattutto perché i genitori dei bambini non in regola con le vaccinazioni pretendono comunque che i loro figli vengano ammessi (anche se la legge è chiarissima in questo senso: senza vaccini non si va all’asilo nido né alla scuola dell’infanzia) in nome di uno strano concetto di “libertà di scelta”.

Vediamo perché è inappropriato parlare di “libertà di scelta” e perché è indispensabile vaccinare i bambini per la sicurezza di tutti i loro compagni e della nostra comunità.

Nel 2015 la copertura contro il morbillo del nostro Paese era inferiore a quella del Ghana, navigava infatti poco al di sopra dell’85% e lasciava ogni anno molte migliaia di bambini da un lato non protetti, dall’altro in grado di trasmettere la malattia. Se non avessimo invertito quella tendenza saremmo davvero nei guai: i bambini non vaccinati crescono e rimangono una popolazione in grado di contrarre e trasmettere le malattie. Lasciando le cose come stanno in questo momento non solo saremmo a rischio (come ancora siamo) di gravi epidemie di morbillo, ma dovremmo affrontare il pericolo di vedere ritornare nel nostro paese malattie scomparse da tempo, come la difterite e la poliomielite. Per fortuna la tendenza si è invertita e le coperture hanno cominciato a salire, in molte regioni sopra la soglia di sicurezza.

Ma perché è così importante vaccinare i bambini, chiedono gli antivax? Perché non c’è l’obbligo per gli adulti? A parte il fatto che sarebbe bene che tutti gli adulti non immuni si vaccinassero, c’è un motivo preciso che porta a stabilire che i bambini in età scolare sono quelli che si devono vaccinare in maniera prioritaria.

Virus estremamente contagiosi (e pericolosi) come quello del morbillo si trasmettono quando si formano delle sacche di individui suscettibili che hanno tra loro contatti sociali. Uno si prende la malattia e, siccome il virus passa da un individuo all’altro con gran facilità anche prima dell’insorgere dei sintomi, l’infezione si diffonde a tutti gli altri. Ma quali sono le “comunità” dove i contatti sociali sono più frequenti? Uno studio molto accurato ha analizzato queste diverse comunità, e per quanto riguarda il nostro paese, il massimo dei contatti avviene tra persone della stessa età e in particolare tra i bambini e i ragazzi. La cosa non ci stupisce, perché se pensiamo alla nostra quotidianità e a quella di un bambino o un ragazzo che frequenta la scuola dell’infanzia è più che evidente che i loro contatti sono immensamente più ravvicinati.

Per questo la priorità, per diminuire la circolazione degli agenti infettivi come il morbillo, è quella di vaccinare tutti i bambini prima del loro ingresso nel sistema scolastico nel momento della frequenza dell’asilo nido (fino a tre anni) o nella scuola dell’infanzia (tra i tre e i sei anni). Siccome i contatti rimangono molto intensi anche negli anni seguenti, è importantissimo recuperare i bambini che non sono stati vaccinati da neonati e che in questo momento stanno frequentando le scuole dell’obbligo senza nessuna copertura.  Ricordiamo che alcune malattie (la parotite nei maschi e la rosolia nelle femmine) possono essere molto più gravi e avere conseguenze estremamente serie quando vengono contratte da adulti.

I bambini, come abbiamo detto, sono dunque il serbatoio principale di circolazione delle malattie infettive che bisogna prosciugare come primo intervento profilattico; e altrettanto importante è che gli adulti che sono a contatto con loro (insegnanti, sanitari e via dicendo) siano immuni in modo da impedire che essi, a loro volta, possano contrarre e trasmettere le infezioni.

Insomma, chi chiede la libertà di mandare a scuola il proprio figlio non vaccinato non solo lo espone a un pericolo notevole, ma rende meno sicura tutta la comunità chiedendo il diritto di seguire una sua superstizione.

Libertà è decidere la destinazione di un viaggio in auto, non pretendere di arrivarci guidando ubriachi.

Fonte: Mossong J, Hens N, Jit M, Beutels P, Auranen K, et al. (2008) Social Contacts and Mixing Patterns Relevant to the Spread of Infectious Diseases. PLOS Medicine 5(3): e74. https://doi.org/10.1371/journal.pmed.0050074
http://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.0050074.

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