Per offrire una migliore esperienza di navigazione e per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell’utenza, questo sito usa cookie anche di terze parti.
Chi sceglie di proseguire nella navigazione su magazine.familyhealth.it oppure di chiudere questo banner, esprime il consenso all'uso dei cookie. Per saperne di più consulta la nostra Cookie Policy .

Ho capito, chiudi il banner.

X

Volere tutto e subito: perché bambini e ragazzi non sanno più desiderare?

di Maura Manca, Psicologa

21 febbraio 2023

1404 Views

La parola desiderare ha un’etimologia molto interessante, deriva dal latino ed è composta dalla preposizione “de” che significa “senza” e “sidus” che significa “stella”, quindi letteralmente “senza  stella” (Garzanti Linguistica).

Il desiderio, infatti, deriva da una mancanza: si aspetta che arrivi qualcosa, quel qualcosa che manca appunto, che può potenzialmente colmare specifici vuoti e appagare.

“Un desiderio è quel qualcosa per il quale faresti di tutto e che ti occupa la mente, fino a quando finalmente riuscirai a realizzarlo”, mi racconta un ragazzo di 15 anni.

Ci sono numerose interpretazioni rispetto al significato di questa parola: quando si de-sidera si parla anche di stelle che guidano, che danno la direzione, perché il desiderio è il vero motore trainante della vita. È quel motore che fa attivare, che direziona verso la ricerca di qualcosa o qualcuno.

“Il desiderio è ciò a cui si ambisce per sentirsi soddisfatti e, in qualche modo anche più felici. Può essere un bene materiale oppure no, ma, ottenendolo ci farà sentire meglio. Spesso però, una volta ottenuto, si passerà ad altro e quindi ad un nuovo desiderio”

“Desiderio significa volere qualcosa con tutto se stesso, anche se nella maggior parte dei casi è difficile da ottenere”

Queste sono alcune delle definizioni scritte da alcuni ragazzi di 15 anni durante i training sulla motivazione e sul raggiungimento degli obiettivi: a livello teorico conoscono molto bene cosa significhi desiderare, e vanno un po’ meno spediti sulla identificazione dei loro desideri e soprattutto sul come fare per realizzarli. Spesso i ragazzi arrivano alla fase adolescenziale scarichi di interessi e di passioni e carichi di “devo”. Per bilanciare queste carenze serve attivare la loro parte creativa ed espressiva, partendo dal trovare qualcosa che può attivare la sensazione di piacere e che li induca a sperimentarsi. Servono vari stimoli per aiutarli a capire da cosa sono veramente attratti e cosa vale la pena perseguire. Ciò che conta non è unicamente il soddisfacimento del desiderio, ma il percorso intrapreso e le emozioni sperimentate nel raggiungerlo. L’approccio giusto non è il “non gli piace niente” o il “ci ho provato a chiedergli cosa gli piace” perché se il loro cervello non è abituato a pensare in questi termini, non lo farà in autonomia; va allenato, va stimolato, va accompagnato con pazienza e rispetto dei loro tempi “adolescenti” differenti da quelli degli adulti.

 

Quando l’attesa si trasforma in sofferenza

Oggi si vive eccessivamente immersi in uno stile di vita basato sulla fretta e sulla rincorsa. Tutto questo scorrere veloce, porta grandi e piccoli a non conoscere l’importante significato dell’attesa, perché si è troppo abituati ad avere tutto e subito, tanto da non capire di che cosa si ha realmente bisogno. Si perde così l’importanza e la meraviglia del desiderare, del valorizzare, del saper stare nel desiderio e si cerca la strada dell’ottenere e dell’avere, perché non si hanno gli strumenti per gestire l’attesa e regolare le proprie emozioni.

Anche la tecnologia ha avuto un ruolo in tutto questo: ha cambiato le modalità relazionali e anche il cervello si è adattato agli stimoli e strumenti tecnologici. Si è creata l’abitudine dell’avere risposte immediate ed essere sempre connessi con qualcuno.

“Ho comprato online ai miei figli i regali di Natale. Quando sono arrivati con il corriere li hanno visti e hanno iniziato a chiedermi di poterli aprire subito. Dopo qualche no iniziale, ho ceduto. Alla fine, erano già arrivati, che male c’è ad aprirli immediatamente? Dopo due giorni, però, erano già passati in secondo piano e quasi sembravano non interessargli più”

Come accendere il desiderio nei figli?

“Ai bambini bisogna far assaggiare la mancanza, non la soddisfazione immediata del desiderio. Nel passato per arrivare alla soddisfazione del desiderio, ne dovevi fare di lavoro psichico, cioè crescevi. Se oggi la meta è lì a disposizione e non devi fare niente per raggiungerla, non devi inventare un linguaggio, non devi vivere l’attesa e non devi immaginare delle strategie per raggiungere la meta la psiche non matura e non cresce” (U. Galimberti)

Molti genitori hanno la tendenza a comprare regali come dimostrazione d’affetto, a volte, usati anche per tentare di compensare al vuoto dovuto dalla mancanza di tempo per una frenesia quotidiana.

I figli non riescono così ad apprezzare ciò che hanno, a dargli il giusto valore e a viverli. Tendono a chiederne sempre di più mentre madri, padri e nonni lamentano il fatto che “non si accontentano mai”. Bambini e ragazzi, solitamente, una volta ottenuto “l’oggetto del desiderio”, se ne stancano facilmente e lo rimpiazzano con altro. Ci sono ben altre attrazioni online che fanno rilasciare ben più elevate dosi di dopamina nel cervello. La dopamina è un neurotrasmettitore, un importante messaggero chimico che ricopre un ruolo fondamentale nei meccanismi legati alla ricompensa, all’apprendimento, alla motivazione e gratificazione.

 

La soddisfazione personale non può essere legata a ciò che si ottiene, sia in termini di bene materiale che di risultato, ma è una conquista, dove si sente un bisogno e si vive anche l’attesa per amplificare anche il seguente stato di soddisfazione e appagamento personale.

Il desiderio dà la direzione e aiuta a vivere pienamente la vita, perché nel momento in cui si desidera fortemente qualcosa, ci si attiva per cercarla. E quando si ottengono si sperimenta uno stato di felicità dovuto allo sforzo, all’impegno, alla capacità di gestire l’attesa.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

Patrocinato da: