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Quando gli adolescenti dormono poco: perché accade e quali sono gli effetti sul loro cervello?

di Maura Manca, Psicologa

21 febbraio 2023

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Un adolescente su quattro dorme meno delle nove ore raccomandate, nonostante un adeguato riposo notturno sia molto importante in questa fase in cui lo sviluppo cerebrale è in pieno svolgimento. Un sonno insufficiente può avere, infatti, un impatto negativo sul benessere fisico e mentale dei ragazzi.

 

Perché gli adolescenti vanno a dormire tardi e fanno fatica ad alzarsi la mattina?

“Non riesco ad addormentarmi prima di una certa ora, anche quando ci provo. La sera posso far tardi, non mi sento stanco, ascolto musica, gioco, chatto con i miei amici. La mattina poi, quando sento la sveglia, è come un incubo. Mi sembra di essermi addormentato da pochissimo. I miei pensano che lo faccia apposta, che non penso alla scuola; invece, non mi si chiudono proprio gli occhi.”

 

Anche l’utilizzo della tecnologia può andare a interferire con il ritmo sonno-veglia, soprattutto quando si utilizza nelle ore serali e notturne. C’è un’attivazione cerebrale ed emotiva in tanti casi, una iperstimolazione, il cervello non si rilassa e non viene rilasciata la melatonina, si resta svegli più a lungo e si tende a controllare più frequentemente smartphone, social e chat, a scapito della qualità e quantità del riposo.

 

Cosa accade quando gli adolescenti non dormono abbastanza?

A livello cerebrale, sono coinvolte principalmente due aree: i gangli della base, regione che regola il ritmo sonno-veglia, e la corteccia, responsabile delle funzioni cognitive più elevate. La carenza di sonno può determinare difficoltà cognitive e comportamentali, e avere un effetto a lungo termine sulla struttura del cervello (Speyer, 2022). Quando gli adolescenti non dormono abbastanza e, soprattutto se questa abitudine diventa ripetitiva e frequente, viene inibito in modo parziale il processo di potatura sinaptica, cioè quel processo che permette di conservare le connessioni neuronali più importanti, eliminando quelle che non sono più necessarie. Un po’ come accade quando si pota una pianta e si tagliano i rami deboli per permettere a quelli importanti di crescere più forti.

Le conseguenze di una carenza di sonno si possono manifestano in:

– Difficoltà a svegliarsi al mattino e maggiore sonnolenza durante la giornata.

– Stanchezza, che porta a sentirsi meno motivati nel compiere delle azioni quotidiane.

– Alterazioni dell’umore: maggiore irritabilità o bassa tolleranza della frustrazione, che sembrano verificarsi a causa di una diminuzione della capacità di controllare, inibire o modificare le risposte emotive.

– Perdita di attenzione o maggiore distraibilità e impulsività, con conseguenze anche sul rendimento scolastico.

 

Cosa possono fare i genitori?

I ragazzi non sono ancora in grado di autoregolarsi sa soli. Hanno bisogno di limiti e regole per imparare a mettere un punto. Sono condizionati da quello che fanno gli altri, hanno bisogno di sentirsi parte integrante di un sistema che li coinvolge 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. È sicuramente molto impegnativo per un genitore controbilanciare questa iperstimolazione, soprattutto quando si sono già instaurate delle abitudini non salutari. Per questo si può puntare a definire dei piccoli obiettivi per volta, raggiungibili, con dei compromessi valutati insieme, intervenendo in modo più diretto quando non riescono a rispettare i limiti. Compromesso significa concordare insieme modalità e tempi, adattandosi quando necessario alle loro esigenze, per esempio nel fine settimana, durante le vacanze o in giorni particolari. Quando si cambia, soprattutto nella fase inziale, sembrerà di ottenere ben poco. Bisogna andare avanti lo stesso per modificare schemi appresi e scardinare vecchie abitudini. Le aspettative giocano un ruolo molto importante e sono legate alla delusione, quando sono troppo elevate. A volte bisognerà essere più incisivi e diretti, altre un po’ più morbidi, solo così di definiscono nuove abitudini, senza sperare che loro da soli capiscano che lo devono fare per il “loro bene”. Per i ragazzi, il “loro bene” è diverso da quello del genitore. È l’adulto che passo dopo passo li deve accompagnare nella strada del “loro bene”.

 

 

 

Riferimenti bibliografici

Bueno D. (2022). Il cervello dell’adolescente. Come è cambiata la mente dei nostri ragazzi. Giunti Editore.

 

Speyer L. G. (2022). The importance of sleep for adolescents’ long-term development. The Lancet. Child & Adolescent Health, 6(10): 669-670.

 

 

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