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Insegniamo che è importante riuscire nella vita per se stessi e non dimostrare agli altri che si sbagliavano

di Maura Manca, Psicologa

21 marzo 2022

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“A 14 anni dei ragazzi a scuola mi buttavano nel cassonetto dell’immondizia. Dicevano che quello era il mio posto. Alcune amiche ridevano, invece di difendermi. Io non riuscivo a reagire. Ho dimostrato a chi mi ha bullizzato che si sbagliava. Non lasciatevi mai sopraffare.”

Questa è una frase pronunciata da Lady Gaga. La cantante, conosciuta in tutto il mondo, dichiara di essere stata vittima di bullismo durante la sua adolescenza, presa di mira da un gruppo di coetanei che trovava divertente giocare con lei aggredendola fisicamente, deridendola e umiliandola. Perché il bullismo è questo. Il bullismo è prendere di mira una persona che in quella condizione non è in grado di difendersi, che viene attaccata per l’aspetto fisico, caratteriale, identificata come debole, sbagliata, da deridere. Uno degli aspetti più preoccupanti del bullismo è legato al fatto che, chi mette in atto questo tipo di comportamenti, non si rende conto del male che sta causando all’altra persona, dei danni che provoca da un punto di vista psicologico e fisico in chi li subisce e la sofferenza che si porterà anche a lungo termine. Il fatto che non si rendano conto non è una giustificazione, anzi, aggrava la situazione perché significa che non sono presenti quelle competenze emotive, dello sviluppo morale ed emotivo. C’è una distorsione nella valutazione degli eventi in quanto i ragazzi e le ragazze che prevaricano i compagni più deboli, trovano divertente comportarsi in quel modo, sono gratificati dalle loro azioni, sono rinforzati da un gruppo che li circonda e sminuiscono la gravità dei loro comportamenti definendoli come gioco, come un qualcosa che non crea danno. Questa distorsione si acquisisce nel corso del tempo, ed è dettata dalla somma di tanti fattori legati ad una carenza nella sfera educativa morale e soprattutto emotiva.

L’aspetto che non condivido, che purtroppo spesso viene trasmesso, è quello di dimostrare ai bulli che si sbagliavano, come dichiara anche Lady Gaga nella sua frase riportata in apertura dell’articolo. Una vittima di bullismo non deve dimostrare niente a nessuno. Una vittima di bullismo non deve vivere in funzione del dover riuscire nella vita per dimostrare ai bulli che non era così fallito, sbagliato e diverso. Una vittima di bullismo deve reagire in funzione di se stessa, non degli altri, quantomeno di chi gli ha fatto del male perché significherebbe continuare a dargli importanza, a vivere in funzione di quello che gli è stato detto e che gli è stato fatto negli anni della scuola. Significa vivere ancora in funzione di quei comportamenti che non devono essere la molla per cambiare e diventare qualcos’altro. Spesso traspare questo messaggio. Le vittime di bullismo, magari bullizzate per l’aspetto fisico poi sono diventate negli anni molto belle o belli, riconosciute da un punto di vista sociale e social e i loro difetti sono stati trasformati in qualcosa che invece è accettato. Superare il bullismo significa andare oltre, riprendersi la vita, non vivere più in funzione di ciò che è stato. Non significa dover per forza dimostrare qualcosa a qualcuno o riuscire in qualche campo, diventare una persona di successo, avere dei riconoscimenti pubblici. Così rischiamo di mandare un messaggio sbagliato anche a coloro che vengono prese di mira ma non ottengono risultati eclatanti e visibili al mondo. Sotto queste dichiarazioni leggo i commenti delle persone prive di competenze emotive che guardano solo la superficie e gli aspetti estetici, ma che rappresentano la maggior parte della popolazione dell’era social, che scrivono messaggi del tipo: “sembra che ti abbia fatto bene essere stata bullizzata perché ora sei diventata bella o sei diventato bello”; “ti ha fatto bene perché se non avessi subito quello che hai subito non saresti cambiato e non ti saresti messo sotto”.  La soddisfazione non deve nascere dall’aver dimostrato a chi ci ha fatto del male che c’è stato un cambiamento e che si sbagliavano. La soddisfazione nasce dall’aver reagito, dal non aver regalato la propria vita agli altri, dal riuscire ad andare oltre a prescindere dai risultati ottenuti: questo è il messaggio che deve passare. È importante far capire che dal bullismo si può uscire, ma il focus deve essere incentrato su noi stessi e non più sugli altri. L’importanza la dobbiamo dare a noi stessi, non agli altri, soprattutto a chi ci ha fatto del male perché l’unica vera vendetta – se di vendetta si può parlare – è legata al far vedere agli altri che non sono più presenti nella nostra vita, che non gli diamo più importanza e che ce l’abbiamo fatta, ma non per dimostrarlo a loro, ma solamente a noi stessi. Dobbiamo usare le nostre energie per noi, non per gli altri, per credere nelle nostre capacità e vivere in funzione nostra perché è vero che hanno tentato di farci credere che non eravamo abbastanza e che non eravamo all’altezza, ma non è affatto così.

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