Cosa fare (e non fare) se il bambino ha mal d’orecchie

Prima o poi capita! Un pianto inconsolabile, spesso in piena notte. Con la manina si tocca l’orecchio.

Il mal d’orecchio è una delle principali cause del dolore nel bambino.

 

 

 

La dottoressa Elena Bozzola, nella sua video-pillola, ci spiega cosa fare e cosa è meglio non fare se il bambino soffre di mal d’orecchio.

Per otite si intende una infiammazione acuta dell’orecchio. Se a carico dell’orecchio medio, viene detta otite media, più frequente nella stagione invernale.
L’otite media è provocata da batteri o da virus.
Nel lattante, il pianto ostinato, violento, spesso improvviso nella notte, accompagnato da stato di irrequietezza, sintomi da raffreddamento e talvolta febbre, sono i segnali sospetti di una otite, ossia di una infiammazione che dal naso o dalla gola si è propagata alla mucosa dell’orecchio.
E’ naturalmente più frequente nella stagione fredda, quando il piccolo è maggiormente esposto a contrarre il raffreddore o il mal di gola. Il dolore può essere causato da una semplice infiammazione della membrana del timpano (otite esterna) oppure da un’infiammazione acuta dell’orecchio medio (otite media catarrale).
Nei bambini oltre i due anni di vita è frequente osservare che il piccolo si tocca ripetutamente l’orecchio.

I segni e sintomi più frequenti sono:
Febbre sopra 38,5°C
Dolore intenso all’orecchio
• Fuoriuscita di secrezione e/o sangue dall’orecchio

Che cosa fare
È fondamentale innanzitutto impostare una terapia antidolorifica con paracetamolo o ibuprofene, essendo l’otalgia il sintomo spesso predominante.
Contattare il Pediatra per valutare l’indicazione ad una terapia antibiotica, che non sempre è necessaria.

Che cosa non fare
Non vanno mai istillate gocce nell’orecchio senza che lo abbia prescritto il medico. Si tratta di una precauzione importante perché se la membrana del timpano è lesionata, come spesso succede quando l’orecchio è infiammato, il farmaco in gocce, indicato solo per uso esterno, può penetrare all’interno dell’orecchio determinando danni anche gravi.

 

di Elena Bozzola

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