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Alimentazione e Prevenzione. Una scelta di lunga prospettiva

di Maurizio Tucci, Giornalista

13 giugno 2019

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Prima colazione disertata da quasi un adolescente su due; meno di un terzo che consuma regolarmente una merenda pomeridiana; più dell’80% che mangia “junk food” (cibo spazzatura) durante la giornata e fuori dai pasti principali; pasto quotidiano principale sempre più spostato verso la cena. Questo il quadro – non esaltante – che emerge dall’indagine “Adolescenti e Alimentazione” realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca IARD su un campione nazionale rappresentativo di 2800 studenti frequentanti le scuole medie superiori (età media 16,7 anni).

L’indagine

Non è una sorpresa, purtroppo, rilevare dai dati dell’indagine annuale di laboratorio adolescenza e Istituto IARD, che c’è una ampia fascia di popolazione adolescenziale (34% dei maschi e 43% delle femmine) che non consuma la prima colazione. Così come sono meno di un terzo gli adolescenti che consumano regolarmente una merenda pomeridiana, ma più dell’80% consuma snack dolci e salati, caramelle, cioccolata, gelati ecc… durante la giornata e fuori dai pasti principali.
Si aggiunge che il pranzo come pasto principale della giornata è una abitudine ormai geograficamente confinata al sud e alle isole. Nel resto d’Italia è molto vicina la percentualmente di adolescenti che indica il pranzo o la cena come pasto principale della giornata, mentre nelle aree metropolitane lo scenario cambia ed è la cena ad essere maggiormente indicata come pasto principale. Il “record” a Milano, dove la cena è il pasto principale per il 62% degli adolescenti intervistati.

La situazione complessiva appare quindi ben lontana dall’obiettivo ottimale indicato dai nutrizionisti dei cinque pasti al giorno (colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena). Inoltre, il combinato disposto della prima colazione disertata e dello spostamento del pasto principale dal pranzo alla cena, evidenzia un dannoso squilibrio dell’apporto nutrizionale quotidiano verso l’ultima parte della giornata, proprio quando il consumo energetico diminuisce. (Ricordiamo che le indicazioni degli esperti vorrebbero il 25% dell’apporto nutrizionale quotidiano la mattina, il 50% a pranzo e il 25% a cena). Tutto ciò compromette il corretto metabolismo e accresce enormemente i rischi di sovrappeso e obesità.

L’indagine ha anche evidenziato i consumi e i gusti alimentari degli adolescenti: la pasta è di gran lunga l’alimento più consumato (lo mangia pressoché quotidianamente il 74,4%). Seguono il pane (65,2%), la frutta (58%), la verdura (52,9%) e la carne (50,3%). Legumi, uova e pesce sono gli alimenti meno consumati e risultano presenti nella dieta quotidiana occasionalmente o raramente.
Consumi e gusti – tranne che per pasta e carne che piacciono molto – non sempre sono allineati. Dolci e salumi (ma anche il pesce) piacciono molto di più di quanto non si consumino, mentre verdura e frutta molto meno.

Con che frequenza mangi i seguenti alimenti a pranzo e/o a cena?

  Tutti i giorni o quasi Qualche volta Raramente / mai
Pasta 74,4 21,5 3,2
Pane 65,2 24,4 9,7
Frutta 58,0 30,1 11,2
Verdura 52,9 31,0 15,4
Carne 50,3 43,7 5,1
Latte 49,5 28,0 21,8
Caffè 37,8 28,6 32,9
Salumi 36,0 49,7 13,7
Dolci 28,8 50,7 19,7
Formaggi 27,8 50,4 20,9
Succo di frutta 21,4 45,4 32,6
Bibite gasate 18,0 40,7 40,6
Legumi 17,5 58,0 23,8
Uova 13,4 69,4 16,5
Pesce 12,6 66,9 19,8
Riso 11,6 71,2 16,5
Birra 6,9 34,6 57,9
Vino 6,4 24,0 68,9


Quanto piacciono i seguenti alimenti

  Molto Così così Per nulla
Pasta 79,5 17,9 2,0
Carne 79,0 16,6 3,7
Dolci 72,2 22,5 4,7
Pane 71,9 23,9 3,6
Salumi 70,0 23,3 6,1
Frutta 66,2 28,0 5,2
Latte 57,5 29,5 12,4
Riso 54,1 37,8 7,4
Pesce 50,2 35,3 13,9
Formaggi 48,6 35,5 15,3
Uova 48,0 41,0 10,3
Verdura 43,4 41,1 14,9
Legumi 33,6 44,1 21,7


Come cambiano le abitudini alimentari

Nel 2015 Laboratorio Adolescenza aveva realizzato una analoga indagine su un campione nazionale rappresentativo di 2000 studenti delle scuole medie inferiori (fascia d’età 12-14 anni).
Il confronto tra l’indagine del 2015 e quella di oggi risulta particolarmente interessante, perché tra le coorti d’età coinvolte nell’indagine attuale (fascia di età del campione, 15-19 anni) ci sono le medesime coorti raggiunte dall’indagine 2015 Si è avuto la possibilità di osservare se e come sono mutati i comportamenti alimentari (complessivamente intesi) nel tempo.
Tra le differenze negative aumenta la fascia di popolazione adolescenziale (in particolare le femmine) che non consuma la prima colazione; tra quelle positive aumenta il consumo di frutta, ma soprattutto di verdura.

La prevenzione

Giorgia Pierangeli, psicologa di Laboratorio Adolescenza osserva, anche analizzando i dati dell’indagine, che si assiste sempre più frequentemente ad una tendenza dei ragazzi a vivere il cibo in modo polarizzato.
Da una parte si trovano i ragazzi che si nutrono principalmente di cibo “spazzatura”, che si rimpinzano di tutto e sembrano non preoccuparsi delle conseguenze che alcuni alimenti possono avere sul loro peso e sulla loro salute. Dall’altra ci sono i cosiddetti “ortoressici” (un termine che indica chi ha una forma di attenzione abnorme alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche), che ingeriscono solo cibi sani e controllati, con un’attenzione continua e spasmodica ad ingredienti e calorie, e che perseguono apparentemente obiettivi di salute e benessere.
Per costoro, al di là del fatto che molto spesso la dieta “salutare” se la autoprescrivono, quel che risulta in primo luogo evidente è la difficoltà di vivere il cibo come qualcosa di piacevole, oltre che essenziale per la sopravvivenza.
L’obiettivo sarebbe, ovviamente, una via di mezzo in cui si ponga attenzione ad una alimentazione sana e corretta, ma non si perda il gusto per il cibo e, soprattutto, non si trasformino le proprie scelte alimentari in una ossessione.
Ancora una volta emerge quanto sarebbe importante – anche in campo alimentare – la cultura della prevenzione. Per stare bene non è necessario vivere una vita con il bilancino in una mano e la tavola calorica degli alimenti nell’altra; basterebbe una buona consapevolezza sulle conseguenza degli eccessi e a lungo termine. Nessun alimentarista immagina un adolescente che non mangi occasionalmente hamburger e patatine da Mc Donald’s, ma nessun adolescente dovrebbe pensare che possano essere questi i cibi alla base della sua alimentazione.

Serve formazione ed informazione da parte di famiglia, scuola, medici ma – possibilmente – non data in modo terroristico e, soprattutto che non arrivi quando si deve già rimediare ad un “gusato”.

L’obiettivo di una prevenzione efficace è proprio quello di affrontare gli aspetti legati alla propria salute, a partire dall’alimentazione, con una serenità di lunga prospettiva. Quella “lunga prospettiva” che caratterizza in tutto e per tutto l’adolescenza.

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

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