Per offrire una migliore esperienza di navigazione e per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell’utenza, questo sito usa cookie anche di terze parti.
Chi sceglie di proseguire nella navigazione su magazine.familyhealth.it oppure di chiudere questo banner, esprime il consenso all'uso dei cookie. Per saperne di più consulta la nostra Cookie Policy .

Ho capito, chiudi il banner.

X

In frigorifero: ogni cosa al suo posto

di Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare

27 giugno 2019

241 Views

Ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, ma è talmente scontata la presenza in casa che non tutti si preoccupano di utilizzarlo al meglio. Peccato, perché un giusto uso del frigorifero permetterebbe di evitare sprechi e anche qualche mal di pancia…

Secondo i dati dell’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) si stima che solo nel 2016 nel nostro paese siano stati più di 350.000 i casi di malanni provocati dal consumo di cibo in cattivo stato di conservazione. Per quanto possa sembrare strano, non sono tanto i ristoranti e i locali pubblici a essere sotto accusa: è soprattutto in casa che è facile commettere errori e compromettere la sicurezza igienica degli alimenti che acquistiamo. Concentrare gli acquisti in un’unica spesa settimanale, preparare in anticipo i pasti per i giorni successivi, lasciarsi tentare dalle offerte e fare scorte esagerate… sono tutte situazioni che aumentano la probabilità di essere vittima di una qualche infezioni alimentare, e il frigorifero è uno dei punti caldi (si fa per dire…) sui quali centrare l’attenzione.

Non un semplice contenitore

Non dobbiamo mai dimenticare che il freddo non uccide i microbi responsabili delle alterazioni, ma ne rallenta soltanto lo sviluppo, in modo tanto più efficace quanto più si riescono a seguire alcune semplici regole generali nell’uso del frigo:

  • gli alimenti vanno disposti in modo che l’aria possa circolare liberamente intorno a loro per refrigerarli
  • per lo stesso motivo le griglie non vanno coperte con carta o fogli d’alluminio;
  • evitare di riempire completamente il frigorifero con un solo super-carico settimanale (la temperatura si alzerebbe troppo);
  • pulire spesso la guarnizione della por­ta, lavare ogni 15 giorni l’interno del frigo con acqua e bicarbonato o acqua e aceto, utilizzando un panno umido, e infine asciugarlo bene
  • verificare che non si formi della brina all’interno e nel caso provvedere a sbrinarlo

Dove lo metto?

La temperatura all’interno del frigorifero non è omogenea: in alcune zone è di appena 2-4 °C sopra lo zero, in altre arriva invece a 8°C, ed è importante sfruttare le differenze di temperatura per conservare i diversi cibi nel modo migliore e più sicuro.
In genere, la temperatura sulla mensola centrale dovrebbe essere di 5°C. In questa zona e su quella immediatamente superiore devono trovare posto le uova, i prodotti caseari, gli affettati, gli avanzi e i prodotti contrassegnati con la scritta “dopo l’apertura conservare in frigorifero”.
Il punto più freddo del frigorifero è la mensola più bassa, sopra il cassetto della frutta e delle verdure (2°C). è qui che vanno riposti la carne e il pesce fresco, che sono alimenti particolarmente deperibili.
I cassetti in basso arrivano in genere a 8°C e sono destinati alle verdure e alla frutta, che potrebbero rovinarsi a temperature più basse.
Negli scompartimenti o sulle mensole all’interno della porta (8-10°C) possono infine trovare posto quei prodotti che necessitano solo di una leggera refrigerazione, come le bibite, il ketchup, la senape e il burro.

La pratica del FIFO…

FIFO sta per First-In-First-Out, cioè “primo dentro primo fuori”. È una pratica che dovrebbe essere sempre seguita: tirare fuori e consumare per primi gli alimenti che sono stati riposti per primi (e quindi sono in frigorifero da più tempo). In sostanza si tratta di riporre gli alimenti acquistati più di recente dietro o sotto quelli già presenti nel frigorifero: un sistema semplice per essere sicuri di consumare gli alimenti prima della loro data di scadenza e ridurre gli sprechi.

Attenzione alla contaminazione “crociata”

Nel frigorifero bisogna soprattutto stare attenti a evitare quella che i tecnici chiamano “contaminazione crociata”, cioè il contatto anche indiretto tra gli alimenti “sporchi” potenzialmente contaminanti e quelli “puliti”, pronti per il consumo. La regola è che tutti i cibi che vengono riposti in frigorifero dovrebbero essere protetti da un adeguato imballaggio (pellicola, contenitore in vetro o plastica…), sia per isolarli dal contatto con gli altri alimenti sia per evitare un’eccessiva disidratazione o anche per impedire che l’odore più intenso di alcuni cibi si trasferisca ad altri più ricettivi. In particolare è importantissimo che gli alimenti crudi, vengano sistemati al di sotto degli alimenti cotti: si evita così la possibilità delle contaminazioni causate dalla caduta accidentale di fluidi dell’alimento crudo su quello cotto sottostante (attenzione soprattutto agli alimenti da scongelare per il giorno dopo che possono facilmente sgocciolare). Sempre per evitare il rischio di contaminazioni crociate, gli alimenti in contenitori di vetro o di metallo dovrebbero essere tenuti nella parte più bassa del frigorifero, in modo che le gocce di condensa, che si formano sui contenitori freddi, non cadano su altro cibo col rischio di inquinarlo. Un’attenzione particolare va riservata infine alle uova il cui guscio è carico di microrganismi che possono inquinare gli altri cibi: meglio conservarle nel loro contenitore originale e non riporle nei portauovo collocati nella porta del frigorifero che sono difficili da pulire e che, per effetto della continua apertura e chiusura del portellone, favoriscono il distacco e la diffusione dei germi dal guscio verso l’interno del frigo.

In frigorifero: cosa, come, per quanto tempo

I formaggi freschi come la crescenza, lo stracchino o la mozzarella, si conservano nelle zone più fredde del frigorifero, in vaschette di pla­stica o vetro con chiusura ermeti­ca. Se c’è un liquido di governo si deve lasciarceli immersi. In media durano non più di 5-6 giorni o fino alla data di scadenza se ben conservati.

I formaggi a pasta dura vanno riposti sui ripiani centrali, possibilmente confezionandoli sottovuoto, oppure avvolgendoli in pellicola plastica resistente ai grassi (leggere le istruzioni). In media resistono 2 settimane nella pellicola e anche più di un mese sottovuoto.

Gli affettati trovano anch’essi una collocazione ideale sui ripiani centrali. È bene evitare che entrino in contatto con l’aria, perché si seccano o anne­riscono, avvolgendoli nella pellicola (grasso resistente). Per i prodotti confezionati in busta basta se­guire le indicazioni sulla confezione e dopo l’apertura consumarli entro 1-2 giorni. In genere i prodotti cotti (prosciutto, mortadella) durano meno di quelli stagionati e il prodotto affettato ha una durata inferiore (1-2 giorni) rispetto ai tranci.

La carne cruda va riposta nella parte più fredda in un contenitore in plastica a chiusura ermetica. Se tritata ha una durata molto breve (al massimo di 1‑2 gg), se a fette può conservarsi fino a 3 giorni, mentre a pezzi dura fino a 1 settimana.

Il pesce crudo va tenuto nella parte più fredda del frigorifero, in contenitori chiusi e consumato assolutamente entro 1‑3 giorni: i molluschi e i crostacei si deteriorano ancora più rapidamente!

La verdura va conservata a 5-8 °C nel cestello apposito. Andrebbe lavata, asciugata e lasciata libera di “respirare” trasferendola in sacchetti del tipo “traspirante”. Le verdure più deperibili sono quelle a foglia (spinaci, insalate), che vanno consumate entro 2-3 giorni, e comunque tutta la verdura è meglio no tenerla troppo a lungo in frigorifero (entro 5-6 giorni dall’acquisto) perché col tempo si riduce il suo patrimonio vitaminico.

La frutta trova il suo ripiano ideale nel frigorifero sempre nel cestello in basso a 5-8°C. È importante sistemarla in modo da evitare ammaccature e schiacciamenti, meglio se lavata e asciugata ed eventualmente inserita in sacchetti che consentano la traspirazione. Come per la verdura, è bene consumare rapidamente la frutta, per impedire che si impoverisca di vitamine: l’ideale è entro 2-7 giorni dall’acquisto.

 

 

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

Prova Family Health e il suo Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Archivia i tuoi referti medici, condividi informazioni corrette con il tuo medico e tramanda la tua storia clinica alle generazioni future. SCOPRI DI PIù!

Patrocinato da: