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Leggere aiuta lo sviluppo e la crescita dei bambini e degli adolescenti

di Maura Manca, Psicologa

8 gennaio 2020

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Tendenzialmente si pensa che la lettura sia quella pratica che favorisce l’alfabetizzazione e incrementi il livello culturale di una persona, sottovalutando anche tutta una serie di aspetti positivi legati ai processi di sviluppo e di potenziamento di abilità cognitive ed emotive di chi legge in maniera sistematica.

Se vuoi che i tuoi figli siano intelligenti, leggi loro delle fiabe. Se vuoi che siano più intelligenti, leggi loro più fiabe” (Albert Einstein). Concordo pienamente con questa affermazione di Einstein perché spesso tutti noi sottovalutiamo i benefici della lettura e il suo impatto positivo sullo sviluppo dei bambini e degli adolescenti.

Leggere aiuta il cervello a conservare le informazioni e allena anche le abilità cognitive: migliora le capacità attentive e la concentrazione. Al giorno d’oggi, la velocità con cui arrivano gli stimoli legati alla tecnologia al nostro cervello, i numerosi input anche in parallelo, l’assenza del concetto e della capacità di attendere a discapito dell’immediatezza, stanno andando ad intaccare le nostre capacità attentive che si stanno riducendo drasticamente e si stanno adattando all’ambiente in cui viviamo, sempre più smart. La lettura può essere un’attività che aiuta a contrastare o contenere questo processo. In un’epoca in cui siamo sempre più “smemorati” in quanto deleghiamo tutti i nostri ricordi e tutto ciò che non ci dovremmo dimenticare al telefonino, leggere aiuta a favorire i processi legati alla memoria, a ricordare e a richiamare i contenuti che abbiamo acquisito attraverso la lettura e ad apprendere nuovi vocaboli.

Leggere migliora anche la nostra intelligenza emotiva: aiuta a comprendere che esiste un altro diverso da noi e sviluppa o incrementa la capacità di immedesimarsi nell’altro e di capire che non esiste solo il proprio punto di vista. Chi legge quindi, attiva un processo di mentalizzazione che lo porta a comprendere le intenzioni, gli obiettivi, le emozioni e altri stati mentali dei personaggi che vengono narrati nel racconto. In effetti, una storia narrata è un insieme di rappresentazioni di eventi e personaggi. Leggere è anche un’attività che arricchisce anche la proprietà di linguaggio e la costruzione narrativa.

Tantissimi autori concordano sul fatto che la lettura per e con i bambini sia una pratica fondamentale non solo per lo sviluppo ma anche per la condivisione di emozioni con i genitori, di opinioni, di interscambio reciproco e di insegnamento: favorisce la creazione di un legame affettivo o il suo rinforzo. Non significa che il digitale vada eliminato dalla vita dei bambini e degli adolescenti, significa che gli input provenienti dalla tecnologia attivano reti neurali diverse e che quindi, in un mondo in cui non si può più prescindere dall’evoluzione tecnologica, dobbiamo creare un equilibrio tra le due parti. Non ci dobbiamo dimenticare che leggere allena anche le funzioni cerebrali che stimolano un pensiero critico e riflessivo e quindi favorisce un’autonomia da un punto di vista psicologico.

Si deve educare anche alla lettura

Per queste ragioni è fondamentale educare alla lettura facendo arrivare ai bambini la magia nascosta nel leggere un libro. Si deve leggere in classe, portarli man mano a farlo non per obbligo scolastico ma per piacere anche di condivisione con gli adulti e con i compagni. Per stimolare gli adolescenti, invece, è importante incuriosirli, loro amano leggersi e questo lo dimostrano per esempio la viralità che acquisiscono i libri – e spesso le rispettive serie in streaming- nei quali si rivedono e si riconoscono.

Il problema è che oggi anche tanti adulti non danno più il buon esempio perché relegano la lettura ad una attività più marginale o secondaria rispetto a tutti gli altri impegni: c’è troppa fretta e troppo poco tempo per dedicarsi ad un libro, dimenticandosi che per i bambini è più importante l’esempio delle parole.

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