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Troppi ragazzi a rischio per lo sviluppo di disturbi psicopatologici. Come farà la scuola a gestire anche questa emergenza?

di Maura Manca, Psicologa

10 settembre 2021

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Si è creduto erroneamente che tutto ciò che abbiamo vissuto in questi ultimi anni a causa della pandemia fosse transitorio, che bastasse fare uno sforzo e sarebbe tutto finito: questo non ha permesso, soprattutto ai più piccoli, di elaborare ciò che abbiamo subìto e ci ha portato ad affrontare nuove ondate senza essere psicologicamente pronti.

Un recente studio (vedi nota) ha evidenziato come nel primo anno della pandemia siano aumentate considerevolmente le problematiche psicologiche tra i bambini e gli adolescenti. In particolare, a livello globale, è emerso che 1 su 4 ha sviluppato sintomi legati alla depressione mentre 1 su 5 problemi legati all’ansia: si tratta di stime che sono raddoppiate rispetto al periodo pre-pandemia e continuano a restare alte con il persistere dell’emergenza sanitaria.

Sono numeri molto alti e preoccupanti perché gli esiti di questa condizione si vedranno anche a lungo termine sotto altre forme. Significa che in una classe di 20 ragazzi, per esempio, potremmo avere un numero di adolescenti con disagi o disturbi psichici piuttosto elevato. Se 1 su 4 ha sviluppato sintomi depressivi, su 20 sarebbero ben 5 per classe e, se 1 su 5 manifesta sintomi ansiosi, su 20 sarebbero 4 per classe. Se poi aggiungiamo le percentuali di bullismo e di altri tipi di disturbi del comportamento, significa che gli insegnanti non saranno più in grado di farcela da soli. Significa che dovranno gestire anche problematiche al di fuori delle loro competenze e che educatori e psicologi dovranno obbligatoriamente essere molto più presenti nelle scuole e non solo come sportello di ascolto fisso per ragazzi, ma anche per insegnanti e genitori che hanno bisogno di sostegno per gestire le problematiche degli alunni e dei figli. Gli insegnanti hanno bisogno di una mano per gestire gli effetti di questa emergenza e anche per dare un contenimento ai ragazzi. Se vogliamo che questa pandemia non lasci cicatrici troppo profonde, la scuola deve recuperarli e deve essere potenziato il lavoro sul benessere psicologico. Troppi adolescenti non riprenderanno la scuola e questo è un fallimento per tutti noi. Dobbiamo imparare a creare una culla in cui collaborare e darci una mano per aiutarli a uscire da questa condizione che li ha messi veramente a dura prova.

Questi numeri, purtroppo, sono solo una conferma ai tanti segnali di malessere che i più giovani ci hanno inviato in questo periodo: era probabilmente inevitabile che, in una condizione come questa, ci fosse un aumento dei disturbi psicologici anche tra i più piccoli, soprattutto in coloro che presentavano una maggiore sensibilità e vulnerabilità già prima del coronavirus.

“Dopo tutto questo tempo di pandemia, mi viene l’ansia ogni volta che devo uscire o andare da qualche parte. Non ho tanti amici, sono sempre stato timido ma dal lockdown mi sono come abituato a stare lontano da tutti. Vorrei uscire ma mi vergogno a fare nuove amicizie e ho l’ansia al pensiero di tornare a scuola e affrontare tutto quanto”.

“Dall’anno scorso ho perso la motivazione a fare tutto, a studiare, a uscire, a fare attività, ho mollato anche lo sport che facevo da anni. Mi sento come bloccata. Preferisco starmene in camera mia, a vedere serie tv o a giocare al pc. Mi sento sola ma non riesco a reagire. Non mi va di fare niente”.

È indubbio che l’ostacolo che ci troviamo di fronte ormai da tempo è insidioso, considerando che ha avuto un impatto enorme sulle nostre vite e ha portato a grandi cambiamenti a livello personale, familiare e ambientale.

È fondamentale, però, prendere sul serio e cogliere i primi campanelli d’allarme, sin dall’inizio, mantenere aperto il dialogo con bambini e ragazzi, per intervenire prima che sia troppo tardi e che si sviluppino disturbi cronici più severi.

Nota. Racine N., McArthur B.A., Cooke J.E., Eirich R., Zhu J., Madigan S. (2021). Global prevalence of depressive and anxiety symptoms in children and adolescents during COVID-19: a meta-analysis. JAMA Pediatrics https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2782796

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