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La posta elettronica è un esempio di transizione digitale di successo. Qualcuno può negarlo?

di Giuseppe Agosta, Presidente di Biomedia S.r.l. e ideatore della piattaforma Family Health

20 gennaio 2022

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Egregio Ministro Colao,
riesce a immaginare lo stato d’animo di un italiano, olimpicamente sportivo, ma, sfortunatamente, appassionato di rugby? Prima di ogni evento internazionale, questo speciale sportivo vive un’attesa diversa. Si tratta di una attesa stratificata, come le lasagne: sopra c’è uno spesso strato di rassegnata consapevolezza, ma sotto c’è un delizioso ragù di indomabile speranza, la speranza che questa volta sia, finalmente, quella buona. “Dai ragazzi!”
 
Io sono un appassionato sostenitore della sanità digitale; leggere della sua intenzione di dare una spinta al Fascicolo Sanitario Regionale (FSR) mi ha piacevolmente scaraventato in quello stesso stato di attesa “a lasagna” che l’italiano appassionato di rugby patisce e gode, al contempo. Sono felice che si accenda un riflettore sul tema, ma mi domando se il paziente sia nel cono di luce. Sarebbe comprensibile se ne rimanesse fuori: il paziente è tradizionalmente il destinatario della cura, come dire, l’arrivo, il traguardo dell’opera del “sistema sanità”, il che potrebbe indurre l’architetto del cambiamento a concentrarsi, per l’appunto, sul “sistema sanità”. La recente transizione dalla fatturazione cartacea a quella elettronica, per fare un esempio, si è concentrata solo sulle esigenze del fisco, ignorando del tutto le esigenze delle partite iva in materia documentale, che continuano a gestire, una parte della documentazione con programmi di gestione documentale, e un’altra parte con programmi dedicati alla fiscalità. Sembra, a chi scrive, che la recente transizione sia stata affetta da un certo qual “egoismo documentale” da parte del sistema.
 
Egregio Ministro, con il dovuto rispetto: in questa sua nuova spinta modernista, ha considerato l’esempio di transizione digitale più straordinario dell’ultimo ventennio? Mi riferisco alla posta elettronica, che negli anni ‘90 del secolo scorso era una moda tra nerd, e oggi viene usata dalla larghissima maggioranza della popolazione. Di più: viene usata felicemente dalla larghissima maggioranza della popolazione. Come ha fatto la posta cartacea ad essere integralmente soppiantata, e senza rimpianti, nei costumi degli italiani? Credo che la risposta stia proprio nella centralità dell’utilizzatore finale nel progetto: la posta elettronica si è sviluppata sulle esigenze di tutti.
 
Con il mio gruppo, abbiamo realizzato quello che oggi appare come un Fascicolo Sanitario privato. Lo ho battezzato Family Health, Fascicolo Sanitario Digitale Personale. Sotto il cofano, tuttavia, si nasconde l’applicazione concreta di una architettura di comunicazione digitale client-server aperta. Come la posta elettronica. Family Health è pronta per essere, per i documenti della sanità, quello che Microsoft Outlook, Google Gmail, Apple Mail, Mozilla Thunderbird sono per i messaggi e-mail: un client di posta elettronica sanitaria certificata, pronto a ricevere, inviare e gestire, ogni tipo di documento relativo alla sanità dell’individuo, e non solo quelli prodotti dal sistema sanità.
 
Se la posta elettronica ha avuto la meglio sulla naturale avversione dell’essere umano ai cambiamenti, perché non sfruttare l’esperienza e calcarne le orme?
 
L’architettura vincente, se pensiamo alla transizione digitale della sanità, deve consentire e, anzi, favorire il libero sviluppo di sistemi indipendenti, alcuni deputati alla produzione dei documenti, altri alla conservazione, altri ancora alla loro gestione, capaci di “inviare” e “scaricare” tra loro, referti, diagnosi, lettere di dimissioni, radiografie, appunti, consigli, esperienze personali, articoli, documenti esteri, e ogni altra istantanea della storia clinica di un individuo. Esattamente come un qualunque client di posta elettronica che “invia al” e “scarica dal” server.
 
Family Health è il primo client di posta elettronica sanitaria certificata. Tifo appassionatamente perché il suo sforzo miri alla definizione di uno standard aperto e di un’architettura client-server che consenta il proliferare di un sottobosco di app funzionali, belle, moderne e continuamente aggiornate. Solo così il paziente sarà emancipato e autonomo nel collezionare, analizzare e tramandare la propria (e privata) storia clinica. Solo così il paziente sarà nel cono di luce del riflettore.
“Dai ragazzi!”
 
Giuseppe Agosta
Presidente di Biomedia S.r.l. e ideatore della piattaforma Family Health

Family Health si impegna a diffondere la cultura della prevenzione consapevoli che il primo passo per il proprio benessere è pensare alla salute.

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