In gita scolastica, “No tu no”…o forse si!

“No, maestra: la mia bambina all’agriturismo non può venire! …è allergica al pelo del coniglio e alle graminacee. Se viene lì di sicuro le viene una crisi”.

È davvero necessario che il bambino allergico rinunci alle gita scolastica? È un momento importante di formazione, fa parte del programma didattico, e spesso alcune informazioni vengono impartite proprio durante questi momenti. La condivisione di questa esperienza crea bei ricordi per tutta la classe.

 

In realtà, non è quasi mai necessario che un bambino allergico rinunci alla gita scolastica. Se il problema è un’allergia ai pollini, l’importante è che la situazione sia controllata da una adeguata terapia farmacologica o vaccinale.

La terapia deve essere calibrata dal medico in modo tale da rendere la vita del bambino completamente normale anche in presenza di pollini. Per usare una metafora, si tratta di erigere una diga abbastanza alta da poter affrontare le più alte ondate di piena pollinica. Certamente, quando questi bambini sono in gita scolastica, non sarà il caso di farli rotolare tra le balle del fieno, ma questa è un’indicazione sempre valida, in qualunque momento di svago all’aperto.

Diverso è il caso del bambino che può trovarsi improvvisamente di fronte a contatti allergenici imprevisti. Se un bambino è allergico al pelo di animali, per esempio, andare nelle stalle o entrare in contatto con i conigli può essere addirittura “pericoloso”. In questo caso, prima di partire, è consigliabile consultare il medico, che potrà prescrivere dei supplementi di terapia da assumere nell’imminenza del contatto a rischio. Se un bambino allergico al gatto è a rischio di entrare in un ambiente ‘gattoso’, si può premedicarlo con farmaci specifici in modo tale da dargli una superprotezione di breve durata. In altre parole, la diga può anche essere alzata momentaneamente. Questo è il modo per permettere a tutti i bambini di godersi la primavera nel pieno della sua bellezza.

 

di Alessandro Fiocchi

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