Influenza, tosse e raffreddore? Combattili così

di Martina Donegani, biologa nutrizionista

 Influenza, raffreddore, tosse… Ecco che puntualmente ogni anno si ripresentano e ci accompagnano in un susseguirsi continuo per tutta la stagione invernale. Ma esiste un modo per prevenire con il cibo questi malanni? E come comportarsi a tavola se l’influenza arriva lo stesso per accelerare la guarigione?

 

 

Quest’anno sembra anche peggio del solito: l’influenza è arrivata in anticipo e ha colpito più di 4 milioni di persone solo in Italia.  Fermo restando che il modo più sicuro per ridurre il rischio di essere contagiati è sicuramente la vaccinazione, anche attraverso l’alimentazione, scegliendo gli alimenti giusti, si può preparare un’efficace linea di difesa contro virus e germi, in modo da rendere più forte l’organismo e migliorare la sua resistenza alle malattie.

In questo senso il cibo può rivelarsi utile in diversi modi:

  • aumentando le difese immunitarie
  • esercitando proprietà antisettiche, cioè contrastando direttamente i microbi
  • fluidificando il muco tipico del raffreddore e facilitandone l’eliminazione

Come prevenire al meglio

Innanzitutto è necessario assicurare all’organismo tutta l’energia di cui ha bisogno, senza incorrere in carenze o eccessi: mangiare troppo o troppo poco aumenta  infatti il rischio di contrarre infezioni e si compromette l’efficienza del sistema immunitario.
Il menù giornaliero deve essere bilanciato poi dal punto di vista della ripartizione dei nutrienti: oltre ai carboidrati complessi (pane, pasta, riso, cereali integrali…), fondamentali per garantire la giusta energia, non devono mancare le proteine, necessarie  per costruire le cellule di difesa, e va tenuta particolarmente d’occhio la quantità dei grassi, perché un loro eccesso riduce l’efficacia delle reazioni immunitarie. Un consumo abbondante di pesce, un po’ di frutta secca e una quantità limitata di olio extravergine d’oliva come condimento, assicurano all’organismo un apporto sufficiente di utili acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, senza sbilanciare la dieta.

Una strategia di difesa

Quando si tratta di proteggerci dai malanni di stagione, le vitamine e i sali minerali si rivelano delle preziose guardie del corpo:

  • la vitamina C aumenta gli anticorpi e i globuli bianchi (le nostre difese più efficaci), inattiva alcune tossine e agisce come antiossidante, proteggendoci dai famigerati radicali liberi che danneggiano i tessuti, anche quelli del sistema immunitario. In questa stagione la troviamo in abbondanza in kiwi, arance, mandarini, pompelmi, limoni, spinaci, radicchio, broccoli, indivia, lattuga… purché siano freschi e vengano consumati a crudo. Bisogna ricordarsi che la vitamina C non può essere immagazzinata nell’organismo, per questo è necessario assumerne un po’ ogni giorno, preferibilmente senza ricorrere a pastiglie di origine sintetica o estratta, che non servono a molto: buona parte di questa vitamina non viene assorbita, perché non è associata ad altre preziose sostanze che si trovano naturalmente nella frutta e nella verdura.
  • Anche la vitamina A e la vitamina E svolgono un’azione protettiva fondamentale contrastando l’azione distruttiva dei radicali liberi. La vitamina A esercita poi un’azione diretta nella difesa delle vie respiratorie, aiutando lo sviluppo e il nutrimento delle mucose polmonari. Si trova sotto forma di betacarotene (suo precursore) nella frutta e nella verdura gialla-arancio, ma altre importanti fonti di vitamina A sono il fegato, il burro e il latte. Da parte sua, la vitamina E, grazie alla sua azione antiossidante, riesce a neutralizzare molte sostanze nocive che raggiungono i polmoni attraverso l’aria inquinata. Ottime fonti di questa vitamina sono le noci, le mandorle, l’olio extravergine e, soprattutto, il germe di grano, col quale si può arricchire lo yogurt della colazione o della merenda.
  • Infine, un sale minerale che gioca un ruolo chiave per la protezione della salute è lo zinco: stimola anch’esso le cellule immunitarie (interviene nel processo di stimolazione e maturazione dei “linfociti T”) e permette una corretto utilizzo delle proteine, dei carboidrati e dei grassi. Se ne trova in buona quantità nella carne, nelle sardine, nei semi di zucca, nel germe di grano…

Se l’influenza arriva lo stesso…

Bisogna essere preparati al fatto che, nonostante tutte le precauzioni, l’influenza potrebbe colpire ugualmente.
In questo caso è necessario seguire alcuni accorgimenti nella giornata alimentare per velocizzare il processo di guarigione:

  • suddividere il più possibile i pasti durante la giornata, senza sforzarsi troppo di mangiare se non si sente appetito.
  • Idratare bene l’organismo. Con la febbre può esserci un’importante perdita di liquidi che è necessario reintegrare, senza dimenticare che bere molto aiuta anche fluidificare il muco nasale, accelerando la guarigione dal raffreddore e prevenendo complicazioni come faringiti o bronchiti. Via libera oltre che all’acqua anche a tisane e spremute fresche, da integrare con minestrine e brodi.
  • Brodo di pollo per combattere il raffreddore. Il dottor Stephen Rennard, specialista in malattie polmonari dell’Università del Nabraska, ha accertato che il brodo di pollo contiene alcuni ingredienti attivi sul sistema immunitario. Queste sostanze regolano, tra l’altro, la secrezione di muco e, unite alla cisteina (un aminoacido dotato di proprietà mucolitiche, presente anch’esso nel brodo di pollo) sarebbero responsabili dell’efficacia di questo alimento nel bloccare le manifestazioni tipiche del raffreddamento come il “naso che cola”.
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